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    L’inchiesta esclusiva / Ecco come i comuni perdono miliardi dai mancati introiti per il recupero dei rifiuti. E qualcuno sta imbrogliando. PRIMA PUNTATA


    Esiste una convenzione tra l’Anci e i consorzi di filiera che fanno capo al Conai, che a Caserta è, praticamente una sconosciuta. Questo danneggia pesantemente le casse degli enti locali e riempie le tasche di qualcuno. Presto vi diremo di chi Caserta – Ci sono storie per le quali è inutile fare preamboli e per […]

    Esiste una convenzione tra l’Anci e i consorzi di filiera che fanno capo al Conai, che a Caserta è, praticamente una sconosciuta. Questo danneggia pesantemente le casse degli enti locali e riempie le tasche di qualcuno. Presto vi diremo di chi

    Caserta – Ci sono storie per le quali è inutile fare preamboli e per le quali come si suol dire parlano i fatti. Che la gestione dei consorzi rifiuti a Caserta sia stato quello che è stato è una definizione che appartiene alla storia poco edificante di questa terra, ma, soprattutto alle carte giudiziarie che, in decine di inchieste cercano di ricostruire le trame in cui nel rapporto tra politica e poteri mafiosi o para mafiosi sono circolate cifre che nemmeno si riescono a scrivere per quanto sono ingenti.

    La storia che raccontiamo oggi non è datata. Appartiene al passato, ma purtroppo anche al presente e fa capire quali siano i motivi dello sfascio economico dei consorzi dei rifiuti casertani.

    Parleremo dei conferimenti dei rifiuti differenziati e precisamente della frazione multimateriale, che essendo multi abbraccia diverse categorie merceologiche e si sostanzia in una serie diversificata di rifiuti, ognuno dei quali deve, anzi dovrebbe avere una destinazione autonoma fino ad arrivare in un luogo che attui il suo recupero e il suo giusto riciclaggio.

     

    I COMUNI CHE FESSI!!!

     

    Partiamo dai fondamentali. La raccolta differenziata, la sua organizzazione, la sua pianificazione, le regole che la devono rendere funzionale a tutti i requisiti di legge è esclusiva competenza dei comuni. La mission della differenziata è tutelare l’ambiente attraverso il recupero della più grande quantità possibile di rifiuti e, contemporaneamente capitalizzare questo recupero attraverso il riciclaggio del materiale recuperato e la successiva vendita.

    In questo la frazione di multimateriale e, unitamente a tutti gli altri rifiuti recuperabili, dovrebbero rappresentare una sorta di miniera d’oro per gli enti comunali. Io raccolgo i rifiuti, li conferisco in alcune piattaforme specializzate che operano tecnicamente sulla massa dei rifiuti per separare le singole frazioni recuperabili in modo da avviarle al riciclo nel sistema dei consorzi pubblici di filiera, che fanno capo al Conai, che a sua volta ha sottoscritto l’accordo nazionale con l’Anci, l’associazione che riunisce i comuni italiani.

    Ebbene tutta quanta questa procedura, questo cammino verso quello che dovrebbe essere un vero e proprio Edorado, i comuni della provincia di Caserta non lo realizzano, anzi non hanno proprio coscienza, perchè sfido un sindaco solo a spiegare qualcosa da lui conosciuto relativo ai contenuti di questo accordo tra Conai ed Anci, e dei benefici economici che questo produce.

     

    QUEL CHILO DI CARTONE…

     

    A un comune della provincia di Caserta differenziare dai rifiuti un chilo di cartone, avviarlo al recupero e al successivo riciclaggio, secondo l’accordo Anci-Conai, che nello specifico vede coinvolto il Consorzio di Filiera Comieco, il quale si occupa di carta e cartone, dovrebbe produrre un introito economico di circa 10 centesimi di euro al chilo, che trasla il prezzo di 90 euro a tonnellata, pagata dal Comieco.

    Ebbene, quanti comuni possono dichiarare di avere incassato un centesimo da questa vendita? Dabbenaggine, sicuramente, ma qualcuno dentro al sistema ci marcia. Ed è proprio questo che vi racconteremo nella seconda puntata.

    Gianluigi Guarino

     

    PUBBLICATO IL: 30 ottobre 2012 ALLE ORE 15:52