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    LO SPECIALE ESCLUSIVO – Parte il cantiere del porto Marina di Pinetamare. Francesco Coppola, un’impresa al limite dell’impossibile. Noi gli diamo credito dopo la fine del coppolismo. LE PRIME ANTICIPAZIONI SUI CANTIERI


        L’infrastruttura sarà caratterizzate da 4 darsene, due isole interne con giardini, residence, circoli velistici. Area parcheggio con pannelli fotovoltaici, centri commerciali, una torre della Capitaneria per un’area di approdo per 1368 posti barca. Il costo dell’opera 160 milioni di euro, tutti a rischio di impresa.         Tra pochi giorni, ma […]

     

    I prospetti grafici del porto di Pinetamare

     

    L’infrastruttura sarà caratterizzate da 4 darsene, due isole interne con giardini, residence, circoli velistici. Area parcheggio con pannelli fotovoltaici, centri commerciali, una torre della Capitaneria per un’area di approdo per 1368 posti barca. Il costo dell’opera 160 milioni di euro, tutti a rischio di impresa.  

     

     

     

    Tra pochi giorni, ma proprio pochi, partirà materialmente, stavolta in un’atmosfera sobria, misurata, in linea con il nuovo Coppola Style impersonato da Francesco Coppola, che avendo passato molti anni nelle università americane, ha avuto una formazione un po’ diversa da quella che erano le forme espressive e le attitudini del papà Cristoforo e dello zio Vincenzo, i lavori per la costruzione del nuovo porto Marina di Pinetamare. A poche centinaia di metri dalla cittadella sportiva che ospita il Napoli Calcio si tenterà di dare vita ad un’infrastruttura di enormi proporzioni e di visionarie ambizioni. Circa 160 milioni di euro di investimento stimato. Solo l’insediamento della Us Navy a Gricignano si espresse attraverso uno sforzo finanziario superiore, in quel caso di circa 400 miliardi delle vecchie lire, quindi, dunque, ben al di là dei 200 milioni di euro. Ma in quel caso, era un affare a rischio zero. Quelle case, quegli appartamenti, quegli uffici erano già stati acquistati a monte dalla Nato e dunque nessun patema d’animo attraversò la fase della realizzazione della cittadella.

    Erano i tempi di Cristoforo Coppola, ora sono i tempi di Francesco Coppola. Stessa cosa? Niente affatto. Il primo è stato un abile imprenditore, capace di galleggiare e di padroneggiare con rara maestria le relazioni con la politica e con le istituzioni di grado altissimo; il secondo si presenta nudo, letteralmente assaltato dai controlli fiscali, che mai e poi mai osarono avvicinarsi ai commercialisti del papà Cristoforo. Ma, soprattutto, la nudità di Francesco Coppola riguarda l’altissimo rischio di impresa, innescato da una infrastruttura inserita in un territorio difficile, complesso, pieni di problemi e con una pessima reputazione tra i media. 

    Già questo rende il “coppolino” molto Davide ai nostri occhi. Sarà difficilissimo raggranellarli 160 milioni di euro, tutti di origine privata. E’ chiaro che la partita si giocherà, soprattutto, sul terreno del riscatto dell’immagine di un territorio bellissimo, di straordinario pregio ambientale e di rara potenzialità.

    Ma perchè questo avvenga, occorrerà che alla romantica matrice visionaria che accompagna l’inizio di questo cantiere, rendendolo una scommessa difficilissima, si possa associare una espressione parimenti irrazionale, se la si considera in rapporto a quelle che i vuoti a perdere del lessico fumoso di questi anni definiscono criticità,  da parte delle istituzioni di questo territorio.

    Solo le grandi utopie, la costruzione di una frontiera attraverso un sogno ha, infatti, reso concreti gli orizzonti lontanissimi di rivoluzioni in grado di cambiare la storia. Il Coppola Junior, senza più tutori, senza più l’ombra protettrice, ma anche ingombrante del papà, tenta un’operazione che, con i tempi nuovi, con le condizioni totalmente cambiate, con uno Stato che, improvvisamente alita sul collo della maggiore famiglia imprenditoriale di questa provincia, rasenta l’impossibile. Ed ecco perchè noi di Casertace apriamo una linea di credito nei suoi confronti e nei confronti di questa iniziativa, che parte da basi incerte, ma sicuramente originali e innovative rispetto a tutto ciò che, filosoficamente è stato il marchio Coppola, ma soprattutto il coppolismo.

    Gianluigi Guarino

     

    SPECIALE PORTO di Massimiliano Ive 

    PRIMA PARTE….

    CASTEL VOLTURNO – Vederlo così come è stato descritto ed analizzato nella relazione tecnica illustrativa, che siamo riusciti ad ottenere, desta in noi, quasi la stessa sensazione che hanno provato gli uomini degli anni 50, 60 quando osservavano le prime planimetrie e i grafici delle ipotetiche basi lunari…

    Direte voci che cosa vogliamo scrivere e cosa stiamo analizzando? Stiamo scrivendo del progetto del Porto di Pinetamare così come è stato ideato mediante un project financing dalla Marina di Pinetamare Srl, una delle entità della galassia Coppola.

    Per un territorio come Castel Volturno sembra un progetto ambizioso, quasi irrealizzabile, fuori dal tempo e dalla sua storia recente, ma il fatto che l’Arpac ha validato i rilievi effettuati dalla parte privata (quindi non ci sarebbero più ostacoli per l’avviamento del cantiere), ha riacceso il dibattito su questo argomento.

    LE RAGIONI E GLI STUDI DI FATTIBILITA’ A SUPPORTO DELL’IDEA PROGETTO – Ora Analizziamo da vicino la relazione tecnica. Quest’ultima è caratterizzata da 44 pagine, in cui vi è una parte introduttiva che spiega le ragioni della messa in cantiere di questo ambizioso progetto, nonchè la localizzazione dello scalo nell’ambito delle vie di comunicazioni esistenti. Sempre nella componente introduttiva di questa relazione tecnica vengono precisate le capacità ricettive e di congiunzione con le mete turistiche della Campania (LEGGI PUNTO A IN CALCE AL NOSTRO SPECIALE)

    La ragione per cui è stato ideato e partorito questo progetto, proposto poi presso l’ente Regione, anche grazie al supporto del Comune di Castel Volturno nel 2003, si fonda su uno studio di fattibilità che stabilisce la necessità di creare una rete portuale che vada ad interessare sia la Darsena di Pinetamare, sia il fiume Volturno, quindi di dotare di uno scalo turistico anche il litorale Domizio, attualmente inesistente.  “In ambito di riqualificazione e rilancio socio-economico del territorio, detta localizzazione contribuisce a favorire il recupero del tessuto urbano che delimita il litorale di Pinetamare, di circa 4 km a valle della via Domitiana e, inoltre, si integra con il programma che l’Amministrazione Comunale di Castel Volturno ha definito il “circuito integrato dei porti” che prevede la realizzazione, in aggiunta al porto turistico “Marina di Pinetamare”, di due infrastrutture diportistiche fluviali alla foce del Volturno“.

     

    LA SECONDA PARTE DELLA RELAZIONE ILLUSTRATIVA DEDICATA ALLE 4 DARSENE

     

     

    La foto che vedete qui in alto, non è altro che la riproduzione grafica del Porto di Pinetamare.  Questo scalo definito come “Marina di Pinetamare” è stato concepito come una infrastruttura che prevede la realizzazione di 1368 posti barca, di cui 1248 permanenti e 120 di transito Il progetto è stato concepito architettonicamente con la realizzazione di uno scalo difeso da una serie di dighe e barriere soffolte e non solo, che racchiudono una serie di darsene interne, all’interno delle quali si dovrebbero sviluppare anche delle “isole”, da destinare all’ attività turistica-alberghiera e al circolo della vela. Costo dell’opera 164 milioni di euro, una cifra impressionante che si avvicina a quella servita per la creazione villaggio americano di Gricignano d’Aversa. Una differenza, questa volta, sussiste nella capacità di recupero dell’investimento, che dovrebbe essere effettuato a Pinetamare. Sarebbe, in tale caso uno dei primi progetti a rischio di impresa per la famiglia che ha realizzato il Villaggio Coppola. 

    Entrando nei meandri del progetto, lo stesso si sviluppa su un’area demaniale di mq 750.000, che la Regione Campania ha affidato in concessione per 60 anni alla società “Marina di Pinetamare s.r.l “ . L’area portuale affidata in concessione ha un bacino portuale ( specchio d’acqua ) di circa 450.000 mq così suddiviso e costituito:
    1) avanporto di circa 35000 mq caratterizzato dalla presenza di un’imboccatura di larghezza pari a circa 100 m, ubicata tra le profondità di -6.0 m.sm. e -7.0 m.s.m;
    2) una prima ed una seconda darsena di circa 30.000 mq. per l’ormeggio dei maxi-yacht, previsti in numero di 36 unità, distribuiti lungo due distinte banchine di accosto (stiamo scrivendo delle due aree una ubicata sulla destra all’imbocco del porto dove dovrebbe sorgere anche un parcheggio coperto da pannelli fotovoltaici e l’altro come mostra l’immagine nella parte avanzata);
    3) una terza darsena di circa 20.000 mq per l’ormeggio dei pescherecci, nonché degli aliscafi ( vie del mare e mezzi veloci ) e dei mezzi di servizio ( Capitaneria di Porto, Polizia etc ), prevista in posizione antistante lo scalo di alaggio nella zona Sud del bacino portuale (nell’immagine è sempre il lato destro del porto, quello che guarda su Napoli – vedi anche i rilievi grafici in anche a questo capitolo);
    4) Poi c’è un’area di manovra di circa 40.000 mq che racchiude un cerchio di evoluzione di circa 230 m di diametro;
    5)  Un’area occupata da pontili di ormeggio disposti a pettini lungo la banchina interna del tratto di radice del molo di sopraflutto, per uno specchio d’acqua complessivo di circa 75.000 mq, destinati all’ormeggio di imbarcazione di VI,
    VII e VIII categoria.
    6)  Un’area occupata da pontili di ormeggio radicati all’”Isola Pontammare” sul lato Nord (quello sinistro dell’immagine che abbiamo pubblicato in alto) del bacino, destinati all’attracco delle imbarcazioni di V categoria, che occupano complessivamente uno specchio acqueo di circa 35.000 mq.;

    7) Un’altra area occupata dai pontili di ormeggio radicati all’”Isola della Vela “ sul lato Sud del bacino, destinati all’attracco delle imbarcazioni dalla IV alla VIII categoria, che occupano complessivamente uno specchio d’acqua di circa 60.000 mq;

    8) Una quarta darsena destinata all’ormeggio delle barche a vela di superficie complessiva pari a circa 5000 mq (quella che vedete nella parte centrale dello scalo portuale);

    9) Una superficie di specchio d’acqua di estensione complessiva pari a circa 70.000 mq , costituita da canali navigabili che circondano le “isole” e dalle relative aree di ormeggio destinate all’attracco delle imbarcazioni dalla IV alla VII categoria (quelle poste nel cuore del porto di Pinetamare).

    QUI SOTTO POTRETE INDIVIDUARE LE VARIE LOCALIZZAZIONI DELLE DARSENE E DEGLI SPECCHI D’ACQUA

     

    Il Parcheggio con pannelli fotovoltaici

     

    DALL’AREA PARCHEGGIO AL PALAZZO DI CONTROLLO DELLA “CAPITANERIA” - Oltre al grande parcheggio da 852 posti a supporto dell’imbarcadero delle linee di navigazione, sono qui posizionate, in un unico edificio a 2 piani detto
    genericamente “Capitaneria”, tutte le funzioni legate alla gestione e al controllo del porto (capitaneria, pubblica sicurezza etc.), e all’accoglienza dei passeggeri in transito per le isole (biglietteria, ufficio turistico, spazi commerciali e ricreativi). Poco
    distante, sulla testa del molo, la Torre di controllo del porto.  Dal lato ovest del parcheggio, si accede alla zona della Capitaneria, intorno a cui sono ubicati il parcheggio per i pullman e un parcheggio per autoveicoli a servizio della Capitaneria stessa.  Sempre all’interno di quest’area è collocato lo spazio per l’alaggio, comprensivo di un capannone-officina per le riparazioni di superficie coperta pari a mq.1000. Un ampio marciapiede davanti alla Capitaneria e al suo porticato commerciale conduce all’imbarcadero degli aliscafi sul molo di sottoflutto, sul quale è prevista una zona di attesa protetta da un ampio pergolato in legno.

     

     

    LE ISOLE NEL PORTO – Come potete vedere dalle immagini pubblicate in calce al capitolo dedicato alle isole del porto, nel progetto Marina di Pinetamare è prevista la realizzazione di due aree, due isole appunto su cui realizzare il circolo velico e un altro residence. Entrambe le piattaforme sono contornate da moli per imbarcazioni a vela o a motore.

    Nel dettaglio sull’Isola della Vela troveranno posto il Circolo della Vela che dà il nome all’isola stessa, un parcheggio pubblico da 412 posti auto, di cui una parte coperta, le foresterie del Circolo con 49 unità ricettive con relativo parcheggio coperto (88 posti), un piccolo scalo di alaggio e alcuni servizi per i diportisti a quota banchina: quattro edifici per servizi igienici per i diportisti e circa 130 depositi privati per materiale nautico. L’accesso all’isola avviene attraverso un ponte carrabile e pedonale sul lato est, direttamente collegato alla viabilità locale e a quella veloce. Al riguardo in tale zona sono previsti delle zone verdi, pardon dei giardini.

    Invece, l’altra isola, quella di Pontammare… dovrebbe trovare posto un parcheggio da 454 posti auto, un complesso alberghiero con 55 unità residenziali con relativo parcheggio coperto, e alcuni servizi per i diportisti a quota banchina: quattro edifici per servizi igienici per i diportisti e circa 130 depositi privati per materiale nautico.

    L’accesso all’isola avverrebbe attraverso un ponte carrabile e pedonale sul lato nord. Arrivati sull’isola, un percorso allineato sul ponte distribuisce i vari settori del parcheggio scoperto per poi arrivare all’ingresso dell’albergo e agli accessi al parcheggio coperto.
    Questa soluzione permette di chiudere tutte le banchine dell’isola al traffico veicolare, lasciando la sola possibilità di carico/scarico ai diportisti in orari limitati.  L’albergo a unità residenziali occuperà invece la porzione sud dell’isola, di fronte all’isola della Vela.

     

     

     

    CONCLUSIONI PRIMA PARTE – Domani affronteremo invece la questione delle dighe e cercheremo di analizzare anche le opere foranee che fanno parte integrante della relazione tecnica fin qui descritta.

     

     (QUI SOTTO IL PUNTO A)

    A) INQUADRAMENTO TERRITORIALE E ACCESSIBILITA’
    A1) Localizzazione
    L’esigenza della localizzazione dell’infrastruttura diportistica nel contesto territoriale di
    Castel Volturno nasce dall’acclarata carenza di posti barca sia per il contesto
    regionale campano sia per il più vasto contesto sovra regionale e nazionale.
    In particolare l’intero litorale flegreo e domitio, fino alla foce del Garigliano, se si tiene
    conto della qualità ed efficienza effettiva delle strutture esistenti, risulta totalmente
    sguarnito di idonee strutture diportistiche e, pertanto, la domanda del bacino di
    utenze è fortemente inevasa .
    Questa necessità di soddisfacimento dei bisogni inevasi è stata evidenziata
    dall’Amministrazione Comunale di Castel Volturno nello studio di fattibilità
    presentato, alla scadenza del 15 settembre 2003, all’Assessorato ai trasporti della
    Regione Campania ai sensi dell’avviso pubblico di cui al BURC n. 15 del 7 aprile
    2003, studio di fattibilità approvato dalla Regione Campania, parte integrante del
    bando di project financing art. 37 bis L.n. 109/94 e ss.mm.ii. “Portualità turistica nei
    comuni di Castelllamare di Stabia ( NA ), Vico Equense (NA), Salerno località Arechi,
    Salerno località Pastena, Castel Volturno ( CE ), Forio d’Ischia ( NA )” Decreto
    Dirigenziale n. 9 del 14.04.2004 pubblicato sul BURC n. 20 del 26.04.2004.
    In ambito di riqualificazione e rilancio socio-economico del territorio, detta
    localizzazione contribuisce a favorire il recupero del tessuto urbano che delimita il
    litorale di Pinetamare, di circa 4 km a valle della via Domitiana e, inoltre, si integra
    con il programma che l’Amministrazione Comunale di Castel Volturno ha definito il
    “circuito integrato dei porti” che prevede la realizzazione, in aggiunta al porto turistico
    “Marina di Pinetamare”, di due infrastrutture diportistiche fluviali alla foce del
    Volturno.
    Ciò premesso, l’intervento è localizzato lungo il litorale domitio che si estende dalla
    Foce del Garigliano ai Campi Flegrei, in particolare in località Pinetamare del
    Comune di Castel Volturno nel tratto di litorale compreso tra la Foce dei Regi Lagni e
    la località Ischitella. L’intervento costituisce ampliamento e completamento
    dell’esistente darsena San Bartolomeo

     

    PUBBLICATO IL: 14 gennaio 2014 ALLE ORE 17:44