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    L’arresto di Madonna e Vagliviello – Agg. delle 16,30/ Le piattaforme erano di “cartapesta”: il percolato e i veleni invasero Ferrandelle. Le ragioni di Cafiero de Raho


      Il procuratore della repubblica aggiunto spiega i motivi dell’ordinanza che ha portato in carcere, per presunte responsabilità legate al tempo in cui operava nel consorzio Ce2, l’attuale dirigente del settore ambiente della Provincia e il funzionario Gisec. In quella discarica arrivò di tutto: lavatrici, materassi, divani, fusti d’olio, rottami di vetture e pneumatici e, quindi, […]

     

    Nelle foto, il sito di Ferrandelle

    Il procuratore della repubblica aggiunto spiega i motivi dell’ordinanza che ha portato in carcere, per presunte responsabilità legate al tempo in cui operava nel consorzio Ce2, l’attuale dirigente del settore ambiente della Provincia e il funzionario Gisec. In quella discarica arrivò di tutto: lavatrici, materassi, divani, fusti d’olio, rottami di vetture e pneumatici e, quindi, non solo di rifiuti solidi urbani per i quali la discarica doveva essere abilitata.

    Ore 16,30 – In un comunicato stampa la Gisec spa precisa  di essere completamente estranea ai fatti contestati all’Arch. Vagliviello, in quanto si riferiscono ad episodi del 2008, anno in cui la società non era stata ancora costituita.

    Caserta - Teli distrutti dal peso dell’immondizia e percolato nel terreno. Secondo quanto accertato dalle indagini della Procura di Napoli e dei carabinieri, le piattaforme in calcestruzzo e geomembrana in Hdpe, che avrebbero dovuto impedire l’inquinamento del suolo del sito di Ferrandelle, si sono deteriorate comportando un ulteriore danno ambientale. Si è verificata la lacerazione dei teli impermeabilizzanti e l’immissione del percolato nelle falde acquifere sottostanti, esponendo a pericolo “un numero indeterminato di persone”. Le analisi tecniche hanno, infatti, evidenziato l’inquinamento non solo della falda acquifera superficiale, ma anche di quella profonda, tale da configurare i caratteri propri del disastro ambientale. La situazione del sito di Ferrandelle si è ulteriormente aggravata – continua il procuratore Cafiero de Raho – con lo smaltimento nel sito di lavatrici, materassi, divani, fusti d’olio, rottami di vetture e pneumatici e, quindi, non solo di rifiuti solidi urbani per i quali la discarica doveva essere abilitata. Nelle piazzole si sono così venute a creare abbancamenti dirifiuti anche di 14-15 metri il cui peso complessivo ha determinato il cedimento della struttura di contenimento causando la penetrazione del percolato nelle sottostanti falde acquifere. Per questo motivo è stata accertata la truffa ai danni dello Stato per oltre 3 milioni di euro, erogati dall’allora Commissariato straordinario per l’emergenza rifiuti in Campania a favore della Simont Spa, che ha realizzato le opere.

    PUBBLICATO IL: 23 ottobre 2012 ALLE ORE 20:38