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    MONDRAGONE / Processo a Vallanzasca, la difesa: "Il tenente non era in divisa, non fu oltraggio"


    La vicenda giudiziaria è quella nota ai nostri lettori dell’accusa che viene mossa dalla Procura presso il tribunale monocratico di Carinola, nei confronti del celeberrimo bandito capo della banda della Comasina. Oggi, martedì l’arringa dell’avvocato Maria Miraglia CARINOLA / MONDRAGONE – Stamane, martedì, vi è stata la discussione finale del processo a carico di Renato […]

    Nella foto, l’avvocato Maria Miraglia con Renato Vallanzasca

    La vicenda giudiziaria è quella nota ai nostri lettori dell’accusa che viene mossa dalla Procura presso il tribunale monocratico di Carinola, nei confronti del celeberrimo bandito capo della banda della Comasina. Oggi, martedì l’arringa dell’avvocato Maria Miraglia
    CARINOLA / MONDRAGONE – Stamane, martedì, vi è stata la discussione finale del processo a carico di Renato Vallanzasca, il quale difeso dall’avvocato Maria Miraglia di Mondragone, come ricorderanno i nostri lettori, deve rispondere dell’accusa di oltraggio a pubblico ufficiale.
    Vallanzasca, in effetti, il 26 dicembre 2010,  proferì alcune parole offensive ai danni del tenente dei carabinieri Mastromanno e aggiunse anche che avrebbe contatto Striscia la Notizia per “sputtanarlo sui giornali”.
    A questo punto scattò la denuncia. L’episodio si sarebbe verificato in un albergo e la difesa dell’imputato affidata, appunto, all’avvocato Miraglia si fonda, ora sul rilievo che il tenente Mastromanno si presentò nella struttura ricettiva, dove Vallanzasca era in permesso premio,non in divisa ma in borgese.
    La visita dell’ufficiale dell’Arma, secondo la ricostruzione dell’avvocato Miraglia sarebbe avvenuta allo scopo di sincerarsi del comportamento tenuto dall’ex bandito della banda della Comasina,  poichè i carabinieri gli avevano riferito, che il giorno prima, Vallanzasca “rispose male” anche a loro.
    L’imputato ha preferito non presenziare all’udienza per evitare altre potenziali frizioni con agenti della polizia penitenziaria. E’ comunque è  in trepidante attesa per la recente richiesta di semilibertà avanzata al Magistrato di Sorveglianza di Milano.

    PUBBLICATO IL: 5 marzo 2013 ALLE ORE 15:46