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    MONDRAGONE – Le lobbies familiari sui rifiuti, ribaltoni, consigli comunali postdatati: l’opposizione diventa la spugna degli eredi della vecchia classe politica e il petrellianno Iandico sostiene Cennami per salvare Schiappa


      Sulla “monnezza” giro di vite e di strategie politiche per far cadere l’esecutivo, ma Miraglia, il primo cittadino e i forzisti temono il ruolo ibrido di Michele Conte. Dietro le quinte gli Zannini che sono pronti a raccogliere di tutto e di più. IN CALCE ALL’ARTICOLO I VERBALI DELLE CONFERENZE DEI CAPIGRUPPO E LA […]

    Nelle foto, da sinistra, Giovanni Schiappa, Giuseppe Valente, Ugo e Michele Conte, Benedetto Zoccola, Giuseppe Piazza, Luigi Mordacchini e Gerardo Napoletano

     

    Sulla “monnezza” giro di vite e di strategie politiche per far cadere l’esecutivo, ma Miraglia, il primo cittadino e i forzisti temono il ruolo ibrido di Michele Conte. Dietro le quinte gli Zannini che sono pronti a raccogliere di tutto e di più. IN CALCE ALL’ARTICOLO I VERBALI DELLE CONFERENZE DEI CAPIGRUPPO E LA LETTERA DEI CONSIGLIERI DI MINORANZA

     

    di Massimiliano Ive

    MONDRAGONE – Quello che è accaduto ieri sera lunedì, intorno alle 19.30, nella sala degli assessori, luogo in cui si sono riuniti i capigruppo consiliari  per convocare il Civico Consesso sulla “questione ambientale” assume quasi i contorni di un braccio di ferro tra una maggioranza che sembra perdere pezzi e una minoranza che assomiglia sempre più ad una “fisarmonica”, pardon ad una “spugna”, ad un’armata “Brancaleone” senza identità politica, la quale assorbe e apre le porte agli scontenti della gestione Schiappa.

    Nel contempo bisognerebbe capire a che gioco stanno giocando il consigliere Michele Conte e i centristi rappresentati in Consiglio da Luigi Beatrice e Alessandro Pagliaro. E che dire del ruolo “dietro le quinte” degli Zannini, padre e figlio, che sembrano essere diventati delle calamite umane protese ad attrarre o ad essere contenti di portare in minoranza, quindi verso l’opposizione tutti quei rappresentanti politici o loro eredi e affini, della vecchia classe politica, fondata sull’asseGiuseppe Valente e Ugo Conte. 

    Nelle foto, da sinistra, Giovanni Zannini, Agostino Napolitano, Giuseppe Valente e Giovanni Schiappa

    Fatto sta che proprio sulle vicende Triglione, Cantarella, ciclo integrato dei rifiuti gestito dalla Tekra, il figlio di Ugo Conte, Michele ha deciso di partecipare ad una conferenza stampa che ha stizzito lo stesso Schiappa. Cosa è accaduto realmente tra Schiappa e Conte, dopo il ribaltone con Cennami?

    In passato, quando ci fu il caso Piazza e l’epurazione con conseguente commissariamento del coordinamento cittadino del Pdl, lo stesso consigliere rimasto fedele a Landolfi fu letteralmente emarginato, isolato e attaccato anche dal delfino di Schiappa, l’attuale coordinatore Ermanno Miraglia. Per il figlio di Ugo, Michele Conte, al massimo si è ravvisata una minaccia lanciata in un comunicato stampa in cui il primo cittadino richiamava alla memoria delle presunte responsabilità per le vecchie gestioni del passato. Stamane, abbiamo saputo da ambienti vicini alla maggioranza consiliare che Michele Conte è considerato ancora un membro della maggioranza, in barba a quanto dichiarato in passato dai profeti delle larghe intese e della legalità assoluta: Achille Cennami e Benedetto Zoccola.

    In poche parole, e questo è sottolineato anche dal silenzio di Ermanno Miraglia, Conte è libero di stare in maggioranza e di partecipare alle iniziative dell’opposizione sponsorizzate anche da Agostino Napolitano e Luigi Mascolo entrambi silurati dall’esecutivo.

    In questo clima da post ribaltoni dei ribaltoni, si ribaltano anche le date dei consigli comunali. Quello sul Bilancio sarebbe stato anticipato dal 24 ottobre al giorno 20 del corrente mese. Mentre quello sulle questioni ambientali fissato per dopo la riunione sul Bilancio: il giorno 24 ottobre.

    Ci siamo fatti spedire i verbali delle sedute delle riunioni (che pubblichiamo in calce all’articolo) dei capigruppo dal presidente del Consiglio, Pasquale Marquez per comprendere, all’indomani di una nota stampa fatta circolare dall’opposizione cosa stesse accadendo nel quadro politico locale, e abbiamo compreso che la proposta di anticipare il consiglio comunale sul bilancio al 20 ottobre è stata rilanciata dai capigruppo: Cennami per il Pd, Verrengia per il Pdl e Iandico che dovrebbe fare riferimento al nuovo responsabile politico del gruppo Liberi e Democratici,  Claudio Petrella (Un altro caso strano, in cui il consigliere petrelliano  segue le orme di Cennami su questa vicenda, ndr).

    La proposta, poi è stata avallata dai capigruppo di maggioranza, ma bocciata da Mascolo, Pagliaro, Napolitano e Del Prete.

    L’idea di rinviare al dopo bilancio la questione ambientale sarebbe stata supportata dal presupposto politico che a fine settimana, se non ad inizio della prossima, giungeranno sul tavolo dell’amministrazione comunale i rilievi effettuati dall’Arpac sul sito Cantarella. Quindi l’amministrazione comunale e la stessa maggioranza intenderebbero andare in Consiglio con documenti ufficiali anche per poter fronteggiare un eventuale assalto dell’opposizione che usa “forze ibride e ambigue” della stessa maggioranza per tentare di far cadere l’esecutivo del ribaltone.

    Scriviamo di forze ibride proprio perchè non sappiamo di che natura sia oggi il ruolo di Michele Conte e di alcuni consiglieri che in più di un’occasione si sono dichiarati equidistanti da tutto.

    Ma sul fronte rifiuti o ambiente, non c’è solo la questione Cantarella che agita gli assetti politici di Conte, Mascolo, Napolitano e di Schiappa, in quanto c’è anche la vicenda Tekra e forse, mentre tutti i media rincorrono il mito della Terra dei Fuochi e dei veleni, innescando anche la reazione dei consumatori che non stanno acquistando più prodotti agricoli mondragonesi (in questo caso), c’è da chiarire la storia del futuro dei dipendenti che la ditta intendeva licenziare, nonchè la messa a punto di un servizio che ha innescato solo polemiche. Su questa storia ancora poco chiara si stanno concentrando frizioni politiche molto più forti.

    Se da un lato si accusa Marquez di aver violato la regolamentazione sulla convocazione dei consigli comunali, dall’altro c’è un sottostrato di interessi politici ed economici sulla gestione dei rifiuti che assume contorni preoccupanti. Proprio sulla “monnezza” Schiappa potrebbe avere qualche problema in più a fronteggiare una strategia politica messa in cantiere dalle minoranze. La “monnezza” a Mondragone è un tema delicatissimo che trasuda di vicende e storie giudiziarie, pertanto le lobbies familiari che gestiscono la politica locale si stanno fronteggiando a viso aperto.

     

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    PUBBLICATO IL: 15 ottobre 2013 ALLE ORE 13:31