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    L’INCHIESTA / L’ASL DEGLI OLIGARCHI – Quando Raffaele Crisci tirava calci. Ora, con le chiavi in mano dei miliardi del provveditorato è tornato a fare il bravo.


      Continua il nostro viaggio nei meandri di una gestione che continua a essere immeritocratica, arcaica e che concentra le sue funzioni in pochissime mani. Sempre le stesse. Promozione anche per la Signora Ruffo. E Menduni continua a ignorare gli inviti della Commissione Trasparenza della Regione Campania.   Caserta – Una cosa a me, una […]

     

    Nelle foto, da sinistra, Paolo Menduni, Tari e Giuseppe Gasparin

    Continua il nostro viaggio nei meandri di una gestione che continua a essere immeritocratica, arcaica e che concentra le sue funzioni in pochissime mani. Sempre le stesse. Promozione anche per la Signora Ruffo. E Menduni continua a ignorare gli inviti della Commissione Trasparenza della Regione Campania.

     

    Caserta – Una cosa a me, una cosa a te; una te e un’altra a me…ma sempre a te e a me. E già, perchè all’Asl di Caserta non si sconfina mai di un millimetro al di fuori del solito campo di mandarini. Balivo, Gasparin, Tari. E poi Crisci, e poi la Ruffo…e poi la Ruffo, e poi Crisci, e poi Tari, e poi Gasparin e poi Balivo.

    Come si dice: non fanno cadere a terra una sola mollica.

    Nell’ultima puntata abbiamo fornito il quadro delle competenze ancor più potenziate e ancor più remunerate (a casa di questi tre non abita la crisi economica) dei senior Balivo, Tari e Gasparin. Oggi completiamo il quadro, perchè è giusto assimilare altri due mandarini, o meglio, un mandarino e una mandarina, al cesto già confezionato.

    Per capire cosa è successo negli ultimissimi tempi nell’Asl di Caserta, andiamo alla delibera n. 1330 del 10 ottobre 2012 la quale concima bene tutti quanti gli alberelli a partire dalla sanzione dello scambio di competenze e di funzioni tra Gasparin e Raffaele Crisci. Quest’ ultimo, l’anno scorso buttava calci non da poco quando Gasparin teneva in mano le chiavi della cassa, cioè del Provveditorato. Dall’entourage di Crisci arrivarono buone chiavi di lettura, preziose dritte per i giornalisti desiderosi mettere il naso nei tuortuosi e segreti meandri in cui scorreva il fiume di denaro della spesa pubblica sanitaria della maggiore azienda casertana. E ci pare di ricordare che, al tempo, Crisci ce l’avesse soprattutto con Balivo e Gasparin. Poi, all’improvviso, Raffele Crisci si calmò e quei giornalisti ebbero molta più difficoltà a scrivere di certi affidamenti, di certe liquidazioni, di talune proroghe di affidamenti scaduti, mentre scrissero di tonnellate di danaro liquidato ad adiende di pulizia, i cui titolari sono entrati a pieno titolo in indagini di camorra che incassavano senza batter ciglio, proprio grazie ad un atto amministrativo di Raffaele Crisci, fatture da 700, 800 mila euro.

    Oggi, Crisci, ai sensi della delibera citata prima, è il nuovo capo del Provveditorato, conservando la direzione dell’Unità Operativa Complessa Affari Legali e quella di responsabile Gestione Liquidatoria. In poche parole, il quattrino in mano per tutti i fornitori ce l’ha solo Raffaele Crisci, rientrato a pieno titolo nel mandarinato effettivo, realista e lealista, dopo le sbandate dell’anno scorso.

    E veniamo alla mandarina: al secolo Annamaria Ruffo. Nel balletto di quadriglia a colpi di “una cosa a te, una cosa a me…”, per la Ruffo l’anno 2012 ha portato in dote l’Unità Operativa Complessa agli Affari Generali, ceduta da Balivo il quale, sulla scorta delle sue favolose imprese e delle autoliquidazioni miliardarie che si è assegnato in passato, ha conservato la responsabilità del settore economico-finanziario, ma vi ha aggiunto la perla, come abbiamo scritto nella puntata precedente della nostra inchiesta, della direzione amministrativa dell’Ospedale Moscati di Aversa.

    L’Asl di Caserta è una oligarchia. La forza e il peso di questi dirigenti che da un ventennio fanno il bello e il cattivo tempo sono esemplificati dalla difficoltà che si affronta per accedere ai loro uffici, più protetti e più blindati di quelli di un capo di stato o di quelli di un capo di un servizio segreto. Nell’Asl di Caserta ci sono fior di professionalità. Gente che da anni morde il freno e che ha appassito le sue competenze nell’acido della disillusione e dalla costante verifica che in questo posto si fa carriera non per merito, ma per altre qualità.

    Distribuire meglio funzioni e competenze, perrequarle. Evitare questa incredibile concentrazione di potere nelle stesse, immancabili, mani avrebbe fornito un tratto di maggiore trasparenza a tutta la gestione.

    Nota a margine: la commissione trasparenza del Consiglio Regionale della Campania ha chiesto ieri, mercoledì, per la terza volta, la relazione con cui il collegio dei revisori dei conti ha bocciato il bilancio dell’Asl. Menduni, di fronte  a questa istanza istituzionale, continua a fre orecchie da mercante.

    Gianluigi Guarino

     

    PUBBLICATO IL: 22 novembre 2012 ALLE ORE 9:55