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    TUTTI I VIDEO / Omicidio di MADDALONI – Spunta il terzo complice


    Nella foto, la conferenza stampa in Procura per l’omicidio di Maddaloni. Nel riquadro Francesco De Santi, il complice di Spagnuolo. Seguono, nella foto,, il pm Silvio Marco Guarriello, il procuratore aggiunto Luigi Gay, il neo comandante della Mobile, Alessandro Tocco, il commissario Renata Catalano, e la dott. Esposito della Scientifica   IN CALCE ALL’ARTICOLO I […]

    Nella foto, la conferenza stampa in Procura per l’omicidio di Maddaloni. Nel riquadro Francesco De Santi, il complice di Spagnuolo. Seguono, nella foto,, il pm Silvio Marco Guarriello, il procuratore aggiunto Luigi Gay, il neo comandante della Mobile, Alessandro Tocco, il commissario Renata Catalano, e la dott. Esposito della Scientifica

     

    IN CALCE ALL’ARTICOLO I VIDEO DELLA CONFERENZA STAMPA – Stamane, lunedì, nell’ufficio del procuratore aggiunto della Repubblica, Luig Gay, conferenza stampa degli inquirenti per fare il punto sulle indagini, sull’efferato delitto di Maria Coscia.

    SANTA MARIA  CAPUA VETERE - Facce compunte. Nessuno aveva la voglia di esprimersi al di là dello strettissimo necessario. Il tremendo omicidio, consumatosi a Maddaloni, nella notte tra giovedì e venerdì, ha turbato anche gli inquirenti. Quelle 15 coltellate, vibrate all’indirizzo della 61enne, con spietatezza, con violenza cieca e muta, hanno scosso anche persone, magistrati e poliziotti, che nella loro vita ne hanno viste di cotte e di crude.

    Un figlio che uccide la madre è un fatto maledetto, che scuote tutti, non solo le coscienze, ma anche gli umori di chi ha scelto come proprio lavoro, quello di indagare e di reprimere i delitti, anche quelli più crudi.

    Anche per questo, stamattina il profilo della conferenza stampa era sobrio. Le voci, moge, soffuse. Il procuratore Luigi Gay, lo ha anche detto, “E’ difficile anche per noi – ha affermato Gay - ragionare in termini razionali nel momento in cui abbiamo il dovere di informare l’opinione pubblica sui primi esiti delle indagini su questo omicidio. Il figlio che uccide la madre, le modalità efferate, quell’alto numero di coltellate inferte con offensiva violenza, hanno rappresentato in questi giorni un’esperienza forte, che ha scosso noi, i funzionari e tutti i componenti della polizia di Stato, che hanno lavorato a questa indagine“.

    Dopo, la giusta, comprensibile considerazione di carattere antropologico, evocativa di una sociologia che racconta lo spaccato di una gioventù malata, Gay è entrato nel merito della vicenda, svelando il particolare più significativo di questa conferenza stampa: “Per il momento le indagini non sono ancora chiuse, di sicuro Manlio Spagnuolo e il complice si trovavano nell’appartamento. Riteniamo che nella vicenda possa essere coinvolta anche una terza persona, ma su questo non posso aggiungere altro, dato che sono in corso mirate indagini per valutare la concreta conseistenza di questa ipotesi, che per noi è fondata“.

    Gay, comunque, ci ha tenuto a precisare che questa terza persona, per il momento, “Non è indagata“.

    Il procuratore, poi,  ha presentato tutti i protagonisti di questa indagine: il pubblico ministero: Silvio Marco Guarriello, il neo dirigente della Squadra Mobile di Caserta, Alessandro Tocco, la funzionaria della polizia scientifica, Esposito, che ha coordinato tutte le verifiche e tutte le prime perizie sulla scena del delitto, e la dirigente del commissariato di Polizia di Maddaloni, Renata Catalano.

    Ed è stata proprio la funzionaria della scientifica a spiegare il contenuto di alcuni indizi gravi che hanno incanalato le indagini nella direzione dell’omicidio collegato ad una rapina finita male, sinistramente, organizzata dal figlio della vittima, ancor più sinistramente divenuto il freddo carnefice della madre.

    Gli autori del delitto - ha raccontato la Esposito - hanno provato ad aggiustare la scena dell’omicidio, tentando di rimuovere indizi ed elementi, che potessero consentire l’immediata determinazione della verità dei fatti. Gli assassini si sono concentrati sulle macchie di sangue e hanno provato a farle scomparire. Ma noi siamo riusciti lo stesso a ritrovarle e a stabilire che il delitto era avvenuto con modalità diverse da quelle raccontate da Manlio Spagnuolo“.

    E’ stata poi la volta del Pm, Silvio Marco Guarriello, il quale, da titolare delle indagini, si è soffermato su alcuni elementi essenziali delle stesse, a partire dall’arma del delitto lasciata a pochi metri dal cadavere, perchè questo rappresentava, nell’idea degli assassini, un ulteriore elemento a conforto della loro messa in scena. “Nell’appartamento – ha spiegato Guarriello – sono stati trovati anche la refurtiva e oggetti utilizzati per la rapina“.

    La ricostruzione del pm, ridefinisce alcuni elementi importanti, che nella giornata di ieri erano stati riportati diversamente dalle agenzie di stampa. A partire dalla refurtiva, che, si diceva, sarebbe stata ritrovata nella pizzeria dove lavorava Francesco De Santi, il complice di Spagnuolo: l’arma del delitto come ha detto Guarriello e la refurtiva come ha aggiunto con una battuta secca, il capo della Mobile Tocco, sono state ritrovate all’interno dell’abitazione.

    Dalla conferenza stampa di stamattina è emerso che Manlio Spagnuolo è stato sottoposto a due lunghi interrogatori, a conclusione dei quali ha confessato. Per il momento l’accusa, formulata ai danni di entrambi, è concorso in omicidio volontario. Confermate anche le voci della tossicodipendenza di Spagnuolo. Confermata anche la notizia, data ieri, in esclusiva da Casertace, sul fatto che Spagnuolo facesse uso di crack, la terribile droga frutto della sintesi di diverse sostanze e che ha proprio nelle terribili esplosioni di violenza una delle sue maggiori manifestazioni.

     

    PUBBLICATO IL: 18 febbraio 2013 ALLE ORE 13:41