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    Licenziato per ritorsione dalla Confservizi-Confesercenti, il giudice lo reintegra e condanna il datore di lavoro


      Ne dà notizia una nota della Cisl. Il giovane sarà anche risarcito per il danno biologico subito   CASERTA - Una recente decisione del giudice del lavoro presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha accolto la domanda di Orlando Tornusciolo, giovane casertano dipendente della società Confservizi, addetta alla gestione dei servizi contabili […]

     

    Ne dà notizia una nota della Cisl. Il giovane sarà anche risarcito per il danno biologico subito

     

    CASERTA - Una recente decisione del giudice del lavoro presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha accolto la domanda di Orlando Tornusciolo, giovane casertano dipendente della società Confservizi, addetta alla gestione dei servizi contabili della Confesercenti Caserta, dichiarando nullo il licenziamento irrogatogli e risarcibile il danno da mobbing.

    Il giuslavorista della CISL, l’avvocato Domenico Carozza, che ha assistito e rappresentato il lavoratore, ha ritenuto che dai fatti narratigli si configurasse il motivo ritorsivo e discriminatorio del recesso nonché l’intento persecutorio e vessatorio finalizzato all’espulsione del lavoratore dall’organizzazione.
    Il giudice ha accolto le tesi difensive concordando che il lavoratore era stato vittima di un progressivo demansionamento nonché di comportamenti diffamanti dei suoi superiori gerarchici e, infine, dell’esclusione dalle riunioni periodiche a cui erano chiamati a partecipare i suoi colleghi  sino al licenziamento giustificato con un’inesistente “eccessiva morbilità”.
    Vicissitudini, oltretutto, sorte allorquando sua madre, Giuseppina Gherardi, aveva evidenziato al Presidente dell’Associazione casertana per cui la società datrice di lavoro sua e del figlio effettuava la contabilità, gravi irregolarità nella destinazione dei fondi ricavandone, per tutta risposta, un licenziamento in tronco.
    Il giudice, benché la società non raggiungesse il requisito dimensionale previsto per l’applicabilità dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, considerati tutti questi elementi, ne ha affermato ugualmente l’applicazione poiché ha ritenuto che si trattasse di licenziamento ritorsivo e discriminatorio, nonché aggravato dal mobbing, elementi che la magistratura sammaritana non riconosce tanto frequentemente.
    Lo stesso giudice, inoltre, ha condannato la società al risarcimento del danno biologico constatando la sussistenza del nesso di causalità tra i fatti contestati da Tornusciolo e la sindrome ansioso depressiva a lui certificata dall’Ospedale Civile di Caserta.

    PUBBLICATO IL: 3 maggio 2013 ALLE ORE 12:08