Commenti recenti

    CERCA ARTICOLI PER MESE

    Categorie

    L’ARRESTO DEL RE DELLE ECOMAFIE – Per i Casalesi la vita di un magistrato “costa” 1 milione di euro


      Lo ha affermato il collaboratore di giustizia Francesco Della Corte e le sue affermazioni sono parti integranti di un verbale contenuto nell’ordinanza di custodia cautelare di oggi, martedì. NAPOLI - Emergono importanti risvolti nella vicenda giudiziaria che ha portato all’arresto del re delle ecomafie Cipriano Chianese, già sottoposto ai domiciliari. Per uccidere un magistrato […]

    Nelle foto, da sinistra, Carlo Verde e Cipriano Chianese

     

    Lo ha affermato il collaboratore di giustizia Francesco Della Corte e le sue affermazioni sono parti integranti di un verbale contenuto nell’ordinanza di custodia cautelare di oggi, martedì.

    NAPOLI - Emergono importanti risvolti nella vicenda giudiziaria che ha portato all’arresto del re delle ecomafie Cipriano Chianese, già sottoposto ai domiciliari. Per uccidere un magistrato della Dda occorreva 1 milione di euro. Lo ha sostenuto il pentito Francesco Della Corte durante un interrogatorio, il cui verbale è appunto contenuto nel dispositivo emesso oggi dal gip di Napoli.

    “Tornando a casa con Carlo Verde, mi fu chiesto da quest’ultimo di eliminare un magistrato della Procura di Napoli che stava facendo delle indagini sui conti dell’avvocato Chianese. Verde mi disse che Chianese era disponibile a dare anche 500.000 euro per compiere questo omicidio e che il magistrato era il coordinatore della Dda di Napoli”. 

    Della Corte torna piu’ volte sull’argomento, ma non e’ in grado di indicare con precisione il nome del pm che doveva essere assassinato: “Io dissi a Verde (anch’egli arrestato oggi, ndr) che 500.000 euro non sarebbero bastati, ma serviva un milione di euro. Verde mi disse che avrebbe parlato con Cipriano Chianese, il quale sicuramente avrebbe accettato… Lei mi chiede se io sia in qualche modo in grado di confermare che il magistrato era Franco Roberti ovvero Alessandro Milita e io rispondo che non sono in grado di fornire questa precisazione”.

    Secondo il pentito, “il clan dei casalesi ha avuto sempre un forte odio nei confronti dei magistrati della Dda di Napoli”, responsabile della sua “distruzione”. Francesco Della Corte sottolinea poi che “in diverse riunioni” gli affiliati “si rammaricavano dicendo che i siciliani avevano avuto il coraggio ad uccidere Borsellino e Falcone, mentre il clan dei casalesi non aveva mai preso provvedimenti nei riguardi dei magistrati”. Le dichiarazioni di Della Corte, sottolinea il gip, sono corroborate da quelle di un altro collaboratore di giustizia, Salvatore Laiso, il quale riferisce di una riunione con affiliati al gruppo capeggiato da Francesco Schiavone, “Sandokan”, nel corso della quale Cipriano Chianese chiese l’uccisione di un magistrato, lamentandosi che l’altra fazione del clan dei casalesi, quella capeggiata da Francesco Bidognetti, non era stata in grado di organizzare l’omicidio.

    PUBBLICATO IL: 10 dicembre 2013 ALLE ORE 15:23