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    CASERTA Nicola Garofalo polemizza con Del Gaduio per la chiesa di S.Maria a Macerata. Ma la realtà è che il suo recupero è avvenuto solo e solamente grazie alla Petrenga


    In una nota che pubblichiamo integralmente in calce al nostro articolo, il capogruppo del Pdl in Consiglio provinciale, rimprovera, non a torto, l’atteggiamento del sindaco che dopo aver inaugurato il tempio più caro ai residente della frazione di S.Clemente, ha fatto confezionare uno dei suoi ormai celeberrimi comunicati stampa in cui tutto c’è, fuorché la […]

    In una nota che pubblichiamo integralmente in calce al nostro articolo, il capogruppo del Pdl in Consiglio provinciale, rimprovera, non a torto, l’atteggiamento del sindaco che dopo aver inaugurato il tempio più caro ai residente della frazione di S.Clemente, ha fatto confezionare uno dei suoi ormai celeberrimi comunicati stampa in cui tutto c’è, fuorché la verità dei fatti storici

    CASERTA - Nicola Garofalo, capogruppo in Consiglio provinciale del Pdl, si rammarica del fatto che il sindaco Del Gaudio si sia preso in sostanza il merito della ristrutturazione della la chiesetta medievale di Santa Maria a Macerata in contrada S.Clemente inaugurata sabato.

    Strano che Garofalo, che pur conosce Del Gaudio da tanti anni, si stupisca del modo di agire, di questa persona che trasla questi atteggiamenti, purtroppo, consegnandoli alla funzione di sindaco che ricopre, condizionandola e contaminandone la sua integrità istituzionale.

    Garofalo ha ragione a dire che il sindaco Del Gaudio non centra nulla con questo restauro dato che fu messo in cantiere ai tempi dell’amministrazione Luigi Falco e che qualcosa, anche sotto la spinta dell’oppositore Garofalo fu attivato anche ai tempi di Petteruti, però, definire solo” fattiva partecipazione” quella di Giovanna Petrenga è, semplicemente, un’inesattezza, senza voler scomodare, per così poco, le categorie della mistificazione e della manipolazione della realtà dei fatti.

    I 150 mila euro, decisivi per la ristrutturazione della chiesa molto cara ai residenti di S.Clemente furono recuperati e assegnati a Caserta grazie solo e solamente alla Petrenga la quale riuscì a far inserire questo finanziamento nella cosidetta legge Mancia attraverso cui il Parlamento, su input del Governo, distribuisce un po’ di soldi per opere di ristrutturazione di edifici, di infrastrutture e di strutture significative.

    Questa è la realtà storica dei fatti. Tutto il resto sono chiacchiere.

    G.G.

    QUI SOTTO IL TESTO INTEGRALE DELLA NOTA DI GAROFALO

    COMUNICATO STAMPA - Al popolo della frazione San Clemente di Caserta è stata restituita la chiesetta medievale di Santa Maria a Macerata, a compimento di un percorso di quasi dieci anni, che ha visto l’impegno di più rappresentanti delle istituzioni, compreso il sottoscritto, alla cui operosa dedizione si deve questo piccolo miracolo. Al sindaco Del Gaudio è toccato il privilegio di compiere l’ultimo atto, con l’inaugurazione in fascia tricolore avvenuta sabato, di cui ha dato orgogliosamente notizia nel suo comunicato stampa, con enfasi del presente e dimenticanza del passato.  È giusto perciò ricordare che il primo passo dell’opera di recupero fu compiuto dallo scomparso sindaco Luigi Falco che, con l’assessore al ramo Carlo Marino, diede inizio nel 2004 alle complesse pratiche per l’ottenimento dei finanziamenti e delle autorizzazioni, giovandosi del progetto generosamente e gratuitamente fornito dall’architetta casertana Fuoco. Fu poi il sindaco Nicodemo Petteruti, eletto nel 2006, a prendere le redini dell’operazione per la quale volle giovarsi anche della mia personale collaborazione, in quanto amministratore eletto nella frazione di San Clemente, benché capogruppo del maggior partito di opposizione. Grazie a questa leale sinergia si portò a termine nel 2008  il finanziamento ministeriale di 150.000 Euro e, con la fattiva partecipazione dell’allora soprintendente Giovanna Petrenga, furono ottenute anche le necessarie autorizzazioni. Nel 2009, come capogruppo di opposizione al Comune mi fu possibile dare atto della conclusione di queste attività e dell’imminente  inizio della fase operativa, conclusasi la quale, oggi il più amato dei luoghi di culto torna ai cittadini di San Clemente e all’intera città, alla cui memoria voglio consegnare il racconto completo di chi, come e quando, ha reso possibile tutto ciò.

    PUBBLICATO IL: 8 settembre 2013 ALLE ORE 17:40