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    L’INCHIESTA ESCLUSIVA / AVERSA – Indovinate un pò a chi ha giovato il sabotaggio dei centri commerciali naturali? A Nicola Golia, a Coppola ed i loro amici. Ecco perchè


      Mentre l’amministrazione Ciaramella logorava mano mano, gradualmente, l’iniziativa dei commercianti del centro storico, tanti centri commerciali non naturali venivano aperti dentro locali, venduti a peso d’oro. E sull’identità del progettista della struttura camuffata da parcheggio ma con i negozi a pian terreno, non si può sbagliare: quello è un affare tra l’architetto coordinatore del […]

     

    Nelle foto, da sinistra, Nicola Golia, Luciano Luciani e Francesco Coppola

    Mentre l’amministrazione Ciaramella logorava mano mano, gradualmente, l’iniziativa dei commercianti del centro storico, tanti centri commerciali non naturali venivano aperti dentro locali, venduti a peso d’oro. E sull’identità del progettista della struttura camuffata da parcheggio ma con i negozi a pian terreno, non si può sbagliare: quello è un affare tra l’architetto coordinatore del Pdl e la Mirabella della famiglia di Don Cristofaro.

    Aversa – Per anni non è stato ben chiaro il perché un’amministrazione di centro destra, condotta da personaggi che a parole si dichiaravano vici al commercio Aversano,  ma che nei fatti ben lungi dal cautelarlo ha trascurato ed a volte ostacolato sia l’approvazione del SIAD sia la nascita e lo sviluppo dei Centri Commerciali Naturali.
    E così accadeva che si proclamava l’arrivo di finanziamenti per Centri Commerciali Naturali tramite i PIU’ EUROPA ma, di fatto, tale strumento veniva lasciato a marcire con il rischio concreto di perdere buona parte del finanziamento, e dall’altra venne affidata la stesura del Piano Commercio al solito e ben noto Pitocchi,  che al momento della bomba mediatica del probabile Centro Commerciale nella ex Texas, fu costretto a dimettersi.
    In quel preciso istante accaddeva però che qualcuno iniziava a voler vederci chiaro e sbirciare dietro la coltre di nubi e accaddeva che pressato da alcuni imprenditori locali, ci ricordiamo a memoria soprattutto Vittorio Scaringia in primis, veniva coinvolto un tecnico esterno per dar vita finalmente al siad (strumento d’intervento attività distributive – piano commercio).
    Il tecnico in questione, Domenico Marzaioli, si fece carico, a titolo gratuito, di tutto il lavoro di messa a punto dello strumento di programmazione comunale, mentre Ciaramella affermò di aver meso su una task force composta da dirigenti, tecnici e rappresentanti di categoria, di fatto mai entrata in azione se non per limitare l’enorme disponibilità che l’originario documento di genesi  pitocchiana dava alla media e grande distribuzione di aggredire la città!
    Senza andare nel particolare del tecnico aversano, massimo esperto di strumenti urbanistici capaci di aggirare i vincoli esistenti, il piano commercio arrivò in consiglio comunale e venne approvato. Ma non uscì dal condiglio così come vi era entrato. Vi furono realizzate alcuno operanzioncine di emendamento sopra e l’allora assore Verde, al cui mondo non erano certo estranei determinati, seppur legittimi interessi delle famigerate zone G, non si sottrasse affatto.

    Sempre l’assessore in questione, evidentemente pressato dall’alto, preferì non far concorrere Aversa al bando (Azione A) per il finanziamento dei Centri Commerciali Naturali, che prevedeva anche il finanziamento al comune fino a 700.000 euro a fondo perduto per infrastrutture di supporto.

     

    Quelli del CCN, però, non avevano ancora capito che il comune non aveva nessuna intenzione di assecondarli e vennero costituiti ben 2 Centri Commerciali Naturali ad Aversa, entrambi riuscirono ad accedere alla possibilità di finanziamento previste dal bando di cui sopra (mediante l’Azione B) ma vennero poi completamente ignorati dall’amministrazione che, proprio in quel periodo, dimostrò il massimo della sua insensibilità per le ragioni del decoro e della rivitalizzazione del centro storico. Proprio in quel centro storico in cui Scaringia aveva progettato e fatto avanzare l’idea del centro commerciale naturale “Il Basilisco”.
    Ma mentre avveniva questa azione di sostanziale sabotaggio dei centri commerciali naturali, altre occasioni si aprivano nel perimetro della città normanna, attraverso una cospicua compravendita di locali commerciali.

    A CHI GIOVA L’OMICIDIO DEI CENTRI COMMERCIALI NAURALI? NATURALMENTE, A NICOLA GOLIA ED I SUOI AMICI
    L’ex monastero di Sant’Agostino, su cui si abbatterono le cure non certe votate alla tutela e alla conservazione di un’impresa colllegata all’allora consigliere comunale, oggi assessore Elia Barbato,  fu trasformato in una dependance dell’adiacente, famoso megastore, di igienici ed arredi bagno, il cui proprietario aveva già pronto nel cassetto il progetto di un centro commerciale su due livelli con o senza l’annessione del glorioso Capannone.
    Vicino all’ospedale Moscati, intanto,  si assisteva alla nascita di una struttura camuffata da parcheggio ma con locali commerciali a pian terreno di proprietà della Mirabella srl di Coppola, il cui progettista è lo stesso dell’ex Texas, naturalmente stiamo parlando del “mitico” Nicola Golia.
    Ma con la fine del mandato dell’amministrazione uscente, il quadro dell’accerchiamento commerciale della città inizia a delinearsi concretamente ed ecco che spunta un ennesimo centro commerciale, nella zona dell’ IACP, di ben 5000 mq con 600 posti auto, IL QUADRIFOGLIO, gestito dalla MA.CO srl, società che ha sede nel palazzo Luciano, dove “Luciano” indica il cognome del consigliere comunale associatissimo e vicinissimo a Nicola Golia. La vendita degli spazi commerciali, al riguardo, è stata realizzata da persone di buona conoscenza di Luciano Luciani.  Nel palazzo, che inizialmente puntava a trasformarsi in galleria commerciale per poi cambiare rotta e, dopo aver visto spuntare degli splendidi marciapiedi attrezzati alle sue spalle, sono stati realizzati 3 garage che hanno visto la luce nei giorni precedenti al voto.
    “In questa città finchè ci sarò io non apriranno nuovi centri commerciali” tuonava l’ex sindaco Ciaramella incalzato dai rappresentanti del commercio locale.

    Le ultime parole famose.

    G. G.

    PUBBLICATO IL: 6 novembre 2012 ALLE ORE 13:29