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    MONDRAGONE / Ecco le giustificazioni del Comune sul caso Eden-pompe funebri. Ma il problema non è formale, ma di etica pubblica


      Secondo Schiappa i certificati erano apposto. Noi di Casertace non abbiamo mai affrontato la questione dal punto di vista tecnico formale, ma abbiamo sempre sottolineato e lo facciamo ancora una volta in questa occasione, il grave problema dell’opportunità di far lavorare questa impresa in odore di camorra per il Comune, dato che non un […]

    Nelle foto, da sinistra, Mario Fusco e Giovanni Schiappa

     

    Secondo Schiappa i certificati erano apposto. Noi di Casertace non abbiamo mai affrontato la questione dal punto di vista tecnico formale, ma abbiamo sempre sottolineato e lo facciamo ancora una volta in questa occasione, il grave problema dell’opportunità di far lavorare questa impresa in odore di camorra per il Comune, dato che non un pincopalla, ma un giudice della Repubblica italiana ha già sentenziato che si trattava di un’azienda appoggiata dalla criminalità organizzata.

    MONDRAGONE – Abbiamo recepito la risposta all’interrogazione presentata dal consigliere ex Idv, Mario Fusco sul caso Eden, la società che indirettamente è stata citata negli atti a corredo della sentenza di condanna in primo grado nei confronti di Michele Pagliaro, con l’accusa di monopolio mafioso nella gestione del trasporto delle salme al cimitero della cittadina rivierasca.

    Per l’ente mondragonese, Eden avrebbe le carte in regola per svolgere il servizio. In calce all’articolo riportiamo il testo integrale  della risposta all’interrogazione di Fusco. Intanto approfondiamo un dato, quello del certificato antimafia e dell’adeguamento ai criteri normativi imposti dalla Regione Campania, per i quali lo stesso Comune di Mondragone, nel 2010, chiese appunto alla società Eden di “aggiornare” al fine dell’espletamento del servizio funebre sul territorio.

    Ovviamente, tutti i documenti e gli atti acquisiti dal comune risalgono al 2012. La sentenza di condanna nel processo di camorra sul monopolio mafioso è stata assunta qualche mese fa.

    Quindi il discorso sull’opportunità etica, nonchè politica dell’amministrazione comunale di Mondragone nel continuare ad usufruire, anche senza un definito contratto, del servizio occasionale di trasporto delle salme al cimitero da parte di un’impresa indicata nei testi della Dda, resta ancora valido e certamente non si può demandare ad un codice deontologico delle imprese o ad una consulta regionale la scelta di prevenire eventuali interessi collaterali della criminalità organizzata nel territorio comunale.

    Max Ive

    LA REPLICA DEL DIRETTORE - Quindi al di là degli aspetti formali e giuridici che possono essere in ordine anche oggi, il problema che Casertace ha sollevato è di tipo diverso, e riguarda una questione di opportunità.

    Fosse anche l’unica impresa del Mondo o l’unica azienda ad essere autorizzata, il sindaco Schiappa avrebbe il dovere morale di congelarla, fino a quando non si arriverà ad una sentenza definitiva nella corte di Cassazione che dica una volta e per tutte se questa impresa è stata o meno favorita dalla camorra. La sentenza di primo grado ha detto proprio questo. Ma siccome, siamo in uno Stato di Diritto, si aspetta il terzo grado di giudizio. Ma il pronunciamento di un tribunale rappresenta già una condizione più che sufficiente per un sindaco affinchè assuma provvedimenti amministrativi cautelativi.

    E la quarta volta che lo scriviamo speriamo di esserci spiegati. Per carità di patria evitiamo di commentare l’autentica sciocchezza scritta nella nota dell’amministrazione comunale sul codice deontologico delle imprese funebri. La camorra è un problema ontologico e non deontologico.

    Gianluigi Guarino

    QUI SOTTO IL TESTO INTEGRALE DELLA RISPOSTA ALL’INTERROGAZIONE CONSILIARE DEL CONSIGLIERE FUSCO SUL CASO EDEN

     

     

     

    PUBBLICATO IL: 22 aprile 2013 ALLE ORE 19:05