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    L'EDITORIALE / LA CAMORRA, le onoranze funebri di MONDRAGONE e l'anticamorra alle vongole di Schiappa, Zannini, Cennami, Federico e Mario Fusco


      La vicenda di Eden ha rappresentato un punto di sostanza e di onore della linea editoriale di Casertace nell’ultimo mese. Ma come al solito questa vicenda sconcertante si consuma nel silenzio e nell’inazione della prefettura e di coloro che dovrebbero svolgere, da consiglieri di opposizione, un’azione di controllo   Data la delicatezza della questione, […]

    Nelle foto, da sinistra, Giovanni Zannini, Giovanni Schiappa, Achille Cennami, Mario Fusco e Camillo Federico

     

    La vicenda di Eden ha rappresentato un punto di sostanza e di onore della linea editoriale di Casertace nell’ultimo mese. Ma come al solito questa vicenda sconcertante si consuma nel silenzio e nell’inazione della prefettura e di coloro che dovrebbero svolgere, da consiglieri di opposizione, un’azione di controllo

     

    Data la delicatezza della questione, è opportuno che noi di Casertace, completiamo i concetti già espressi più volte nei giorni scorsi sulla vicenda relativa al rapporto tra l’amministrazione comunale di Mondragone e l’impresa di onoranze funebri Eden.

    E’ utile ribadire e precisare la natura e il contenuto del concetto da noi espresso: Eden, 20 giorni fa era un’impresa di cui si parlava direttamente in un processo di camorra. Una pubblica accusa contestava al signor Michele Pagliaro di aver creato, a Mondragone, proprio a favore di Eden, un monopolio illegale.

    Pagliaro si batteva per il suo obiettivo, con gli strumenti tipici di quel sodalizio criminale.

    Cosa è cambiato negli ultimi 15 giorni? Davanti ai nostri occhi garantisti e liberali, sostanzialmente nulla. E’ arrivata, però, una sentenza, in cui un giudice di primo grado ha condannato Pagliaro a 2 anni e 8 mesi per aver affermato un monopolio illegale, con tanto di aggravamento ex articolo 7, in quanto questa affermazione del monopolio avrebbe favorito la camorra.

    Questo afferma la sentenza, che essendo una sentenza di primo grado, non sancisce certo che Pagliaro è definitivamente colpevole, men che meno che l’Eden sia un’impresa vicina alla camorra.

    Ma al signor Schiappa, sindaco di Mondragone, abbiamo ripetuto, invano, che la gestione, l’esercizio di un potere amministrativo non può collegare i suoi atti all’identità di quelli che sono espressi dentro ad un procedimento penale. Esiste un profilo nell’azione di un governante che un giudice penale non ha alcuna necessità di applicare a sua volta, anzi, è un profilo che un giudice non deve affatto considerare. E’ il profilo dell’opportunità.

    Ma la necessità di applicare un profilo di opportunità, da parte del pubblico amministratore, valeva quando Pagliaro non era stato ancora condannato, vale, a maggior ragione e in una condizione di accresciuta urgenza, nel momento in cui un tribunale della Repubblica ha riconosciuto la colpevolezza di Pagliaro e il fatto che Pagliaro è colpevole in quanto ha voluto affermare il monopolio di Eden.

    Proprio su quel terreno dell’opportunità amministrativa, il sindaco Schiappa dovrebbe congelare ogni rapporto con la Eden fino a quando la sentenza definitiva di terzo grado ci dirà quale fosse la natura della presenza sul territorio di questa impresa di onoranze funebri, fornitrice di servizi al Comune di Mondragone.

    E questo è ciò che  avevamo già detto e abbiamo, oggi, ribadito a Schiappa.

    Per lo stesso motivo, per il valore di una legislazione che raccomanda i titolari di atti e funzioni amministrative di porre in essere tutte le forme di prevenzione possibile ed immaginabili, per prevenire le infiltrazioni criminali, fa molto male la prefettura di Caserta a non porsi il problema di un rapporto che ancora oggi esiste tra il Comune di Mondragone e l’impresa Eden. Un rapporto che è stato addirittura rafforzato e consolidato nell’ottobre scorso con l’aumento della cifra appostata a favore di Eden, per il servizio di trasporto delle salme al cimitero.

    Ultimo passaggio dedicato alle opposizioni chiacchierologiche di Mondragone. Come mai, cari Zannini, Federico, Cennami, Fusco, come mai, pur avendone il potere e la possibilità non avete presentato uno straccio di interrogazione consiliare su questa vicenda?

    La verità è che vi riempite la bocca delle parole vane dell’anticamorrismo di professione, ma quando dovete tirare fuori le palle, varcando il discrimine tra quella che è anticamorra bla bla e quella che è l’anticamorra concreta, quella della testimonianza autentica, del rischio, ve la fate addosso. Ve lo dice uno dei pochi, che in questa provincia l’anticamorra la fa sul serio. Senza se, senza ma e senza considerarla uno strumento di affermazione economica, politica, professionale, come invece hanno fatto e fanno in tanti, al punto di aver trasformato, come abbiamo detto in diverse altre occasioni, l’anticamorra nell’indotto meglio riuscito della camorra militare, politica e ugualmente professionale che ha dettato legge per decenni in questa provincia.

    Gianluigi Guarino

     

    PUBBLICATO IL: 4 marzo 2013 ALLE ORE 11:55