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    L’inchiesta Esclusiva / Che maneggi tra piattaforme che trattano i rifiuti riciclabili e i delegati di sindaci asini che perdono milioni e milioni di euro. SECONDA PUNTATA


      Tutto la giostra si basa sulle analisi e sugli attestati di qualità dei rifiuti differenziati, conferiti in piattaforma. L’unico che ha capito tutto è il primo cittadino di Camigliano, Cenname, il quale, non a caso, non ha dato nè l’incarico esterno per la raccolta dei rifiuti, né conseguentemente la delega per il loro conferimento […]

    Nelle foto, da sinistra, il simbolo del Consorzio del vetro Coreve e il sindaco di Camigliano, Cenname

     

    Tutto la giostra si basa sulle analisi e sugli attestati di qualità dei rifiuti differenziati, conferiti in piattaforma. L’unico che ha capito tutto è il primo cittadino di Camigliano, Cenname, il quale, non a caso, non ha dato nè l’incarico esterno per la raccolta dei rifiuti, né conseguentemente la delega per il loro conferimento e per l’incasso. TRA QUALCHE GIORNO LA TERZA PUNTATA

    Caserta - La Bibbia è una sola: l’accordo tra l’associazione nazionale dei comuni d’Italia, conosciuta come Anci, e il Conai, Consorzio Nazionale Imballaggi. Da questo accordo ne discendono altri tra i comuni e i figlioletti del Conai, cioè, per la precisione Comieco (Carta e Cartone), Corepla (plastica), Coreve (vetro), Cial ( alluminio), Cna (acciaio), Rilegno ( naturalmente legno).

    Questi consorzi fanno parte di un elenco obbligatorio, che li rende terminali unici del conferimento di ogni singola aliquota o frazione merceologica e, fatto ancora più importante, sono gli unici deputati a pagare un corrispettivo in danaro per questo conferimento.

     

    LA SOLITA ITALIA: UN PROCEDIMENTO PERFETTO SULLA CARTA, TRADITO NELLA SOSTANZA

    Teoricamente, ci troviamo di fronte a una norma intelligente, che promuove, sulla carta un sistema perfetto: i comuni stimolano la raccolta differenziata e stimolandola aumentano le frazioni riciclate, incrementando le quali, aumenta anche la quantità che arriva a valle della filiera ai consorzi nazionali, con conseguente crescita degli introiti incassati dai comuni.

    E invece, come abbiamo già scritto nella prima puntata, di quattrini i comuni casertani ne hanno visti veramente pochi, prima di tutto per colpa loro. Pigrizia, dabbenaggine, incompetenza, incapacità di approfondire la conoscenza della materia. Molto più comodo dare una delega.

    E i delegati fanno come gli pare e piace, perchè loro a differenza dei sindaci la procedura se la sono studiata molto, ma molto bene, applicando i loro ingegni, molto spesso a percorsi di applicazione concretamente deviati.

    Soprattutto, hanno costruito e consolidato nel tempo un rapporto formidabilmente intenso e di reciproca soddisfazione con i titolari delle piattaforme, di cui abbiamo parlato ancora poco, dato che si tratta della stazione intermedia del percorso. Intermedia, ma cruciale, dato che la partita vera si gioca all’interno di queste piattaforme.

     

    LE DICHIARAZIONI SULLA QUALITA’, INGIUSTO POTERE DISCREZIONALE. DECIDONO TUTTO LE PIATTAFORME E I DELEGATI DEI SINDACI APPLAUDONO

    In questa seconda puntata della nostra inchiesta non facciamo camminare, come nella prima un chilo di cartone, ma quattro bottiglie di vetro, che pesano circa 4 kg.

    Il gestore del servizio della raccolta differenziata, per intenderci, nel capoluogo lo fa Caserta Ambiente, ad Aversa la Senesi, preleva le quattro bottiglie e le porta alla piattaforma convenzionata o con il Comune o, nel caso in cui il Comune faccia parte del Cub, con il Consorzio dei Rifiuti.

    E quali sono le piattaforme in provincia di Caserta? Sri di Antonio Diana, localizzata nella zona industriale di Gricignano D’Aversa; Di Gennaro che si trova tra Aversa e Carinaro; Campania Energia del dott. Napolano che si trova a Teano; la famosa Ilside, colpita anche da un grave incendio nell’ultima estate, ubicata a Trifilisco di Bellona. E poi, Langella che ha scelto l’amena contrada di Volla per installare i suoi impianti.

    Le quattro bottiglie arrivano e vengono pesate. Il peso rilevato viene annotato sul FIR che sta per formulario di identificazione rifiuti, il quale è nelle mani dell’autista che materialmente ha trasportato le 4 bottiglie.

    Se ci trovassimo in un luogo normale la partita dovrebbe essere terminata o quasi. Dalla piattaforma le 4 bottiglie dovrebbero essere portate in vetreria, per il riciclaggio e per il riutilizzo, sotto l’egida e il controllo del Coreve. E proprio il Coreve, contestualmente, registrerebbe l’identità del mittente delle 4 bottiglie corrispondendogli una cifra, che secondo l’accordo Anci-Conai-Coreve, ecc, stabilisce, che per il vetro riciclato, vengono corrisposti ai comuni 34 euro per ogni tonnellata di vetro. Dunque, per le 4 bottiglie del comune X della provincia di Caserta dovrebbe incassare 13,6 centesimi di euro. Mai visti nemmeno con il binocolo.

    Il pagamento, invece, dovrebbe essere un fatto inevitabile, ineluttabile, ma al contrario, è proprio qui che casca l’asino, anzi gli asini, perchè asini si dimostrano la maggior parte dei sindaci della provincia di Caserta. Per effetto della delega,autentica zappa sui piedi datasi dai comuni, tutto rimane dentro alla relazione tra delegato e piattaforma, e il delegato muove e determina tutte le azioni di conferimento del gestore del servizio, cioè dell’impresa che conferisce i rifiuti nelle piattaforme.

    Quei 34 euro a tonnellata, in questo circolo chiuso in cui i sindaci rimangono completamente tagliati fuori, diventano una chimera e vengono esponenzialmente abbassati, arrivando fino al livello miserabile di 7 – 8 euro a tonnellata ( ricordate, stiamo parlando sempre del vetro, ma l’operazione è la medesima, per acciaio, plastica e alluminio). E questo perchè? Perchè la piattaforma, sul materiale conferito, fa letteralmente i comodacci suoi in merito alla decisiva dichiarazione di qualità del rifiuto conferito.

    E questo accade, perchè la piattaforma, il delegato e il gestore del servizio sono diventati troppo amici. E come se avvenisse una sorta di transazione, dalla quale i comuni sono, sotterrando completamente il concetto giuridico di delega, tagliati, in realtà, completamente fuori.

     

    … E IL SINDACO DI CAMIGLIANO….

    Nei giorni scorsi ci ha scritto il sindaco di Camigliano, Cenname. Nella nostra risposta, volutamente, non siamo stati troppo espliciti, ma è chiaro che il buon Cenname ha capito tutto di questa giostra e, favorito dal fatto che il suo è un piccolo comune, in cui tutti i processi di raccolta e conferimento dei rifiuti sono più facilmente controllabili, non gli è venuto nemmeno lontanamente l’idea di delegare a chicchessia il rapporto con il Coreve o con i consorzi di filiera.

    Ciò vuol dire che il materiale riciclabile raccolto a Camigliano viene direttamente spedito in piattaforma. Lì viene pesato e se i vari Diana, Langella, Di Gennaro, Napolano, Ilside, si mettono a fare gli schizzinosi perchè la bottiglia è sporca di sugo o di vino, o ha ancora attaccata l’etichetta, Cenname è sempre pronto a sbattergli in faccia i contenuti della convenzione tra Anci e Conai, la quale, al contrario, nella trattativa da suk mediorientale che avviene tra piattaforma e delegato, senza lo straccio della presenza ispettiva, dei consorzio nazionali, scompare letteralmente, creando una condizione di illegalità latente.

    ANTEPRIMA DELLA TERZA PUNTATA: VI DIREMO QUANTI MILIONI DI EURO HANNO PERSO I COMUNI CASERTANI CON LE LORO STUPIDE DELEGHE

    Gianluigi Guarino

     

    PUBBLICATO IL: 8 novembre 2012 ALLE ORE 8:06