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    Lettera misteriosa al boss Michele Zagaria: ecco come si riorganizza la camorra del clan dei Casalesi


      La Procura Antimafia lancia l’allarme: la sua cattura ha rappresentato un momento importante di disarticolazione, ma ci sono ancora energie criminali in grado di confermare una struttura federata delle famiglie che, pur contrapponendosi negli anni, sono state le protagoniste di stagioni cruente  e  segnate dal pieno controllo dei clan di molta parte dell’economia del […]

    Nella foto, l’arresto di Michele Zagaria

     

    La Procura Antimafia lancia l’allarme: la sua cattura ha rappresentato un momento importante di disarticolazione, ma ci sono ancora energie criminali in grado di confermare una struttura federata delle famiglie che, pur contrapponendosi negli anni, sono state le protagoniste di stagioni cruente  e  segnate dal pieno controllo dei clan di molta parte dell’economia del territorio.

    CASAPESENNA - La cattura di Michele Zagaria, il capo dei Casalesi avvenuta il 7 dicembre 2011, dopo aver individuato e smantellato un bunker nel cuore del suo feudo, a Casapesenna ”ad appena un anno dall’arresto di Antonio Iovine (altra figura apicale del predetto clan), ha fatto registrare, specie nell’immediatezza, reazioni particolarmente entusiastiche, tanto che -anche tra alcuni addetti ai lavori- si e’ fatta strada l’opinione secondo la quale il clan dei Casalesi con la cattura dell’ultimo vero capo sarebbe sostanzialmente venuto a cessare”, e cio’ ”si e’ detto pur in una prospettiva di perdurante attenzione verso il nuovo che inevitabilmente si sta gia’ sedimentando”. E’ quanto si legge nella relazione della Direzione nazionale antimafia, riferita al periodo luglio 2011-giugno 2012.

    La Dna sottolinea che ”la fine della latitanza di Zagaria assume un significato di straordinario rilievo e costituisce un evento importantissimo anche per cio’ che concerne la definizione attuale e futura dei complessivi assetti criminali” ma ”non sembra pero’ che ad essa debba ascriversi addirittura la fine del clan dei Casalesi per come lo abbiamo conosciuto almeno negli ultimi venti anni’‘.

    Probabilmente -fa notare la Relazione- una sorta di avvertimento in tal senso puo’ rintracciarsi in un inquietante dattiloscritto anonimo inviato allo stesso Zagaria’‘ quando era gia’ detenuto a Novara, in regime differenziato, ‘‘il cui contenuto -dopo qualche tempo- e’ stato comunque divulgato anche dalla stampa”. In quella ”strana missiva” c’e’ ”probabilmente l’indicazione della volonta’ di mantenere inalterato l’assetto organizzativo di tipo federale, costruito intorno alle famiglie che l’avevano realizzato, le quali negli anni hanno comunque attraversato momenti di contrapposizione e talvolta di crisi

    PUBBLICATO IL: 24 gennaio 2013 ALLE ORE 15:35