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    MONDRAGONE- Tutte le foto – La “strada di Emilio verso la morte”. Stasera, la veglia di Don Franco Alfieri


        Il percorso di Emilio prima di lanciarsi nel vuoto. Ieri sera, alcuni amici hanno pregato per lui davanti i palazzi Cirio. Stasera, la Chiesa di San Rufino ha organizzato una veglia in sua memoria   di  Walter De Rosa   MONDRAGONE-  Via Ungaretti si è chiusa nel silenzio, a pochi passi dalla spiaggia. […]

    a sinsitra Emilio Boccolato; a destra l lutto bianco in via Ungaretti dove il giovane abitava e la casa con il manifesto ancora assente

     

    IL PERCORSO DI EMILIO VERSO LA MORTE: da sinistra, la rampa di scale che avrebbe percorso; la pensilina su cui si sarebbe schiantato; l’altezza che separerebbe la finestra dall’impatto; l’ingresso del Palazzo Cirio

     

    Il percorso di Emilio prima di lanciarsi nel vuoto. Ieri sera, alcuni amici hanno pregato per lui davanti i palazzi Cirio. Stasera, la Chiesa di San Rufino ha organizzato una veglia in sua memoria

     

    di 

    Walter De Rosa

     

    MONDRAGONE-  Via Ungaretti si è chiusa nel silenzio, a pochi passi dalla spiaggia. È lì che abitava Emilio Boccolato, il sedicenne che si è lanciato dai Palazzi Cirio sabato scorso, perdendo la vita. Nel suo quartiere, lo conoscevano tutti. Un giovane esemplare, educato, rispettoso”. Il titolare del bar in via Tommaso Fusco (la strada principale di cui Via Ungaretti è traversa) non ha saputo trovare altre parole per descrivere il giovane. Quando la moglie, dal retrobottega, ci ha sentiti parlare di Emilio, è uscita, accennando una lacrima : “Lo conoscevo benissimo, lo volevo tanto bene. Era innamoratissimo della sua fidanzatina, le comprava al nostro bar ogni giorno un cioccolatino o una caramella. Qualche volta, mi raccontava del suo amore e io stavo ad ascoltarlo con piacere. Ci mancherà moltissimo, era meraviglioso”. 

    Non mi sono presentato, non ho detto sono un giornalista e vorrei delle informazioni. Ho soltanto chiesto loro se lo conoscevano, se potevano descrivermelo gentilmente. E così è stato. Alla fine, probabilmente mi hanno riconosciuto, salutandomi con un dolcissimo “mi raccomando, scrivi bene di lui perchè se lo meritava”.

    Ai Palazzi Cirio, dove il ragazzo ha scelto di morire, invece, quasi nessuno ha saputo dirmi qualcosa. La maggior parte degli inquilini sono turisti del napoletano, qui in villeggiatura estiva. Solo una ragazza giovanissima,  ha saputo aiutarmi: “È caduto su questa pensilina. Il corpo l’hanno recuperato due signori, uno italiano e l’altro di colore, quest’ultimo è salito  sula pensilina arrampicandosi. I soccorsi sono stati avvisati dalle persone che hanno visto il fatto. Io personalmente il medico ricercato dai carabinieri non l’ho visto”

    Emilio avrebbe attraversato l’atrio di ingresso dello stabile Cirio. Avrebbe, poi, percorso le scale fino a uno dei piani più elevati (probabilmente il terzo, il quinto, il sesto o il settimo, le varie testimonianze sono state tanto discordanti tra loro che è impossibile capire quale sia precisamente il piano da cui si sarebbe gettato). Avrebbe guardato per un attimo il vuoto sotto di sè, restando qualche attimo in piedi sul davanzale della finestra della rampa (secondo quanto raccontato da un’ inquilina che avrebbe visto il sedicenne in piedi prima di buttarsi gridandogli di fermarsi). Non si è schiantato al suolo, ma su una pensilina in metallo (quasi una tettoia, come si vede nelle foto pubblicate ), tirato giù prima dalla gente e poi assistito dai sanitari, stando a quanto asserito da alcuni testimoni oculari.

    Stamattina, la cosa che mi ha meravigliato è stata l’assenza di fiori, lettere, striscioni di conforto sia davanti il luogo del decesso sia davanti la dimora in via Ungaretti. Un gesto per onorare la sua memoria è stato, però, compiuto: un gruppo di compagni, ieri sera verso le 21, si è raccolto in preghiera dinanzi il palazzo da cui si è lanciato, restando fino a tarda serata. Stasera, la parrocchia di San Rufino ha organizzato una veglia alle ore 22 in sua ricordanza.

    Mi pare opportuno, inoltre, spendere qualche parola in difesa della fidanzatina di Emilio, in questi giorni da qualcuno purtroppo indicata come “causa del gesto” del sedicenne. La ragazza non ha alcuna colpa. Non si può mortificare una giovanissima adolescente in questo modo, bisogna lasciarla in pace. Non bisogna puntare “il dito” su di lei.

    Domani l’autopsia, la data dei funerali non si sa ancora. Emilio Boccolato era un caro ragazzo, la sua scomparsa ci lascia tutti senza fiato.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    PUBBLICATO IL: 19 agosto 2013 ALLE ORE 14:59