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      I “Ballads” conquistano il Pipe Club. Recensione della loro arte e della loro esibizione presso il locale cittadino nella serata di sabato scorso. Clicca qui per visitare la rubrica culturale “INCONTRARE L’ARTE”  di Casertace https://www.facebook.com/incontrarelarte?fref=ts   di Walter De Rosa MONDRAGONE- Nel filosofo greco Eraclito, risalente al V secolo a.C., si palesava una tensione intellettuale […]

    a sinistra i “Ballads”, a destra il pubblico all’interno del Pipe. Le foto pubblicate nell’articolo sono state scattate dal fotografo Antonio Buonaugurio

     

    I “Ballads” conquistano il Pipe Club. Recensione della loro arte e della loro esibizione presso il locale cittadino nella serata di sabato scorso. Clicca qui per visitare la rubrica culturale “INCONTRARE L’ARTE”  di Casertace https://www.facebook.com/incontrarelarte?fref=ts

     

    di

    Walter De Rosa

    MONDRAGONE- Nel filosofo greco Eraclito, risalente al V secolo a.C., si palesava una tensione intellettuale a cogliere la natura profonda delle cose.

    Nei testi cantati dai “Ballads” , il duo acustico targato Francesco Di Bella (ex voce dei 24 Grana) e Alfonso Bruno (chitarrista eclettico), si scorge un  atteggiamento verso la ricerca della verità simile proprio a quello eracliteo, verso una verità celata “sotto il tappeto” della società. Per non sentirsi emarginati dalle composizioni del Di Bella, un raffinato “songwriter” dei giorni nostri, emarginati come quegli stessi con cui il poeta Wilde volle adornare la sua lapide (“solo gli emarginati lo piangeranno perchè solo degli emarginati è il lutto” si legge sulla tomba parigina dell’autore di Dorian Gray), bisogna calarsi nelle atmosfere malinconicamente strazianti create dalla “band” partenopea.

    Voce e chitarra, bastano solo due armi e il pubblico è in delirio. Le note fanno il resto. Distrarsi non è concesso. Si rischierebbe di tralasciare un tassello di quello che è il mosaico tematico e contenutistico dell’opera eseguita,ermetico a tratti, ma che spesso riesce in esiti di contatti finali diretti con l’ascoltatore. Quando Di Bella inizia a cantare,  e Bruno ad accompagnarlo, le emozioni scorrono veloci, insieme agli accordi. Tra i temi, l’adorata città di Napoli, l’amore, i sentimenti. Inconfondibili le influenze di geni della musica come Manu Chao.

    Ne viene fuori un concerto di armonie e sensazioni, come è successo sabato scorso al Pipe Club di Mondragone, dinanzi a centinaia di spettatori accorsi per il “big event” della zona-mare organizzato dal titoalre del locale nonchè direttore artistico Alessandro Gentile.

    Sono finito in mezzo a chi, nella confusione che c’è, mi ha fatto innamorare di me. Perché? Che fa? Nessuno ci pensa”. Si conclude così, una delle canzoni più emblematiche, in un dialetto napoletano (qui tradotto in italiano) che si instaura come lingua di quasi tutte le esecuzioni. In questi versi, si nasconde l’ombra di Montale, un’ombra magnificamente decorativa.

    La “performance” si è conclusa in una tempesta di applausi.

     

     

     

     

     

    PUBBLICATO IL: 18 novembre 2013 ALLE ORE 16:10