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    MADDALONI. Lo sconcio delle bare scoperte. Giallo: le hanno portate di notte o erano lì da mesi? Questione di diritto penale


    Dopo aver trascorso, la giornata di ieri, domenica, limitandoci solo alla pubblicazione cronistica delle notizie e delle foto impressionanti, oggi è utile cominciare ad indagare su questo incredibile e vergognoso episodio. Perchè non è affatto detto che centrino i necrofori "sedotti e abbandonati" dalla coppia Rosa De Lucia-Carmine Eposito.

     

    Nelle foto, la bara aperta e il riquadro con Rosa De Lucia e Carmine Esposito

    Nelle foto, la bara aperta e il riquadro con Rosa De Lucia e Carmine Esposito

     

    MADDALONI. Molta impressione e uguale sdegno ha provocato la tristissima vicenda delle bare scoperchiate, trovate in uno stanzino del cimitero di Maddaloni, ieri mattina, domenica. Fino a questo momento, ci siamo limitati alla cronaca nuda e cruda dell’avvenimento, corredandola con le foto raccapriccianti delle bare aperte, attraverso cui qualcuno ha compiuto un crimine odioso, offendendo la pietas e lesionando gravemente la memoria e l’identità di alcune famiglie maddalonesi che hanno visto sfregiare il riposo dei loro congiunti.

    Oggi, lunedì, è il momento di cominciare ad approfondire e a ragionare su questo episodio. Inutile dire che, non appena la notizia si è diffusa, in molti hanno collegato l’accaduto alla protesta, ormai datata, dei necrofori i quali, dopo aver vissuto in prima fila e sostenuto, esponendosi in prima persona, la campagna elettorale di Rosa De Lucia e di Carmine Esposito, si sono sentiti, a loro dire, traditi proprio dalla coppia De Lucia-Esposito, dai quali avrebbero, sempre a loro dire, ricevuto delle promesse  lavorative che poi non sarebbero state onorate.

    Chi ha portato quelle bare nello stanzino, frequentato proprio da questi necrofori, come è reso evidente dalle fotografie, da noi pubblicate, in cui si notano i loro giubbini appesi accanto alle bare aperte? Gli stessi necrofori, allo scopo di evidenziare lo sfascio di un cimitero, privato dei loro servigi, e allo scopo di far pressione sull’amministrazione comunale?

    Sembra la spiegazione più semplice, anche più comoda. Ma siccome qui c’è in ballo un reato penale, occorre andarci con i piedi di piombo.

    I necrofori in quello stanzino ci sono entrati ieri mattina. E ci sono entrati, probabilmente, senza il permesso del Comune, così come avrebbe confermato, a denti stretti, il funzionario addetto al cimitero Nuzzo. Ma affermare questo non significa dare per scontato che, notte tempo o di primissimo mattino, i necrofori abbiano disseppellito quelle bare portandole lì e aprendole.

    Possibile che sia successo, ma darlo per scontato rappresenterebbe un errore anche per chi ha l’obbligo dell’azione investigativa.

    Alcuni testimoni, che si sono trovati all’interno del cimitero, ieri mattina, ci parlano, infatti, di un’attività dei necrofori, finalizzata a far vedere quello sconcio, a chi si trovava nei pressi. Il che, certo non esclude che lo sperpetuo sia stato causato proprio da loro. Ma non esclude nemmeno la possibilità che in quello stanzino le bare scoperte con scheletri e mummie fossero presenti da mesi e mesi.

    Lo stanzino era chiuso. La responsabilità ricade sul Comune. Sarà interessante capire oggi se il sindaco De Lucia presenterà o meno una denuncia per l’effrazione di quell’ambiente.

    Se la presenterà, vuol dire che l’amministrazione comunale avvalora l’ipotesi di uno spostamento delle bare da luoghi non meglio precisati interni al cimitero fino a quello stanzino. Nel caso in cui, al contrario, la denuncia, il Comune non la dovesse presentare, allora la questione, anche da un punto di vista investigativo (noi facciamo le nostre, e altre autorità fanno le loro se ritengono) diventerebbe più complessa, ma anche molto più interessante.

    Gianluigi Guarino

     

    PUBBLICATO IL: 17 marzo 2014 ALLE ORE 12:38