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    Maresca racconta: quando Giovanni Zara gli disse di voler candidare, nel paese di ZAGARIA, Mantovano e Coronella fece saltare tutto


    E’ il 2009, quando, dopo la caduta dell’amministrazione Zara, per mezzo dei consiglieri vicini a Fortunato Zagaria, il giovane avvocato vuole ricandidarsi con una nuova lista, sotto la bandiera di AN. Chiama Mantovano. Ma Coronella blocca l’ex sottosegretario. Nelle foto, Giovanni Zara, il pm Maresca e Gennaro Coronella Casapesenna -Da qualche giorno è uscito nelle […]


    E’ il 2009, quando, dopo la caduta dell’amministrazione Zara, per mezzo dei consiglieri vicini a Fortunato Zagaria, il giovane avvocato vuole ricandidarsi con una nuova lista, sotto la bandiera di AN. Chiama Mantovano. Ma Coronella blocca l’ex sottosegretario.

    Nelle foto, Giovanni Zara, il pm Maresca e Gennaro Coronella

    Casapesenna -Da qualche giorno è uscito nelle librerie “L’ultimo bunker”, scritto a quattro mani dal magistrato della DDA Catello Maresca insieme al il giornalista Francesco Neri, e già dalle prime pagine, il libro, offre spunti inediti di vicende che hanno interessato i politici di Casapesenna, feudo indiscusso dell’ex primula rossa Michele Zagaria.

    Il racconto parte da un episodio noto alle cronache: le pressioni dell’allora vice sindaco Fortunato Zagaria al giovane sindaco Giovanni Zara, affinché non esprimesse, perché avrebbe potuto dare fastidio a Zi’ Michele, soddisfazione per gli arresti fatti nel territorio di Casapesenna. Ci furono le dimissioni dei consiglieri legati a Zagaria e, contestualmente, la caduta dell’amministrazione Zara. Non siamo qui, dunque, a ricordare l’arresto di Fortunato Zagaria per i suoi rapporti con il boss Michele.

    Particolare attenzione, invece, merita il retroscena che emerge dopo le prime trenta pagine del libro. Zara avrebbe raccontato ai magistrati della DDA della sua volontà, che tale è rimasta, di ricandidarsi alle elezioni sotto la bandiera di Alleanza Nazionale e di chiedere aiuto, per dare un messaggio deciso, espressione di un voler esercitare le proprie funzioni nel perimetro della legalità, al magistrato ed ex sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano. Sembrava che tutto andasse per il verso giusto. Il partito era d’accordo. Ma qualcosa, come racconta Zara, andò storto.

    «Io ho continuato, nonostante tutto, nella strada della legalità. C’era un conflitto interno dentro di me, io volevo fare quello che ho fatto, ma vedevo che non mi rispondeva la politica che ho temuto più della camorra. Avevo paura che mi potessero escludere. Il mio partito era Allenza Nazionale con riferimento Alfredo Mantovano; Fortunato (Zagaria, ndr) era di Forza Italia vicino a Nicola Cosentino. Alla fine sono stato fatto fuori polticamente». Zara prosegue: «Stavo preparando la lista per le comunali del 2009, io candidato sindaco e Mantovano sarebbe stato consigliere, un segnale preciso. Poche settimane prima della presentazione della lista, il senatore Gennaro Coronella vietò la candidatura di Mantovano. All’inizio era favorevole, poi non lo è stato più e così decisi di non candidarmi».

    Giovanni Vanore

    PUBBLICATO IL: 27 novembre 2012 ALLE ORE 8:01