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    LE PRESUNTE RUBERIE DEI CONSORZI RIFIUTI/ Venivano costituite ad hoc imprese di vigilanza che dopo tre mesi beccavano appalti milionari dall’ACSA. Altri indagati


        Ancora una volta la contestazione è relativa ai reati di abuso d’ufficio, falso ideologico e truffa, realizzati, secondo l’ipotesi di reato formulata dai Pm, dall’ex funzionario Antonio Limatola e da Michelangelo De Rosa, di San Nicola la Strada, titolare della GSS security.   CASERTA – Continuiamo il nostro viaggio nel mondo delle agenzie […]

     

    Rifiuti e discarica

     

    Ancora una volta la contestazione è relativa ai reati di abuso d’ufficio, falso ideologico e truffa, realizzati, secondo l’ipotesi di reato formulata dai Pm, dall’ex funzionario Antonio Limatola e da Michelangelo De Rosa, di San Nicola la Strada, titolare della GSS security.

     

    CASERTA – Continuiamo il nostro viaggio nel mondo delle agenzie di security, per quanto riguardo il loro rapporto con i consorzi dei rifiuti nella provincia di Caserta.

    Questa volta, nelle informazioni di garanzia, relative alla maxi indagine sulle presunte ruberie del CUB e dei sui predecessori d’ambito, condotta dai pubblici ministeri Silvio Marco Guarriello e Antonella Cantiello, la vicenda è targata 2007 e fanno riferimento ai rapporti tra il Consorzio ACSA CE3, che affasciava i comuni di Caserta e quelli vicini,  e la Global Security Service (GSS).

    Gli indagati sono Antonio Limatola, ex direttore generale dell’ACSA CE3 e Michelangelo De Rosa, residente a S.Nicola la Strada, amministratore delegato della GSS, accusati di falso ideologico, truffa e abuso d’ufficio.

    Per i due Pm Antonio Limatola avrebbe favorito illecitamente la GSS affidandogli una tipologia di servizio, la vigilanza armata, per la quale la ditta non era abilitata, senza procedere a formale gara d’appalto.

    La Global Security Service viene costituita dal De Rosa il 7 febbraio del 2007, e circa tre mesi dopo, il 24 aprile del 2007, riceveva l’incarico di prestare servizio presso la discarica “Lo Uttaro”, “sito”-scrivono i Pm nell’informazione– “che dal novembre 2007 non era più operativo, in quanto sottoposto a sequestro dell’autorità giudiziaria”.

    Il contratto mediante il quale l’ACSA CE3 avrebbe stipulato l’accordo con la GSS, per i Pm, prevedeva solo la vigilanza presso Lo Uttaro, invece,  Guarriello e Cantiello sostengono che “la prestazione viene estesa illecitamente ad altri siti quali: la sede di Corso Giannone dell’ACSA CE3, la custodia del lettore biometrico installato sull’impianto di trasferenza di Lo Uttaro e sul sito di stoccaggio provvisorio di Ferrandelle.”

    In soldoni, i Pm della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere affermano che si attestava falsamente la necessità di un servizio non necessario all’ACSA CE, servizio affidato, a detta di Guarriello e Cantiello “senza alcuna procedura di evidenza pubblica” ad una società per il quale non era abilitata.

    Per parlare un po’ di cifre, i pubblici ministeri concludono l’informazione di garanzia sostenendo che la GSS avrebbe maturato un credito di 528 mila e 786,40 euro nei confronti dell’ASA CE.

    Giuseppe Tallino

     

    QUI SOTTO IL DOCUMENTO CON CUI I PM INDAGANO LIMATOLA E DE ROSA

     

     

    Nella foto parte dell’informazione di garanzia riguardante l’indagine sul CUB

     

    PUBBLICATO IL: 9 marzo 2013 ALLE ORE 12:40