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    Mondragone / Farmacia comunale, Schiappa vuol superare il suo maestro Conte e scrive il copione di FarCom2 “la vendetta”


        In questa città, poco vagamente felliniana, capita pure che un’amministrazione comunale ipotizzi di riprodurre uno schema di rapporti tra pubblico e privati, che nel caso della farmacia comunale già in funzione non è regolata nemmeno dallo straccio di un contratto di servizio MONDRAGONE - Ammesso e non concesso che a Mondragone, pur tartassati […]

     

    Nella foto, l’ingresso della farmacia comunale di Mondragone

     

    In questa città, poco vagamente felliniana, capita pure che un’amministrazione comunale ipotizzi di riprodurre uno schema di rapporti tra pubblico e privati, che nel caso della farmacia comunale già in funzione non è regolata nemmeno dallo straccio di un contratto di servizio

    MONDRAGONE - Ammesso e non concesso che a Mondragone, pur tartassati da pesantissime inchieste giudiziarie, abbiano perso il pelo per mettersi in groppa a certe operazioni, sicuramente non hanno perso il vizio. Non hanno perso il vizio di costituire società miste, con modalità a dir poco naif, in cui i diritti delle parti private diventano sostanzialmente onnipotenza e per alcuni addirittura arbitrio.

    Anni fa, esisteva l’Eco 4, ombelico di interessi politico camorristici che si incrociavano pericolosamente, e in cui le relazioni tra parte pubblica e parte privata convergevano, immancabilmente, verso volontà ordinatrici che certo non abitavano il recinto della legalità.

    Oggi, avvicinare, e non solo, in senso lato, quello che sta capitando nella società che gestisce la farmacia comunale di Mondragone, a quelle vicende, non è né azzardato, né suggestivo.

    La FarCom, è una società costituita con un capitale, per il 70% nelle mani del comune di Mondragone, che se le parole, hanno ancora un significato, è res publica, per l’altro 30% il capitale è stato sottoscritto da Luciano Corvino, farmacista di Mondragone.

    Corvino è una persona molto quotata nei piani alti dell’ordine dei farmacisti. Il suo testimone di nozze è stato, infatti, Ferdinando Foglia, che dell’ordine in questione è presidente.

    In poche parole questa operazione è andata via de plano. Anche troppo de plano, visto che ad oggi, non esiste un contratto di servizio che regolamenti diritti e doveri dei due soci contraenti, che regolamenti, come espressamente prevede il Testo Unico sugli Enti Locali, che prevede “il dovere di informazione, per consentire il controllo ed informare la propria attività a criteri di efficacia, efficienza, ed economicità, con l’obbligo del pareggio di bilancio, da perseguire attraverso l’equilibrio dei costi e dei ricavi“.

    Beh, non avere uno strumento minimo di garanzia e di trasparenza nella relazione tra pubblico e privato, forse fa di questa vicenda una roba peggiore anche rispetto a quella di Eco4, dato che, in quel caso, quantomeno, seppur sulla carta igienica, un minimo di regolamentazione convenzionale pur esisteva.

    A quanto pare la FarCom con buona pace del Testo Unico, e con buona pace degli interessi dei cittadini di Mondragone non ha prodotto un euro di utile. Nessun vantaggio per le casse del Comune e dunque dei mondragonesi.

    La difesa della FarCom si basa sulla situazione che si è creata ai tempi dell’amministrazione Cennami, allorquando si decise di dismettere questa attività assolutamente irrilevante per gli interessi pubblici, dato che a quanto ci risulta il ticket si paga anche nelle farmacie comunali.

    Luciano Corvino sostiene che l’aggravio dei costi è collegato alla necessità sua di difendersi da questa intenzione dissolutoria del Comune. In poche parole i soldi che deve pagare agli avvocati, li prende dalle casse della società, di una società il cui 70% è nelle mani del socio che voleva chiudere baracca. Surreale!

    Non si tratta di ricostruzioni abusate, di deduzioni logiche, ma di racconti letterali, circostanziati e registrati a verbale, fatti recentemente in Consiglio comunale da Agostino Napolitano, detto Gerardo. Ma siccome Mondragone è una città felliniana, in cui l’immaginario e l’immaginifico toccano e formano costantemente la realtà, non contenti di questa prima farmacia comunale, ne vorrebbero fare una seconda, dandola, naturalmente sempre alla FarCom, alla società in cui c’è un privato che spende i soldi per far causa al socio di maggioranza, che poi sono i cittadini di Mondragone.

    Questo succede perchè giustamente l’allievo non vuole essere da meno rispetto al maestro. Ugo Conte fu il levatore di FarCom1, ora Schiappa diventa lo sceneggiatore di “FarCom2 la vendetta”

    Gianluigi Guarino

     

     

    PUBBLICATO IL: 29 novembre 2012 ALLE ORE 13:38