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    Maddaloni – Entra nell’officina collaudi ai Giardinetti e si carica in macchina pedane in ferro: arrestato


    Il quarantaseienne è stato arrestato dagli uomini del commissariato di Maddaloni, diretto dal vice questore Renata Catalano Maddaloni – Arrestato con l’accusa di furto operato dagli Investigatori del Commissariato di Maddaloni, diretto dal V. Questore dr.ssa Renata Catalano. e coordinati dal Sost. Commissario Esposito Vito. All’interno di un deposito adibito a centro Revisione per autoarticolati […]

    Il quarantaseienne è stato arrestato dagli uomini del commissariato di Maddaloni, diretto dal vice questore Renata Catalano

    Maddaloni – Arrestato con l’accusa di furto operato dagli Investigatori del Commissariato di Maddaloni, diretto dal V. Questore dr.ssa Renata Catalano. e coordinati dal Sost. Commissario Esposito Vito.

    All’interno di un deposito adibito a centro Revisione per autoarticolati di Maddaloni, nella zona c.d. “dei Giardinetti” sulla S.S. 7 Appia, gli uomini della Polizia di Stato, nel primo pomeriggio di oggi, su richiesta del titolare che sorprendeva un malvivente a caricare pedane in ferro a bordo della sua autovettura Fiat Multipla, hanno sventato un furto fermando un noto pregiudicato maddalonese e recuperato l’intera refurtiva. Bloccato, e successivamente tradotti presso il locale Commissariato il 46enne Francesco D’Angelo, già con analoghi pregiudizi alle spalle. Il D’Angelo veniva notato dal proprietario la Società di revisione mentre si aggirava furtivamente all’interno del suo deposito in quel momento incustodito in quanto i titolari si trovavano fuori per lavoro. Avvisato il centralino del Commissariato di Maddaloni, la Centrale Operativa allertava una sua autoradio in servizio di perlustrazione nella zona. Prontamente intervenuti sul posto, i poliziotti fermavano il pregiudicato mentre, a bordo dell’autovettura Fiat Multipla in suo possesso venivano rinvenuti tre pesanti pannelli in ferro costituenti il ponte per le revisioni dei TIR e altro materiale ferroso. Con l’accusa di furto, quindi, si procedeva all’arresto del prevenuto i quali, dopo l’espletamento delle attività burocratiche, veniva associato nelle Camere di Sicurezza del predetto Ufficio di Polizia, onde essere tradotto nella mattinata successiva innanzi all’A.G. giudicante per essere sottoposto a Rito Direttissimo.
    Il materiale, dopo il riconoscimento, veniva restituito al legittimo proprietario. L’autovettura, invece, veniva sottoposto a sequestro.

    PUBBLICATO IL: 27 dicembre 2012 ALLE ORE 16:12