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    MARCIANISE verso l’istituzione di un registro delle unioni civili


    Riceviamo e pubblichiamo integralmente l’intervento del consigliere d’opposizione Pasquale Pero      MARCIANISE – Sono trascorsi dieci mesi da quando i Giovani Democratici hanno presentato all’allora Commissario Prefettizio una proposta di regolamento per l’istituzione, anche nel Comune di Marcianise, di un registro per le Unioni Civili. Della proposta si sta cominciando a discutere nella I […]

    Riceviamo e pubblichiamo integralmente l’intervento del consigliere d’opposizione Pasquale Pero 

     

     

    MARCIANISE – Sono trascorsi dieci mesi da quando i Giovani Democratici hanno presentato all’allora Commissario Prefettizio una proposta di regolamento per l’istituzione, anche nel Comune di Marcianise, di un registro per le Unioni Civili.

    Della proposta si sta cominciando a discutere nella I Commissione Consiliare Permanente, competente per lo statuto e i regolamenti.

    Sono centinaia i Comuni italiani che, pur in assenza di una disciplina generale regolatrice della materia, hanno dato il giusto riconoscimento alle unioni di fatto, al fine di favorire la integrazione sociale dei cittadini che hanno deciso questa forma di convivenza.

    Tale riconoscimento trova un fondamento giuridico nella nostra Costituzione che all’art. 2 recita: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali…” nonché nel successivo art. 3 ove la nostra legge fondamentale sancisce che: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.

    L’Amministrazione è chiamata a dare risposte, affinchè si possano tutelare tali fattispecie, estendendo ai soggetti che, legati da un vincolo affettivo, decidono di vivere insieme, tutta una serie di servizi comunemente erogati dall’ente locale: servizi afferenti le politiche sociali, della casa ed a sostegno del reddito.

    Ritengo che non si possa fare l’errore di trattare la questione, riconducendola nei confini ristretti di una presunta morale, in nome della quale, ciascuno di noi si arroga il diritto di condizionare e/o censurare il libero convincimento e la libera determinazione dell’altro.

    Si tratta di questioni che possono riguardare ciascuno di noi oggi od in futuro e,  pertanto, ritengo che su questi temi non ci debbano essere maggioranze precostituite, ciascun rappresentante istituzionale  è invitato ad esprimersi secondo libertà di coscienza. Presto sarà presentata una mozione in consiglio comunale.

     

    PUBBLICATO IL: 24 gennaio 2014 ALLE ORE 17:42