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    L’Inchiesta Esclusiva III PUNTATA/ 14 comuni fuorilegge tengono nascosti i numeri della raccolta differenziata 2011. Incredibile, c’è anche Aversa. Vi spieghiamo perche, in qualisiasi altro posto, ciò sarebbe inaudito


      L’ELENCO COMPLETO DEI COMUNI – Cominciandoci a rompere “il mazzo” sui dati ufficiali del Siorr, da cui usciranno fuori clamorose realtà nelle prossime puntate, risalta un fatto che, nel relativismo etico e civile di questa provincia, viene considerato un perccato veniale e che invece è un fatto gravissimo Caserta - Rompendomi e rompendoci la […]

    Nelle foto, da sinistra, l’ex sindaco di Aversa, Domenico Ciaramella e l’attuale sindaco di Camigliano, Vincenzo Cenname

     

    L’ELENCO COMPLETO DEI COMUNI – Cominciandoci a rompere “il mazzo” sui dati ufficiali del Siorr, da cui usciranno fuori clamorose realtà nelle prossime puntate, risalta un fatto che, nel relativismo etico e civile di questa provincia, viene considerato un perccato veniale e che invece è un fatto gravissimo

    Caserta - Rompendomi e rompendoci la testa sui dati ufficiali del Siorr, cioè dell’Osservatorio sui rifiuti della Regione Campania, ci si mette poco, pochissimo a infilarsi le mani nei capelli.

    Da poche ore abbiamo cominciato a dare struttura alla terza puntata della nostra inchiesta su tutte le porcherie che si consumano in provincia di Caserta, nella gestione della raccolta differenziata, che ai comuni non restituisce il becco di un quattrino, salvo che in qualche rara eccezione, quando al timone c’è qualche sindaco preparato, tipo quello di Camigliano, Cenname, il quale non riscatta però, la corale esibizione di “asinitudine“, che è la non qualità degli asini amministrativi che governano i comuni di questo territorio.

    Cominciando ad esaminare i dati, ci siamo accorti che 3 puntate non bastano, anzi, ce ne vorrebbero più di 100 per declinare il disastro che mescola dabbenaggine ed estri assortiti di furbi e approfittatori, in questa autentica babilonia rappresentata dai rifiuti e dallo (s)governo degli stessi, in questi anni.

    Dunque, siamo stati costretti ad allungare il corso della nostra inchiesta, dato che occorrerà altro tempo per spiegare  nel dettaglio, i meccanismi che sovraintendono alle dichiarazioni delle varie frazioni della raccolta differenziata, da parte di ognuno dei comuni della provincia di Caserta, dei soldi che per effetto di semplici operazioni aritmetiche, dovrebbero entrare nelle casse dell’ente e che invece non entrano.

    Stiamo domandando, acquisendo riscontri, aggregando e disaggregando dati. Dimostreremo tutte le ruberie che si sono consumate.

    La puntata di oggi l’abbiamo dovuta dedicare a una questione di carattere generale, ma ugualmente gravissima:  la dobbiamo dedicare a una cosa che ci è subito saltata davanti agli occhi: 14 comuni su 104 non hanno prodotto, nel 2011 alcun dato sulla raccolta differenziata. Il che, non è un problema di sensibilità ambientale, non è una questione da liquidare con semplici note di biasimo, con l’esposizione di cartellini gialli nei confronti di inadempienze, frutto di sciatterie organizzative degli uffici comunali. Questa, al contrario, è roba, quanto meno, da Corte dei Conti. Tra questi 14 comuni spicca quello di Aversa, cioè il secondo per popolazione e importanza della provincia di Caserta. Sì, la notizia è anche uscita qualche tempo fa, ma la mia categoria che è ancor meno avvezza allo studio, all’analisi rispetto alla categoria dei politici, l’ha liquidata come una dimenticanza secondaria, come un fatto di superficialità.

    IL CASO AVERSA

    Ma quale superficialità! Se Aversa, se l’amministrazione comunale di Ciaramella ha fatto scrivere alla Regione Campania “Non pervenuta“, ha finito per nascondere di fatto, tutte le quantità, frazione per frazione, codice per codice di rifiuti prodotti. Noi non conosciamo né le cifre generali, cioè quanto sia il differenziato in rapporto all’indifferenziato, ma non conoscendo il differenziato, non possiamo nemmeno quantificare l’entità delle cifre scorporate, di dettaglio, frazione per frazione, che il comune di Aversa avrebbe potuto introitare dai diversi consorzi di filiera, Comieco, Corepla e Coreve, che rimettono alle amministrazioni comunali le somme relative alla quantità della parte nobile di rifiuti differenziati ( Comieco per Carta e Cartone, Corepla per la plastica e Coreve per il vetro), che gli stessi consorzi, appena menzionati, hanno acquisito alla fine della complessa filiera, che coinvolge in maniera non certo trasparentissima, anche le diverse piattaforme di lavorazione che operano in provincia di Caserta, di cui ci siamo occupati nelle prime due puntate della nostra inchiesta e di cui ci occuperemo ancora nelle successive.

    Non conoscendo questi numeri, la cui mancata elaborazione grava sulla responsabilità dell’allora sindaco Ciaramella, dell’allora assessore all’ambiente e dell’allora dirigente di settore Ciro Navarra, non potremmo neanche stabilire e fornire una valutazione su una eventuale delega, che il Comune di Aversa ha dato per gestire la delicatissima relazione tra quello che è stato asportato dai cassonetti della differenziata e quello che è stato accolto, ulteriormente vagliato e valutato nelle piattaforme dei vari Diana, Napolano, Ilside e compagnia cantata.

    Insomma, un fatto che in qualsiasi altro posto d’Italia, soprattutto al di là del Garigliano verrebbe considerato inaudito e in questo posto fuorilegge e senza legge e che, invece, viene considerato, tutto sommato, qui da noi, un peccato veniale.

    AVERSA MA NON SOLO

    Ci siamo occupati di Aversa, perchè questo è il caso più clamoroso. Ma nelle stesse condizioni del Comune normanno, cioè nella stessa condizione di illegalità patente, ci sono altre 13 amministrazioni locali. Passi pure per la derelitta Castel Volturno, dove la differenziata è partita  ufficialmente proprio nel 2011, ma in realtà non è partita, dato che le percentuali che, ufficiosamente, emergono parlano di 5%. Ma gli altri 7 comuni andrebbero inchiodati al muro. A partire da Mondragone, luogo in cui la monnezza è rappresentativa di evocazioni criminali e criminal-politiche. E poi, ancora, Casagiove,  Calvi Risorta, Capriati al Volturno, Parete, Cervino, Formicola, Lusciano, Rocca D’Evandro, Ruviano, Sparanise e Vairano Patenora.

    Nei bilanci di questi comuni si conosce l’effetto apprezzabile o non apprezzabile delle eventuali rimesse della raccolta differenziata. Ma il fatto che non si conoscano le cause e cioè i numeri delle diverse frazioni, ribadisco e dico a chiare lettere, è quanto meno, roba da denuncia alla Corte dei Conti.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 14 novembre 2012 ALLE ORE 15:26