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    L’oro della camorra / Maxi sequestro delle aziende dei Casalesi, Remolo Simeone uomo di Bidognetti nella villa delle Magnole di Castel Morrone


      Dal provvedimento della Dia emerge il profilo di questo imprenditore di Casal di Principe, proprietario del Roxy Bar e inserviente nella struttura sanitaria di proprietà dell’imprenditore Luigi Caterino, a sua volta imprenditore di San Cipriano Casal di Principe - Nei confronti di Remolo Simeone, 54enne di Casal di Principe e dei suoi familiari, personaggio […]

    Nelle foto, da sinistra, il Roxy Bar di Casal di Principe e la clinica villa delle Magnolie di Castel Morrone

     

    Dal provvedimento della Dia emerge il profilo di questo imprenditore di Casal di Principe, proprietario del Roxy Bar e inserviente nella struttura sanitaria di proprietà dell’imprenditore Luigi Caterino, a sua volta imprenditore di San Cipriano

    Casal di Principe - Nei confronti di Remolo Simeone, 54enne di Casal di Principe e dei suoi familiari, personaggio strettamente legato, non solo da rapporti parentali con la famiglia Bidognetti. L’uomo lavora presso la clinica “Villa delle Magnolie” di Castel Morrone in qualita’ di inserviente proprio grazie al diretto interessamento dei vertici del clan. Un’assunzione per gli inquirenti fittizia in quanto, pur percependo regolarmente lo stipendio Simeone non svolgeva in concreto alcuna attivita’ lavorativa, se non quella di curare gli interessi economici del clan all’interno della struttura.

    In quella clinica fu ricoverata la madre del boss Francesco Bidognetti. Nel 2007 poi Simeone e’ stato arrestato perche’ ritenuto il mandante, in concorso con esponenti dei Casalesi, dell’omicidio di Giuseppe Della Corte, reo di aver allacciato una relazione sentimentale con la moglie del fratello e di averla successivamente minacciata e ricattata. Il figlio Gaetano nel 2008 fu arrestato per aver eluso le investigazioni in relazione all’omicidio di Michele Orsi, 47enne di Casal di Principe, imprenditore nel settore rifiuti del casertano coinvolto con l’azienda di famiglia, la ‘Eco4′, negli intrecci tra politica e clan per la gestione dello smaltimento dei rifiuti. I sicari agirono in prossimita’ del locale “Roxy Bar” gestito proprio dal figlio. Sigilli per un terreno in localita’ “Pioppi” di Casal di Principe; 3 auto; capitali e beni strumentali dell’impresa individuale “Sgalia Giuseppina” che gestisce proprio il “Roxy Bar”

    Per gli inquirenti, il gruppo di fuoco che uccise Orsi nel giugno del 2008 – composto da Giovanni Letizia e Alessandro Cirillo, con a capo Giuseppe Setola – aveva scelto il Roxy Bar come punto di incontro con l’imprenditore perche’ si trovava vicino all’abitazione degli Orsi, che usci’ di casa per comprare una Coca Cola per i figli. Nel 2008 venne arrestato, per poi essere rilasciato dopo un mese, anche Gaetano Simeone, all’epoca diciannovenne, figlio di Remolo, accusato di aver chiuso la saracinesca del bar subito dopo l’omicidio e di aver nascosto di aver visto i killer in azione. Sulla contiguita’ di Remolo Simeone al clan, ci sono le dichiarazioni di Guida, ma anche quelle di Domenico Bidognetti, cugino del boss Francesco, detto Cicciotto e’ mezzanotte, detenuto. “Remolo Simeone fa l’infermiere o comunque lavorava presso la clinica di Castelmorrone, gestita dai fratelli Caterino, su mia disposizione ed interessamento, nell’anno 1987-88 – spiega Domenico Bidognetti – parlai con Nicola Caterino per farlo assumere, si rivolse ad Aniello Bidognetti, raccontando il comportamento della di lui cognata, che abitava in via Messina di Casal di Principe e chiedendogli un intervento per risolvere la questione nel senso che bisognava eliminare il Giovanni Della Corte; voglio precisare che Romolo Simeone non e’ un vero e proprio affiliato ma e’ una persona che e’ a completa disposizione del clan dei casalesi, infatti lo stesso si e’ prestato in piu’ di una occasione di custodire a titolo del clan delle macchine rubate, ha ospitato latitanti, ed in particolare il sottoscritto quando era latitante favorendomi anche spostandomi con la sua macchina, che peraltro ha messo a disposizione della mia famiglia, fino a poco prima che io iniziavo la collaborazione con l’autorita’ giudiziaria in occasione dei colloqui ed anche nel mese di settembre, cosi’ come mi e’ stato confermato anche dai miei familiari in piu’ occasioni”.

    PUBBLICATO IL: 5 novembre 2012 ALLE ORE 18:51