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    LE FOTO ESCLUSIVE / S. Maria C.V. – Ecco come la camorra dei Casalesi ha ridotto la saracinesca della lavanderia della vedova di Michele Orsi


      A poche ore dalla condanna all’ergastolo di Giuseppe Setola e Alessandro Cirillo per l’omicidio dell’imprenditore di Casal di Principe, il fatto dimostra come la città del Foro sia ancora la base delle operazioni dell’organizzazione criminale dell’agro aversano Santa Maria Capua Vetere - La notizia non poteva essere liquidata in quattro e quattrotto, rubricandola dentro […]

    Nelle foto, ecco le condizioni della lavanderia di proprietà della moglie e vedova di Michele Orsi, dopo l’esplosione dell’ordigno di questa notte

     

    A poche ore dalla condanna all’ergastolo di Giuseppe Setola e Alessandro Cirillo per l’omicidio dell’imprenditore di Casal di Principe, il fatto dimostra come la città del Foro sia ancora la base delle operazioni dell’organizzazione criminale dell’agro aversano

    Santa Maria Capua Vetere - La notizia non poteva essere liquidata in quattro e quattrotto, rubricandola dentro alla statistica di atti più o meno intimidatori, che non sempre sono ascrivibili ai clan della delinquenza organizzata.

    Stavolta l’attività commerciale colpita da un ordigno notturno non è di proprietà di una persona qualsiasi, ma della vedova di Michele Orsi, l’imprenditore di Casal di Principe, ex dominus, insieme al fratello Sergio, del famoso Eco4, e ucciso dal gruppo di fuoco di Setola nel giugno del 2008.

    Non abbiamo liquidato la notizia. Anzi, siamo andati a dare un’occhiata direttamente. Ebbene, come si vede dalle foto, questo è un attentato che non attribuire alla camorra sarebbe voler esercitarsi in un’attività di colpevole minimizzazione. La saracinesca, come si vede è copletamente divelta. E per ridurre quello che è un pesante pezzo d’acciao nelle condizioni in cui è stata ridotta, occorre un ordigno ben preparato, non certo una cipolla natalizia.

    Altro elemento inquietante è costituito dalla coincidenza dell’attentato avvenuto nelle ore immediatamente successive alla sentenza della corte di Appello di Napoli, che ha condannato all’ergastolo Setola ed Alessnadro Cirillo, a 30 anni Giovanni Letizia, Massimo Alfiero e Mario Di Puorto, proprio per l’omicidio di Michele Orsi.

    Ma il dato più inquietante fra tutti è che Santa Maria Capua Vetere, che è la città del tribunale e degli uffici giudiziari, si conferma un luogo in cui il clan dei Casalesi è attivo ed è in grado di colpire.

    Insomma, a Santa Maria Capua Vetere le nuove leve della camorra possono godere su appoggi logistici e su significative basi operative. E questo non stupisce, visto quello che è capitato in certi cantieri negli anni scorsi. Allorquando, come hanno dimostrato ampiamente le inchieste giudiziarie, le imprese del clan dei Casalesi, soprattutto quelle collegate a Michele Zagaria, sono state presenti nei cantieri più importanti. A partire da quello dell’ex tabacchificio.

    G.G.

    PUBBLICATO IL: 30 novembre 2012 ALLE ORE 15:48