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    L’EDITORIALE ALLUVIONE A CASTEL VOLTURNO – Gli evacuati per due notti hanno dormito nell’aula consiliare… Immagine del fallimento di una politica “stracciona” e di una comunità inesistente


      Ancora oggi, effettuando un giro di interviste ai politici della città rivierasca non ci sanno confermare cosa esattamente prevede il piano di evacuazione della città. La domanda la giriamo al commissario prefettizio Contarino. Nel contempo, mentre montano le polemiche sull’applicazione del metodo Augustus, tecnici e vigili sono impegnati a verificare e risolvere i problemi […]

     

    Ancora oggi, effettuando un giro di interviste ai politici della città rivierasca non ci sanno confermare cosa esattamente prevede il piano di evacuazione della città. La domanda la giriamo al commissario prefettizio Contarino. Nel contempo, mentre montano le polemiche sull’applicazione del metodo Augustus, tecnici e vigili sono impegnati a verificare e risolvere i problemi che sussistono ancora alle pompe di sollevamento

     

    di Massimiliano Ive

     

    Mentre scriviamo, si sta tentando di verificare la funzionalità delle pompe dell’impianto fognario di Destra Volturno, al fine di consentire il deflusso delle acque che hanno inondato la periferia nord di Castel Volturno. Dal comune della cittadina litoranea ci hanno comunicato infatti che tecnici e vigili urbani sono al lavoro per cercare di riportare alla normalità una situazione che è stata realmente d’emergenza.

    Ci sono ancora problemi per quanto concerne la corrente elettrica e il deflusso dell’acqua, ma nel contempo stiamo intervenendo per tentare di consentire agli evacuati di tornare a casa. Poi mediante il servizio del Ristorante La Tortuga di Tonino Del Sole sono stati concessi pasti caldi“.

    Stiamo scrivendo di quelle 25 persone, tra cui 9 bambini che hanno dovuto abbandonare le proprie case…, por poi soggiornare per due notti nella sala consiliare del Comune di Castel Volturno. Quando ieri, avevamo lanciato questa notizia abbiamo percepito una stretta al cuore…. Oggi, però abbiamo deciso di fare il punto della situazione, in quanto al di là delle polemiche dei politici e dei leader delle associazioni locali ci ritroviamo di fronte ad una situazione che rappresenta il becero, mortificante e degradante traguardo raggiunto dall’immagine  territoriale di un paese che propone storie che fanno invidia a quelle raccontate nel romanzo de “I Miserabili” di Victor Hugo.

    Castel Volturno è diventato per sua sfortuna un paese di “accampati”, sia dal punto di vista istituzionale, sia dal punto di vista della collettività locale. Non sappiamo a questo punto se la decisione assunta di fare alloggiare nella sala consiliare per due notti gli evacuati sia un provvedimento disciplinato da un piano di evacuazione comunale che a sua volta tiene conto del metodo Augustus ( uno strumento di riferimento per la pianificazione nel campo delle emergenze utilizzato dal Dipartimento della Protezione Civile della Repubblica Italiana, progettato nel 1996 da una commissione bilaterale italiana composta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri-Ministero dell’Interno e mutuato dalla nota metodologia utilizzata dalla statunitense FeMa), oppure sia stata dettata dalla necessità del momento, senza ricorrere quindi alle strutture alberghiere di Castel Volturno o a strutture pubbliche comunali che sono certamente migliori dell’aula consiliare della cittadina litoranea dal punto di vista dell’immagine da proporre all’esterno.

    E’ vero che la Casa comunale è la casa di tutti, ma è pur vero che adagiare gli evacuati in tale luogo della rappresentanza politica cittadina è stato un autentico schiaffo, pardon il colpo di grazia ad un’immagine territoriale irrimediabilmente compromessa.

    Forse alla fine possiamo considera tale vicenda come il fallimento di quella politica “stracciona”, che merita quanto accaduto, anche se a scapito di chi è stato vittima dell’alluvione. Dicevamo politica “stracciona” che condiziona la ripresa di un territorio e che ancora oggi propone la discesa in campo di soggetti che pur essendo attenzionati dalla magistratura si fanno notare in piazza per mettersi in mostra.

    Forse, ribadiamo, alla fine è il risultato di una serie di variabili e di conseguenze determinate da scelte quarantennali della cittadinanza locale…

    Forse alla fine rappresenta un monito proprio a chi si è improvvisato politicamente nel gestire la Res Publica in un territorio bellissimo, ma fragile, perchè ubicato lungo una fascia costiera caratterizzata un tempo da paludi generate dal Volturno.

    Ci domandiamo pertanto se è stato un bene o un male quanto accaduto e anche in questo caso abbiamo compreso che in loco manca quel senso di comunità… Se lo Stato e il Comune non riescono a dare un alloggio migliore dell’aula consiliare a quegli evacuati, perchè le associazioni locali e i partiti, invece di fare polemiche non hanno deciso volontariamente di presentarsi al cospetto del commissario prefettizio e delle autorità preposte per concedere un riparo gratuitamente, un ostello sicuro a persone che pur vivendo in una realtà abbandonata come Destra Volturno, fanno parte della comunità – famiglia di Castel Volturno?

    Direte voi, non è previsto! Ma sarebbe già stato un segnale positivo di cambiamento che va al di là dei proclami da campagna elettorale. Bastava semplicemente proporlo anche incassando un diniego.

    Una domanda, poi la rivolgiamo pubblicamente al commissario Contarino e ai suoi collaboratori: Cosa prevede il piano di evacuazione per Castel Volturno?

     

    Alluvione a Destra Volturno e dintorni

     

     

     

     

     

     

    PUBBLICATO IL: 23 gennaio 2014 ALLE ORE 12:23