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    L’INCHIESTA – Asi, l’accordo trasversale tra Romano, i Cappello, Pasquale Vitale e Ascierto è un ostacolo per l’inchiesta della Regione verso il commissariamento


          Ormai la situazione è fin troppo chiara. Presidente del Consiglio regionale del Pdl e segretario provinciale del Pd tengono in piedi la struttura degli sprechi, attestati non da Casertace, ma da autorevoli professionisti, cioè dai revisori dei Conti e dalla Corte dei Conti stessa. Nell’ultima parte del nostro articolo ci occupiamo delle […]

     

     

    Nelle foto, da sinistra, Piero Cappello, Filippo Fecondo, Giuseppe Ascierto

     

    Ormai la situazione è fin troppo chiara. Presidente del Consiglio regionale del Pdl e segretario provinciale del Pd tengono in piedi la struttura degli sprechi, attestati non da Casertace, ma da autorevoli professionisti, cioè dai revisori dei Conti e dalla Corte dei Conti stessa. Nell’ultima parte del nostro articolo ci occupiamo delle spese di rappresentanza relative all’anno 2011

    CASERTA - La santa alleanza tra il presidente del Consiglio regionale Paolo Romano, che sulla carta dovrebbe essere un esponente di spicco del Pdl e la famiglia Cappello, Pietro presidente dell’Asi, Enzo sindaco di Piedimonte, ma badate bene anche segretario provinciale, seppur avventizio del Pd casertano, rende difficoltosa un’equa evoluzione del sindacato ispettivo che l’assessore regionale alle Attività Produttive, Fulvio Martusciello sta realizzando proprio in questi giorni, dopo aver già ascoltato in audizione i revisori dei Conti dell’Asi e dopo aver letto le diverse raccomandazioni e riserve espresse dalla Corte dei Conti sulla gestione delle aree industriali della provincia di Caserta.

    I revisori hanno confermato e d’altronde non avrebbero potuto fare altro, ciò che hanno scritto di molto inquietante nelle loro relazioni pubblicate, per giunta, integralmente da Casertace.

    E’ un rapporto ormai datato quello tra Paolo Romano e la famiglia Cappello. Un rapporto nato per combattere un comune nemico: Carlo Sarro.  Uno che Romano ha sempre visto come il fumo negli occhi. A suo tempo all’accordo bipartisan per la gestione dell’Asi partecipò anche Nicola Cosentino, il quale propose il nome di Ascierto, ex presidente dell’Iacp di Caserta, già candidato alle elezioni regionali del 2000, dove fu battuto di pochi voti, proprio da Paolo Romano.

    In effetti Ascierto fu un’idea di Pasquale Vitale, l’uomo di tante faccende casertane, che per anni è vissuto all’ombra di Cosentino.

    Quando Cosentino è caduto in disgrazia, Pasquale Vitale si è associato, quasi per inerzia biologica, ad un altro a cui Cosentino ha dato tutto, ricevendo in cambio un tradimento politico e cioè a Paolo Romano.

    Pasquale Vitale ha rappresentato il punto di equilibrio dei rapporti tra Romano, la famiglia Cappello e anche Nicola Caputo, in un asse trasversale che ha ampiamente utilizzato il danaro pubblico dell’Asi per nutrire le proprie clientele politiche.

    L’Asi di Caserta, negli ultimi mesi è stata prodiga come mai di incarichi e prebende e, soprattutto, con buona pace delle relazioni dei revisori dei Conti ha continuato a distribuire gettoni e quattrini ai componenti delle commissioni, di cui saremmo curiosi di conoscere, possibilmente in versione originale e non apocrifa, il lavoro attraverso la lettura di una propria relazione.

    In poche parole se in tot anni, le commissioni hanno distribuito centinaia di migliaia di Euro in gettoni, ai loro componenti, tra cui si annovera anche Enzo Cappello, fratello del presidente Piero, bisognerebbe capire se questo investimento di denaro pubblico si sia tradotto in idee, indirizzi, contenuti innovativi.

    Ma questo difficilmente sarà possibile verificare.

    Mentre è possibile verificare ancora e lo faremo nei prossimi mesi nella nostra inchiesta sull’Asi che durerà tra le 200, 250 puntate, giusto quello che serve per prendere 200, 250 querele da quel simpaticone di Piero Cappello, le tonnellate di atti amministrativi di spesa prodotti dal comitato direttivo dell’Asi negli ultimi anni, oggi, martedì, ci dedichiamo ad una delibera apparentemente di routine. Si tratta della numero 19 del 18 gennaio 2012, naturalmente votata all’unanimità dai componenti del comitato direttivo.

    In questa delibera è contenuto il riepilogo delle somme garantite all’economo dell’Asi, l’ex sindaco di Marcianise, Filippo Fecondo, in più soluzioni nel corso di tutto l’anno 2011.

    Il totale, circa 21mila euro. Una cosa ci ha colpiti: l’ultimo rimborso, relativo alle spese realizzate tra il 13 e il 31 dicembre 2011. Santa Lucia che cade proprio il 13 dicembre ha dato ausilio ai nostri occhi stanchi: dei 2.306 euro del rimborso ben 1.437, dunque più del 60% sono stati utilizzati, come scritto testualmente nella delibera, per spese di rappresentanza.

    Ora, è anche vero che non necessariamente in ogni tranche dei rimborsi, il grado di incidenza percentuale delle spese di rappresentanza sarà stato sempre lo stesso, ma la tendenza è chiara. E si sa che le spese di rappresentanza, come ci hanno insegnato Sella e Rizzo, i due giornalisti del Corriere della Sera che hanno scoperchiato il pentolone delle ruberie e degli sprechi della spesa pubblica italiana, il più delle volte rappresentano uno spreco.

    Ma non c’è problema, dato che la nostra analisi al microscopio dei documenti e degli atti amministrativi dell’Asi di Caserta, ci consentirà presto di darvi informazioni precise anche su questi aspetti della gestione attuale.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 6 agosto 2013 ALLE ORE 12:33