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    L’editoriale / Commerciante di via Roma ad Aversa massacra di botte ambulante abusivo. Condanna, ma per favore niente fregnacce sul razzismo


    L’episodio di cronaca ci è segnalato da un nostro lettore che ci fornisce l’occasione per formulare qualche osservazione e considerazione, naturalmente di stampo liberale. Il vero dramma è che l’asticella della concorrenza si è spostata ad un livello infimamente basso Aversa –  Spesso sentiamo parlare di accadimenti che non pensiamo possano riguardarci in prima persona, […]

    Nella foto, via Roma, ad Aversa, teatro del pestaggio

    L’episodio di cronaca ci è segnalato da un nostro lettore che ci fornisce l’occasione per formulare qualche osservazione e considerazione, naturalmente di stampo liberale. Il vero dramma è che l’asticella della concorrenza si è spostata ad un livello infimamente basso

    Aversa –  Spesso sentiamo parlare di accadimenti che non pensiamo possano riguardarci in prima persona, ma dopo quello che è successo sabato scorso, non la penso più così.
    Passeggiando per via Roma , d’improvviso mi son trovato davanti ai piedi un venditore ambulante di ombrelli, letteralmente scaraventato a calci e pugni da un negozio ubicato proprio ad un passo.
    Sarà anche stato ossessivo o petulante l’ambulante, ma non penso che in una società civile quando si diventa scoccianti si debba esser presi a pugni! Intervenendo per tentare di sedare l’aggressore, sono stato  apostrofato in mille e mille modi, visto il mio interesse per un “semplice Marocchino” (per utilizzare le testuali parole del “picchia duro”).
    Letteralmente allibito per l’evento, sono rimasto ancora più attonito per il poi.
    Trovando ad un posto di blocco la Polizia, mi sono avvicinato e ho denunciato l’accaduto, credendo che almeno loro potessero intervenire. La poliziotta mi ha letteralmente liquidato, dicendomi che non potevo denunciare l’accaduto e loro non potevano fare nulla.

    Donatello Ferrandino

    IL COMMENTO DI CASERTACE- Episodio da condannare. Ma non basta, dato che la semplice condanna costituirebbe un atto retorico, rituale e assolutamente spurio. Comunque, insufficiente a chiudere la partita valutativa rispetto alla complessità di un problema che richia di diventare epocale. Mai violenza. Perchè la violenza non risolve nulla. Ma se la violenza è frutto di un impulso, di esasperazione, se l’impulso bestiale e violento, è l’effetto finale di una pentola tracimante di problemi, che materializzano livori, trasformandoli in incontenibile aggressività, allora va capito perchè succedono episodi come questi, va registrato non solo l’effetto, ma va analizzato, almeno in parte, la causa, come ci indica la dirittura morale che solo l’onestà intellettuale di un vero liberale può disegnare.

    I diseredati che popolano i centri urbani delle città italiane vanno accettati a prescindere, se non si vuol negare il fondamento della civiltà incardinata negli alti valori che si sono formati nel cammino e nella maturazione della storia dell’uomo.  Ma è chiaro che bisogna andarci molto cauti prima di puntare il dito e prima di declinare il solito, trito alfabeto della società egoista, razzista e intollerante.

    E’ chiaro che il moltiplicarsi dei venditori ambulanti, i quali sono, per lo più degli irregolari e che quindi non sono sottoposti a nessun tipo di controllo fiscale e a nessun tipo di procedura abilitatante della loro attività, provoca un incremento delle tensioni da parte di chi, invece, appartiene alla platea dei tartassati.

    E se questo fenomeno poteva essere contenuto nel perimetro di un pur complicato quieto vivere, prima della dirompente crisi economica che stiamo vivendo, oggi è diventato una miccia innescata, dato che il reddito degli imprenditori commerciali è in esponenziale decremento. Un decremento inversamente proporzionale all’incremento dei controlli e della pressione che lo Stato attua per ridurre al minimo evasioni ed elusioni fiscali.

    Questo va riconosciuto, evitando la facile osservazione, provenienti da certi mondi che ancora oggi ritengono che l’iniziativa privata sia peccato mortale, non perchè o non solo perchè i commercianti sono più controllati e pagano più tasse, che vanno ad erodere il loro reddito disponibile, ma perchè la crisi c’è ed esiste nei numeri raccapriccianti dei grandi indicatori macro economici, che determinano tutta la micro economia a partire dai consumi.

    Un commerciante che contempla il suo negozio vuoto, che fa i conti ogni giorno con gli sguardi preoccupati, spesso attoniti dei suoi giovani commessi e delle sue giovani commesse, ci sta anche che gli girano i “maroni”, vedendo uno, sia esso marocchino, tunisino, finlandese, nigeriano, italiano, svizzero, sammarinese che vende ombrelli cinesi, magari importati illegalmente, senza emettere uno scontrino e senza alcuna procedura di contabilizzazione della transazione.

    L’episodio di via Roma ad Aversa è emblematico perchè sposta significativamente l’asticella e determina il punto discriminante della rottura dell’equilibrio sociale a un livello molto più basso. Fino a due anni fa, infatti, uno che vendeva gli ombrelli davanti ad un negozio veniva tollerato, in qualche occasione addirittura rifocillato, o comunque allontanato magari con un regalino di 5,10 euro. In poche parole, al di là della sensibilità antropologica del titolare del negozio, davanti al quale l’ambulante abusivo si posizionava, nella meccanica dei rapporti tra i due soggetti non subentrava mai l’elemento della concorrenza, in quel caso patentemente sleale.

    L’episodio di Aversa è un segno dei tempi: l’ambulante marocchino è visto dal commerciante italiano regolare non più come un povero cristo o, con spregevole considerazione atropologica “un negro di merda”, ma è visto come un concorrente. Ed è questo il dramma ancor più grande dell’episodio di violenza, che pur va condannato. Non è il povero cristo ad essere cresciuto a tal punto da diventare un concorrente di un negozio commerciale; è il negozio commerciale ad essere precipitato tanto in basso da raggiungere il rango di concorrente dall’ambulante abusivo.

    Questa è una valutazione seria. Tutto il resto sono parole inutili.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 2 novembre 2012 ALLE ORE 11:50