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    LETTERA DI CAPODANNO / Caserta – Scomparse le campane per il vetro. Ma il nostro lettore si metta l'anima in pace


    Ci scrive l’avvocato Carozza, al quale, diciamo, di mettersi l’anima in pace, dato che questa è una terra in cui la società civile, al di là di qualche espressione autoreferenziale ed elitaria, non esiste, è incosciente di sé e del proprio ruolo. E questo, determina, automaticamente, la classe dirigente che ci ritroviamo. Si giunge quasi […]

    Ci scrive l’avvocato Carozza, al quale, diciamo, di mettersi l’anima in pace, dato che questa è una terra in cui la società civile, al di là di qualche espressione autoreferenziale ed elitaria, non esiste, è incosciente di sé e del proprio ruolo. E questo, determina, automaticamente, la classe dirigente che ci ritroviamo.

    Si giunge quasi al risibile, se non fossimo dinanzi ad un comportamento scorretto nei confronti dei cittadini di Caserta e che sfocia nell’illegalità, considerato che l’Amministrazione comunale e la società Caserta Ambiente dovrebbero adattare i loro comportamenti ai principi di economicità, buona amministrazione e trasparenza.

    Da molti mesi oramai, e senza alcun preavviso né giustificazione, sono stati eliminati da Caserta i cassonetti per le varie raccolte, in particolare quella del vetro.

    Premesso che non credo ai soliti e oramai stantii richiami alla camorra e alla crisi, termini spesso usati da alcuni “politici” o “imprenditori” per nascondere le loro negligenze, imperizie o imprudenze e, quindi, colpe di non saper o voler gestire, i primi, la macchina amministrativa e, i secondi, le imprese secondo la disciplina legale, restano le vere ragioni che la città aspetta di conoscere e che con un piccolo gesto di responsabilità – se sono tranquilli e sereni nelle loro responsabilità – questi signori possono provare già da domani con documenti e fatti concreti.

    Allo stato, per quanto riguarda noi cittadini, credo che la dignità civica non consenta di rassegnarsi al ruolo di stupidi, ingenui e vittime sacrificali delle colpe (speriamo non si tratti di dolo) altrui e, quindi, penso che la reazione più proficua sia quella di rivolgersi agli organi di stampa e della televisione per denunciare i singoli disagi causati dalla eliminazione dei cassonetti nonché alle associazioni di tutela di cittadini e consumatori, ed ai loro esperti, per chiedere, ai responsabili politici e alla società Caserta Ambiente i danni patrimoniali e non patrimoniali di questa intollerabile condotta, e alla Procura della Repubblica che venga sgombrato il campo da eventuali e non auspicabili manovre illecite.

    Avvocato Domenico Carozza

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    La replica di Casertace

    L’avvocato Carozza si richiama a principi troppo importanti e discriminanti nella definizione di una buona società, avveduta e consapevole di sé stessa e del suo ruolo di ordinatrice della pubblica amministrazione, attraverso gli strumenti del consenso e della interazione delle idee, tessuto vivo della democrazia.

    Gentile avvocato Carozza, se la pubblica opinione, se l’informazione di questa città e di questa provincia, interpretasse un decimo di quello che li descrive come forma ideale di ruolo e responsabilità di un ortodosso tessuto sociale, non ci troveremmo certo con i politici che ci troviamo, non ci troveremmo certo nella condizione di girare due ore in auto per sversare quattro bottiglie di vetro e di non trovare più lo straccio di una campan, scomparse tutte dalla città.

    Lei, freddamente, e reazionalmente, chiede una risposta all’amministrazione comunale di Caserta e a Caserta ambiente.

    Beh, guardi la risposta che l’amministrazione comunale e Caserta Ambiente hanno dato, non a nostre parole, non ad opinioni espresse da Casertace, ma ad immagini video, che dimostravano inoppugnabilmente, la scorretteza di alcuni dipendenti di Caserta Ambiente, che buttavano nello stesso cassone carta, cartone, indifferenziato, multimateriale ed umido.

    Da quella risposta, arrogante, sfrontata, proterva e, nel senso letterle del termine, volutamente ignorante, lei capirà che qui a Caserta non c’è spazio per un serio confronto tra la società civile e le agenzie istituzionali. Anzi, quei più che altrove, èè ancor meno di un espediente retorico di stampo farisaico, la contraopposizione tran la cosiddetta società civile e la cosiddetta casta della politica. Qui, il marcio è un’tutt’uno e i rappresentanti sono i degni commpari dei rappresentati.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 1 gennaio 2013 ALLE ORE 15:45