Commenti recenti

    CERCA ARTICOLI PER MESE

    Categorie

    L’EDITORIALE. Le elezioni di CASTEL VOLTURNO. A volte ritornano: Scalzone e Luise in ginocchio da Del Gaudio per il simbolo del partito. “Poi dice che uno si butta a sinistra…”.


    La decisione deve passare per l'ufficio di presidenza del partito. La responsabilità politica che pesa su Alfano sulla possibile alleanza con Giancotti e Scalzone. L'improponibilità politica della candidatura di Cesare Diana. I mea culpa della sinistra, ma l'interrogazione della Capacchione è valida per il contesto cittadino

     

    di Massimiliano Ive

    Gli esponenti politici del litorale credono che uscendo dai territori di Castel Volturno o di Mondragone, dove abbiamo fissato numerosi sismografi e installate parecchie antenne territoriali, riescono a sfuggire, poi, ai satelliti di Casertace piazzati nel Capoluogo.

    Purtroppo per loro, dopo “due minuti”, si fa per dire, dal loro passaggio in città a Caserta, la nostra redazione era al corrente della scenetta consumatasi in piazza Vanvitelli, sotto a palazzo Castropignano, sede del Comune, che vede quali protagonisti l’ex assessore Sergio Luise e l’ex sindaco di Castel Volturno, Antonio Scalzone.

    LO STOP A LUISE E SCALZONE – Direte voi cosa ci facevano a Caserta? Intendevano chiedere la titolarità del simbolo del partito, quello di Forza Italia, al sindaco Pio Del Gaudio, uomo di riferimento del nuovo coordinamento azzurro. Ma i questuanti di Del Gaudio, spinti forse dallo spirito d’iniziativa di Pasquale Giuliano, sono stati fermati sull’uscio e qualcuno nel partito di Berlusconi ha palesato la necessità che ogni decisione, in questa fase di guerre intestine e schiaffoni tra l’area cosentiniana e quella di Luigi Cesaro, debba prima essere valutata dall’Ufficio di Presidenza…

    IL PUNTO SULLA SITUAZIONE POLITICA DI CASTEL VOLTURNO – Lasciamo stare la scenetta casertana di Sergio e Tonino, e veniamo alle questioni castellane, in quanto è giunto il momento di assumere una linea editoriale concreta sulle elezioni di Castel Volturno, al fine di essere chiari con tutti, anche di fronte alla scenetta vanvitelliana.

    Il centro destra di Castel Volturno si presenta in questa campagna elettorale con due proposte, quella di Cesare Diana e quella di Emilio Alfano, appoggiato da Luise.

    Nel pieno rispetto della persona dal punto di vista umano risulta alquanto improponibile, a nostro avviso, la candidatura di Cesare Diana per due semplici motivi:

    1) perchè è un chiaro riferimento politico di una fazione di azzurrini e di partiti satelliti che si ispirano ad un sistema politico liternese (di Villa Literno) che trae forza da quell’elettorato radicato nell’area di via Porchiera e del Villaggio Coppola. Lo stiamo scrivendo da tempo ed è chiaro il riferimento a quella frangia che fa capo all’assessore vicaiolo Francesco Zaccariello (anche se la posizione di quest’ultimo è abbastanza ambigua) e alla liternese  trapiantata a Caserta, Teresa Ucciero , per non parlare anche del gruppo di Fratelli d’Italia Castel Volturno, diretto da Flavio Iovene benedetto da esponenti politici liternesi.

    2) perchè Cesare Diana con tutto il rispetto, ha espresso dei sorprendenti limiti culturali che lo proiettano come una figura associabile a quella di un sindaco degli 80 e degli anni 90, epoche, in cui, in queste zone quel che contava non era la conoscenza intesa come un minimo di cultura generale e del mondo, ma la conoscenza intesa come oliato meccanismo di poteri e di relazioni tra poteri economici, politici e quant’altro, unico motore deviato e bacato della vita quotidiana.

    IL CASO LUISE-ALFANO E LA VECCHIA CLASSE POLITICA DI CASTEL VOLTURNO – Se da un lato Cesare Diana ha i suoi limiti politico-culturali, sull’altro fronte, quello di Sergio Luise ed Emilio Alfano, non è che possiamo esprimerci positivamente.  Appare chiaro che all’orizzonte non sussiste nulla di nuovo. Emilio Alfano deve fare i conti con l’asse che ha sorretto Forza Italia per anni, quella cioè di Antonio Scalzone e Domenico Giancotti.

    Scalzone, che fino a prova contraria, e al verdetto dei giudici della Corte di Cassazione è un innocente; nonostante un rinvio a giudizio in un processo di camorra, intende ancora dire la sua sul futuro politico di Forza Italia a Castel Volturno, anche se va sbandierando la sua non candidatura.

    Per quanto concerne Domenico Giancotti, anche se alcune voci sostengono che non sarà in lista alle prossime elezioni, sembra essere un buon alleato di Luise, quindi di Emilio Alfano, nonostante il chiacchiericcio e le dichiarazioni rese in alcuni processi di camorra  dai pentiti di camorra, che hanno riguardato proprio la gestione dell’emergenza rifiuti a Castel Volturno. Ovviamente, anche per lui, fino a prova contraria risulta essere un innocente e può di fatto candidarsi.

    Per entrambi i casi, comunque, Alfano dovrà assumersi una grande responsabilità politica, connotata da un rischio  che non può assolutamente essere paragonato al cosiddetto rischio d’impresa: in gioco c’è il futuro della città… e le istituzioni di controllo se dovessero intravedere qualche ombra non ci penseranno a sciogliere nuovamente il consiglio comunale.

    Ammettiamo e convinciamoci pure che le esternazioni dei pentiti siano false e pretestuose, ma la città, il futuro di Castel Volturno, può essere messo in discussione dal verdetto di un processo di camorra o da chiarimenti istituzionali ancora in corso, visto che qualcuno sembra non avere alcuna intenzione a chiarire prima le questioni giudiziarie?

    LA CONSISTENZA DELLA PRESA DI POSIZIONE DELLA SENATRICE ROSARIA CAPACCHIONE – Quell’interrogazione parlamentare sul caso Castel Volturno della senatrice Capacchione, di fronte alle scenette politiche locali, può essere pure considerata di parte, o piovuta dal cielo, in un momento in cui la città intende e vuole tornare alle urne per fare una scelta politica sul suo futuro… E’ forte il sentore politico di un suo interessamento al caso Castel Volturno teso a rafforzare la componente di sinistra che sostiene la candidatura di Dimitri Russo, che di fronte ai sistemi politici Diana e Alfano, appare nuovamente soccombente.

    Certamente, rispetto ai casi enunciati dalla Capacchione, non possiamo, come colleghi giornalisti e come testimoni della storia politica degli ultimi 20 anni, che sostenere la sua posizione anche perchè di fronte all’appantanato scenario politico, che, dopo due anni di scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche, è caratterizzato ancora da personaggi del passato, abbiamo il dovere di chiedere trasparenza nelle scelte territoriali. Non possiamo non chiederci se in città ci sono le condizioni ideali per tornare al voto. Di fronte a queste premesse, a nostro avviso Castel Volturno non può tornare alle urne!

    La sinistra in città ha l’obbligo e il dovere di farsi perdonare, nel contempo, la sindacatura Francesco Nuzzo, e qualche scellerata gestione della Res Publica riguardo le variopinte e improponibili politiche sull’immigrazione, su una difesa poco costruttiva del territorio e sulle sceneggiate poco consistenti e concrete dei farisei e di qualche falso profeta dell’anticamorra e della legalità; ma rispetto alle proposte di Alfano e a quelle di Diana, la candidatura di Dimitri Russo è quella che appare più nuova e più chiara, anche se il rampollo del Pd intende ripartire da una gestione politica del passato: quella di Mario Luise.

    CONCLUSIONI - Non vogliamo minimamente indirizzare a votare un candidato piuttosto che un altro, ma innanzi al poco idilliaco quadretto politico del centro destra, possiamo concludere questo nostro intervento giornalistico sulle elezioni di Castel Volturno, con la famosa battuta di Totò: “Poi dice che uno si butta a sinistra…

    DianaLuiseGiancottiAlfanoTotòCapacchioneNuzzoScalzoneRusso

    Nelle foto, da sinistra, Cesare Diana, Sergio Luise, Domenico Giancotti, Emilio Alfano, Totò, Rosaria Capacchione, Francesco Nuzzo, Antonio Scalzone, Dimitri Russo

     

     

     

     

     

    PUBBLICATO IL: 25 marzo 2014 ALLE ORE 12:18