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    LO SCANDALO DEL CONSORZIO/ I SOLDI DESTINATI AI DIPENDENTI DATI A UN'AZIENDA DI VIGILANZA PRIVATA


        Secondo la formulazione dei pubblici ministeri, i due dirigenti, indagati in questo caso per abuso d’ufficio, falso ideologico, ma anche per truffa, avrebbero usato parte dei 2 milioni e mezzo di euro, destinati dalla Presidenza del Consiglio ad altro, per pagare la International Security Guard dei fratelli Ianneo, incaricati di sorvegliare discariche e […]

     

    Nella foto Scialdone e Parente

     

    Secondo la formulazione dei pubblici ministeri, i due dirigenti, indagati in questo caso per abuso d’ufficio, falso ideologico, ma anche per truffa, avrebbero usato parte dei 2 milioni e mezzo di euro, destinati dalla Presidenza del Consiglio ad altro, per pagare la International Security Guard dei fratelli Ianneo, incaricati di sorvegliare discariche e siti

     

    CASERTA – Tra i temi pregnanti, affrontati nell’inchiesta sul Consorzio rifiuti, condotta dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, oramai è evidente che occupano un ruolo di rilievo le vicende legate alle società di security.

    Oggi trattiamo l’episodio che vede indagati, ormai ritualmente, Antonio Scialdone, Enrico Parente e Antonio e Gennaro Ianneo, amministratori e soci dell’Internetional Security Guard, per il reato di abuso d’ufficio, falso ideologico e truffa.

    L’International Security Guard, costituita il 15 luglio 2009, per i Pm, “senza alcuna reale capacità operativa e senza necessità del servizio che andava ad operare”, veniva incaricata, appena un mese dopo, il 5 agosto 2009, dal CUB per le sorveglianza sulla patrimonialità dei siti custoditi, per un periodo complessivo di 11 mesi.

    In sostanza, secondo i Pm, quindi, non c’era né l’urgenza, né la necessità di incaricare l’International Security Guard del portierato di 35 unità: 8 presso la sede del Consorzio a Corso Giannone, 9 presso la discarica Lo Uttaro, 9 presso il sito Trasferenza “Lo Uttaro” e altre 9 presso la discarica Casone.

    I Pm ritengono, inoltre, che proprio la discarica Casone non rappresentava, a dimostrazione della non urgenza dell’incarico, un ruolo di interesse per il Cub dato che si trattava di una “vecchia discarica dismessa”.

    Per Silvio Marco Guarriello e Antonella Cantiello, i due pubblici ministeri titolari dell’inchiesta, il metodo adoperato, essenzialmente, è lo stesso impiegato nella vicenda, che abbiamo trattato in un precedente articolo, riguardante la società di Vigilanza & Sicurezza : ci si avvale del requisito dell’urgenza e si fraziona il contratto rendendolo inferiore alla “soglia comunitaria”, in modo tale da non rendere necessario una procedimento di evidenza pubblica.

    Inoltre, i Pm della Procura di Santa Maria, sostengono che i soldi utilizzati per pagare la società di security erano 2,5 milioni di euro disposti da un ordinanza del Presidente del Consiglio n° 3764 del  del 6 aprile 2009 destinati “all’erogazione del trattamento economico  spettante ai dipendenti e per le prestazioni di lavoro comunque rese, comprese i contributi previdenziali e gli oneri riflessi, nonché per il pagamento delle spese dei mezzi meccanici per la raccolta rifiuti”.

    Giuseppe Tallino

     

    QUI SOTTO PARTE DELL’INFORMATIVA DELL’INCHIESTA CONDOTTA DALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI S.M. CAPUA VETERE

     

    Nella foto parte dell’informativa dell’inchiesta condotta dalla Procura di S.Maria Capua Vetere

    PUBBLICATO IL: 5 marzo 2013 ALLE ORE 11:54