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    Camorra / In 400 pagine il ricorso Dda contro il fratello vigile di O' Ninno e gli altri parenti


      Oggi, giovedì 24 gennaio, scadevano i termini per presentare appello, contro la sentenza pronunciata contro tutto il gruppo di Antonio Iovine dello scorso giugno. In primo grado condannate, tra gli altri la moglie e la sorella SAN CIPRIANO D’AVERSA - La Dda non si arrende alle molte assoluzioni, pronunciate nella sentenza di primo grado […]

    Nelle foto, Giuseppe, Oreste e Antonio Iovine

     

    Oggi, giovedì 24 gennaio, scadevano i termini per presentare appello, contro la sentenza pronunciata contro tutto il gruppo di Antonio Iovine dello scorso giugno. In primo grado condannate, tra gli altri la moglie e la sorella

    SAN CIPRIANO D’AVERSA - La Dda non si arrende alle molte assoluzioni, pronunciate nella sentenza di primo grado nel maxi processo contro il gruppo camorristico del clan dei Casalesi, facente capo ad Antonio Iovine, detto o’ Ninno.

    Oggi, 24 gennaio, scadevano, infatti, i termini per presentare appello alle sentenze di primo grado. Lo hanno fatto, naturalmente, gli avvocati difensori degli imputati condannati, tra cui ci sono lo stesso Antonio Iovine, la moglie Enrichetta Vallone, la sorella del boss e tanti altri. Ma lo ha fatto anche il pm Alessandro Milita che ha presentato in 400 pagine i suoi motivi di appello. Milita si oppone alla sentenza di assoluzione pronunciata a favore di Giuseppe Iovine, vigile urbano di San Cipriano d’Aversa e fratello del super boss.

    Stessa opposizione per: Nicola Fontana, Paolo Bianco, cognati di o’ Ninno, Nicola Sicurezza, Salvatore Diana, Vincenzo Della Volpe, Luigi Di Bello, Mario Di Bello, Cristofaro Coppola, Antonio Cerullo, Oreste Iovine, nipote di O’ Ninno, Antonio Ferri, Francesco Ferri, Gaetano Ferri.

    Il pm Milita ha presentato ricorso anche nei confronti di Antonio Pagano, nonostante che questi sia stato condannato in primo grado per il reato di riciclaggio. Un ricorso legato al fatto che la sentenza del tribunale ha escluso l’aggravante dell’articolo 7, relativo ad atti realizzati con l’obiettivo di favorire la camorra.

    Secondo il pm della Dda Pagano deve essere condannato ad una pena più grave, proprio perchè gli andrebbe appioppato anche l’articolo 7.

    Tutti quanti gli assolti di primo grado sono accusati, a vario titolo dei reati di associazione camorristica, di riciclaggio e di monopolio illecito aggravato dal metodo mafioso.

     

    PUBBLICATO IL: 24 gennaio 2013 ALLE ORE 19:57