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    L’INCHIESTA / Nuovo piano aziendale dell’Asl, ecco come Tari, Balivo e Gasparin aumentano gli stipendi d’oro a 130 mila e 150 mila euro.


      Nella seconda puntata del nostro viaggio dentro all’ennessima occasione perduta di razionalizzare i costi, liberare risorse per l’assistenza ai cittadinie  e per innestare un vero processo meritocratico, ci occupiamo delle tre carriere fondamentali dei “Mandarini”, che da anni manovrano le leve resistendo ad ogni stagione di lottizzazione politica. Caserta - Nei giorni scorsi abbiamo […]

     

    Nelle foto, da sinistra, Paolo Menduni, Tari e Giuseppe Gasparin

    Nella seconda puntata del nostro viaggio dentro all’ennessima occasione perduta di razionalizzare i costi, liberare risorse per l’assistenza ai cittadinie  e per innestare un vero processo meritocratico, ci occupiamo delle tre carriere fondamentali dei “Mandarini”, che da anni manovrano le leve resistendo ad ogni stagione di lottizzazione politica.

    Caserta - Nei giorni scorsi abbiamo affrontato, partendo da contenuti di carattere generale, che poi hanno trovato loro argomentazione in qualche dato oggettivo iniziale e fondamentale, le prime questioni inerenti alla forma e alla sostanza del nuovo piano aziendale dell’Asl di Caserta, in pratica il piano di lavoro, il programma quinquennale della più grande azienda pubblica della provincia, relazionata alle previsioni di spesa che, sulla carta, dovrebbero essere collegate alle dotazioni di una spending review, nazionale e regionale, considerata ineludibile per evitare il collasso dei servizi e gravissime conseguenze nella qualità dell’offerta al cittadino nell’ambito più cruciale che esista del welfare. 

    La nostra scelta di partire dai numeri relativi alle competenze degli uffici dirigenti più importanti, non deriva da una nostra fissazione per la vita e le opere dei vari Tari, Balivo, Gasparin, quest’ultimo da tempo meritevole della mia stima personale, ma dal fatto che, mentre tutto il Paese, mentre tutta la Regione, tirano la cinghia, le condizioni di vita di coloro che, non a caso, abbiamo definiti “i mandarini“, accostandoli ai potentissimi burocrati della Cina Imperiale, escono da questa vicenda, rafforzati nei loro poteri e, soprattutto, rafforzati nei loro stipendi.

    Anche oggi, ci occuperemo di loro, cercando di fornire un racconto ancor più specifico di quello che è uscito fuori dal piano aziendale del Direttore Generale Menduni. Utilizzeremo strutture cognitive fondamentali e assolutamente oggettive, come quelle che sono messe nero su bianco sul sito istituzionale dell’Asl.

    In principio, prima che il guru bocconiano Mario Monti internazionalizzasse anche il lessico dell’italietta allegra e dissipatrice della spesa pubblica improduttiva, ingentilisse il tutto adottando l’espressione anglossassone di spendig review, si era già tentato di limitare i costi accorpando le Asl. Nella nostra provincia, le due che erano in funzione, furono ridotte a fattor comune. Inutile dire che i mandarini, gran conoscitori delle procedure ed autentici acrobati dentro a un sistema che conoscono meglio delle loro tasche, fecero in modo che le due Asl, cancellate sulla carta, continuassero ad esistere nella sostanza dell’organizzazione interna e anche della spesa. Soprattutto, quell’operazione non produsse alcun serio risparmio e non scoperchiò alcuna pentola dello spreco e dell’utilizzo vergognoso del pubblico danaro, perchè gli autori di tutto quello continuarono ad abitare le stanze dei bottoni coprendo tutto quello che c’era da coprire.

    Inutile ritornare al racconto, largamente conosciuto dai lettori di Casertace, di quello che combinò Francesco Balivo, autoassegnandosi indennità e compensi miliardari per cose che solo lui sapeva di aver fatto. Roba veramente da fantascienza su cui la Corte dei Conti qualcosa ha fatto, mentre le altre corti, diciamo così, sono state impegnate a fare altro.

    I TRE MANDARINI

    Mentre chi aveva comandato, continuava a farlo, perchè in quel caso, neppure il cambiamento delle stagioni politiche, l’avvento del centro destra in sostituzione del centro sinistra bassoliniano poteva nulla nei confronti di chi conosceva ogni minimo segreto del funzionamento di tutte le leve dell’azienda, una sorta di resa dei conti si è verificata dentro ai quadri medi, dove il combinato (in)disposto delle influenze partitocratiche e lobbiescratiche e i regolamenti di conto interni, ha prodotto una serie impressionante di decapitazioni, di purghe, di epurazioni di professionalità non allineate al padrino politico di turno o caduti in disgrazia al cospetto dei mandarini. I quali festeggiano anche dopo questa ulteriore mancata rivoluzione. Si, è vero, qualcuno di loro, come ad esempio Gasparin, ha dovuto lasciare il dorato del provveditorato, passando a quello meno accattivante del controllo del personale, ma sostanzialmente uno come il Balivo, con tutto quello che ha combinato, non solo è rimasto al suo posto, ma ha incrementato esponenzialmente il suo potere, dato che un tempo era il dominus del settore economico – finanziario della’Asl Ce2, oggi governa un sistema molto più esteso, dato che abbraccia i servizi dell’intera Asl. Se pensiamo a quello che la Corte dei Conti gli ha contestato, e se pensiamo che un Direttore Generale come Menduni non abbia avvertito un semplice richiamo di opportunità, che lo inducesse a congelare Balivo fino a quando questa vicenda non appiccicasse la parola fine alla sua incredibile trama, c’è, letteralmente, da rabbrividire. 

    LA NUOVA STAGIONE D’ORO DI SUPER TARI

    Un abito su misura, questo è il nuovo atto aziendale per i mandarini dell’impero.

    Partiamo da Michele Tari da Roccamonfina: nato come Assistente Medico presso l’Ospedale di Arienzo, ha trasformato la decina di Uffici che, attraverso la realizzazione del Servizio di Controllo di Gestione, erano alle sue dipendenze, in Unità Operative Semplici Dipartimentali, in quanto tali afferenti a un Dipartimento, cioè il suo, che, appunto, si è cucito addosso. Dentro a uno di questi servizi, cioè quello di gestione, è gemmato quello Informatico. Non solo, ma ai numeri industriali di decorazioni e di autodecorazioni sul campo, Tari ha aggiunto, con delibera n. 1305/12, anche quella di dirigente del N.O.C.(Nucleo Operativo di Controllo) con tanto di riconoscimento diretto regionale (Del. GRC n. 1935 del 9.11.2007) e con contratto specifico che gli fa introitare un altro bel gruzzolo che va ad aggiungersi ai già 110.000 Euro annui percepiti attualmente, secondo quello che è riportato dal sito ufficiale dell’Asl.

    Va precisato che il NOC è un centro di potere che ha facoltà di controllo su tutta la gestione, la produttività e procedure non solo dell’ASL, ma anche dell’Azienda Ospedaliera di Caserta. Ecco perchè è regolamentato da un contratto regionale a se stante che gli consente di incidere non solo nell’Asl ma anche nell’ospedale di Caserta.

    IPER BALIVO METTE LE MANI SULL’OSPEDALE DI AVERSA

    Se Tari è super, Balivo è iper. Nulla frena la sua scalata irresistibile da autentico mattatore dei poteri forti di questa provincia. L’altro Dipartimento, generato da questo atto aziendale, è quello creato ad hoc per Balivo, che avendo gà la sovrintendenza sul Servizio Economico Finanziario e il Patrimonio, oggi va a dirigere un’unità operativa complessa qual è la Direzione Amministrativa dell’Ospedale di Aversa. Ed ecco che la sua scalata di Capo Dipartimento è completata, con il non irrelevante corollario, anche per lui, di un aumento di circa 22 mila euro annui sui 110 mila di stipendio, ugualmente risultanti dal sito ufficiale dell’Asl.

    … E ANCHE GASPARIN SI “DIPARTIMENTALIZZO’ “


    L’operazione realizzata da Giuseppe Gasparin è, in pratica, speculare a quella di Balivo. In questo caso, va ad aggiungere alla Gestione delle Risorse Umane,  agli Affari Generali, la Direzione Amministrativa degli Ospedali riuniti di Maddaloni e Marcianise, che a differenza degli altri, cioè di Sessa Aurunca, S. Maria C.V., San Felice a Cancello e Piedimente Matese, declassati sul campo ad Unità Operative Semplici, conservano il loro status di Unità Operative Complesse per effetto delle loro dimensioni, ma in questo caso, soprattutto per consentire a Balivo e Gasparin di diventare Capi Dipartimento. Dunque, per questo motivo, anche a Gasparin si vanno ad aggiungere gli immancabili 20 mila euro di stipendio ai 130 mila già introitati, sempre stando ai dati ufficiali, messi nero su bianco, dal sito dell’Asl.

    UNA CONCLUSIONE… NON CONCLUSA

    Ma l’Asl di Caserta non è solamente Gasparin, Balivo e Tari. Ci sono altri potenti, quali Crisci e la signora Ruffo, da anni capo della segreteria particolare della direzione generale. Su di loro ci soffermeremo nella prossima puntata.

    Gianluigi Guarino

     

     

    PUBBLICATO IL: 20 novembre 2012 ALLE ORE 11:45