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    AGG 13.53 TUTTI I NOMI E LE FOTO – ORE 7,00 ESCLUSIVA CASERTACE/CAMORRA & MAFIA, ARRESTATE 57 PERSONE. Sigilli al Bingo di Teverola e al Center Games di AVERSA. Tra i destinatari Massimo Russo e Alfonso Iacolare


        Il titolare di una sala bingo di Frosinone si faceva proteggere da killer dei Casalesi Giuseppe Setola. Sigilli al Bingo di Teverola. I reati contestati agli indagati nell’operazione “Normandia 2″ vanno  dalla associazione a delinquere di stampo mafioso, esercizio abusivo dell’attività di scommesse al  riciclaggio. Sono in corso anche sequestri di beni mobili e […]

     

     

    Il titolare di una sala bingo di Frosinone si faceva proteggere da killer dei Casalesi Giuseppe Setola. Sigilli al Bingo di Teverola. I reati contestati agli indagati nell’operazione “Normandia 2″ vanno  dalla associazione a delinquere di stampo mafioso, esercizio abusivo dell’attività di scommesse al  riciclaggio. Sono in corso anche sequestri di beni mobili e immobili per centinaia di milioni di euro. All’inchiesta hanno contribuito in modo decisivo le indagini della Squadra Mobile di Frosinone guidata dal dirigente Carlo Bianchi

     

    Agg.12,41 – CLICCA QUI PER LEGGERE IL Comunicato stampa – operazione Rischitutto-. Qui sotto i nomi delle sale bingo sequestrate


    Agg.12,26 - Qui sotto tutti i nomi dei 57 arrestati

    Agg. 11,39 – Stanco delle continue minacce da parte di una famiglia Rom di Frosinone, il titolare di una sala Bingo, presente nel capoluogo ciociaro, tramite delle conoscenze, chiede protezione al sanguinario killer dei Casalesi, Giuseppe Setola. Questo particolare emerge dall’ordinanza di oltre duemila pagine e che questa mattina ha portato all’arresto in tutta Italia di 57 persone. La sala Bingo ciociara, gestita da alcuni casertani, secondo le indagini portate avanti dalla Squadra Mobile di Frosinone, era ritenuta scomoda dalla famiglia Rom insediata da anni nel frusinate e titolare a sua volta di un’altra sala Bingo.

    Agg. 9.50 – Tra i 57 destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Dda e in particolare del Pm Ardituro, che ha coordinato l’inchiesta dirigendo le operazioni a cui hanno contribuito in maniera decisiva gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Frosinone, i Ros dei Carabinieri, e gli uomini delle Fiamme Gialle, c’è anche un’altra vecchia conoscenza del clan dei Casalesi. Si tratta di Alfonso Iacolare, a cui l’ordinanza è stata notificata dai carabinieri nel carcere di Ancona, dove Iacolare si trova recluso per altri procedimenti.

    Nelle foto, da sinistra Massimo Russo e Alfonso Iacolare

    Agg. 8,45 - I 57 arresti sono stati eseguiti nelle province di Napoli e Caserta, Frosinone, Modena, Reggio Emilia e Catania. I reati contestati ai 57 indagati vanno dalla partecipazione al concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso, esercizio abusivo dell’attivita’ di gioco e scommesse, illecita concorrenza eseguita con violenza e minaccia, truffa aggrava ai danni Stato, frode informatica, riciclaggio e reimpiego di capitali, intestazione fittizia di beni, estorsione ed altri reati aggravati da finalita’ mafiose.

    L’indagine e’ nata cinque anni fa da un’inchiesta del pm Antonello Ardituro che porto’ in carcere oltre 40 persone e da cui si staccarono le posizioni di due prefetti di Caserta, Maria Elena Stasi e Paolino Maddaloni, imputati in un procedimento che si e’ chiuso presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Stasi e Maddaloni sono stati poi condannati l’inverno scorso, per aver favorito alcune ditte vicine al clan dei Casalesi, come la Orion, per l’installazione di alcune centraline per verificare la qualita’ dell’aria diCaserta.

    Dall’indagine principale sono nati poi altri due processi: il primo concluso un anno fa con la condanna di Nicola Ferraro, ex consigliere regionale Udeur, a nove anni e quattro mesi, accusato di essersi accordato col clan nella doppia veste di imprenditore nel settore dei rifiuti e di politico per ottenere vantaggi per le sue aziende e voti. In cambio, con il fratello, Luigi, avrebbe favorito i Casalesi e le aziende da loro controllate

    Agg. 8,35 - Mario Cantone,  Vincenzo Pellegrino e Massimo Russo, detto Paperino, sono i primi nomi noti dei 57 arresti scattati stamane all’alba

    Agg. 8,17 - Coinvolte nell’operazione numerosi centri scommesse e sale bingo aperte dal clan dei Casalesi per riciclare danaro sporco. Tra le sale coinvolte quella di Teverola e di Parco San Paolo. In questo momento si sta procedendo al sequestro delle aziende che hanno in gestione i centri di gioco implicati nell’inchiesta

    Agg.7,38 - Non solo Casalesi tra gli arrestati, ma anche esponenti riconducibili al clan Santapaolo di Catania e 11 residenti nel napoletano

    Agg. 7,18 - Ecco la prima nota ufficiale dell’operazione diramata dai Ros: I CARABINIERI DEL ROS E DEL COMANDO PROVINCIALE DI CASERTA, CONGIUNTAMENTE ALLA GUARDIA DI FINANZA E ALLA POLIZIA DI STATO, STANNO ESEGUENDO IN DIVERSE REGIONI D’ITALIA 57 PROVVEDIMENTI RESTRITTIVI, RICHIESTI DALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI NAPOLI, NEI CONFRONTI DI ESPONENTI DEL “CLAN DEI CASALESI”.

    SONO IN CORSO SEQUESTRI DI BENI MOBILI ED IMMOBILI NELLA DISPONIBILITÀ DEGLI INDAGATI, VALUTATI IN DIVERSE CENTINAIA DI MILIONI DI EURO.

    I PARTICOLARI DELL’OPERAZIONE SARANNO RESI NOTI NEL CORSO DI UNA CONFERENZA STAMPA CHE SARÀ TENUTA PRESSO LA PROCURA DELLA REPUBBLICA ALLE ORE  11:30 ODIERNE.

    CASERTA - Stamattina, all’alba, è scattata l’operazione Game Over, diretta dal magistrato della Dda di Napoli, Antonello Ardituro , che ha portato all’arresto  di 56 persone  accusate di associazione a delinquere di stampo mafioso e riciclaggio.

    Il nome dell’inchiesta che coinvolge una frangia del clan dei Casalesi  e diversi residenti del frusinate  ha preso spunto da una sala bingo coinvolta nella maxi operazione.

    Alle 11 e 30, a Napoli, Ardituro, il procuratore capo della Dda ,Greco, il dirigente della Squadra Mobile di Frosinone, Carlo Bianchi, e il maggiore della Guardia di Finanza Giovanni De Luca, terranno la conferenza stampa per diffondere i dettagli dell’indagine

    PUBBLICATO IL: 27 giugno 2013 ALLE ORE 7:01