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    MADDALONI – La città è fallita per colpa degli evasori e ora vogliono far fuori la società di riscossione. Ecco come la segretaria comunale replica al sindaco


          Naturalmente si tratta solamente di una sintesi molto stringata delle questioni toccate in una lettera lunga dodici pagine, di cui proveremo a pubblicare, nella giornata di domani, una versione integrale     MADDALONI – La lettera scritta dal segretario generale del Comune di Maddaloni, Maria Carmina Cotugno, l’abbiamo letta per intero. Dodici […]

    Nella foto, Barletta e De Lucia

     

     

     

    Naturalmente si tratta solamente di una sintesi molto stringata delle questioni toccate in una lettera lunga dodici pagine, di cui proveremo a pubblicare, nella giornata di domani, una versione integrale

     

     

    MADDALONI – La lettera scritta dal segretario generale del Comune di Maddaloni, Maria Carmina Cotugno, l’abbiamo letta per intero. Dodici pagine densissime di riferimenti legislativi e giurisprudenziali, esplicitati sul filo di una confutazione puntigliosa e, certo, non indulgente nel confronti di quella che appare come una forzatura sospetta, ancor più sospetta alla luce dei primi dati clamorosi che vanno emergendo, a partire da quello pubblicato ieri pomeriggio, domenica, da Casertace, che svela l’esistenza di un debito, da parte dell’Interporto Sud Europa, presieduto da Giuseppe Barletta, pari ad un importo vicino ai 10 milioni di euro non versati a titolo di Tarsu e ora, finalmente contestati, con legittima notifica dell’ufficiale giudiziario, dalla Iap, società concessionaria del servizio di riscossione dei tributi nel Comune di Maddaloni.

    La segretaria Cotugno, pur riconoscendo alcune sfasature, registratesi all’interno del procedimento amministrativo che ha portato alla formalizzazione del rapporto tra Comune e concessionaria, attraverso la firma di un contratto, pur riconoscendo che il procedimento costitutivo della gara, realizzata circa un anno fa non da un dirigente, ma dal funzionario Bellotta, ritiene, e lo ritiene con argomentazioni profonde ed approfondite, fondate su un’impalcatura giuridica solida, che non esistano le condizioni per giungere alla risoluzione unilaterale, alla revoca del contratto, facendo balenare non improbabili conseguenze in termini di danno erariale e di possibili azioni di responsabilità, a carico degli amministratori comunali e dei consiglieri comunali davanti alla Corte dei Conti.

    La linea strategica, che Casertace non ha avuto il problema, nei giorni scorsi, di bollare di evidente strumentalità, del sindaco De Lucia, è quella di attaccare sin dalle fondamenta il contratto, a partire dalla legittimazione del funzionario Bellotta, passando per la messa in discussione della validità della fideiussione presentata, grazie ad una confidi, dalla concessionaria, fino al ruolo e all’incidenza che possono avere delle riserve espresse dall’Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici, non sull’aggiudicazione in sè per sè, ma sui pesi dei diversi strumenti valutativi, economico e tecnico, che vengono utilizzati nei bandi risolti con il sistema dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

    Naturalmente, abbiamo riassunto in estrema sintesi le tesi della segretaria comunale, riservandoci, eventualmente, di regalare ai nostri lettori una versione originale della lettera, nel momento in cui riuscissimo a riprodurla o ad averne una versione già scritta e pubblicabile.

    Interessanti sono anche le prime due pagine, quelle della premessa, in cui si coglie direttamente e tutt’altro che in controluce il dissidio fortissimo che esiste tra il sindaco e il segretario generale, che certo non le manda a dire alla prima cittadina. Anche su questi aspetti abbiamo intenzione di pubblicare ulteriori approfondimenti, mentre alcune notizie che emergono sullo stato dell’arte dell’attività della Commissione Liquidatrice, vanno doverosamente segnalate.

    In quest’ultimo caso, lo faremo entro la serata di oggi.

     

    G.G.

    PUBBLICATO IL: 27 gennaio 2014 ALLE ORE 16:14