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    LE INTERCETTAZIONI. L’ARRESTO DEI COSENTINO. Il grande accusatore al telefono: “Nicola è morto politicamente . Il vero masto è Giovanni”


    Affermazioni fatte al telefono con un commerciante di carburanti napoletano il 28 dicembre 2011. Naturalmente, come capita sempre in questi casi, non è possibile stabilire se Gallo fosse o meno consapevole di essere intercettato

    Nella foto G.Cosentino, Pinto e N.Cosentino

    Nella foto G.Cosentino, Pinto e N.Cosentino

     

    CASERTA – Continuiamo a spulciare tra le intercettazione e ad evidenziare i passaggi, a nostro avviso, se non più significativi, diciamo più curiosi, più interessanti da un punto di vista antropologico, capaci di far conoscere ai lettori, attraverso la spontaneità, o presunta tale, di questi colloqui registrati (perché ci limitiamo a prendere atto dei documenti), cosa pensavano dei personaggi oggetto dell’inchiesta le personalità che direttamente e indirettamente sono comparse nell’ordinanza che ha portato all’arresto cautelare dei 3 fratelli Cosentino e di altre 10 persone.

    La scorsa settimana ci siamo concentrati sulle dichiarazioni dell’ex sindaco Zippo, oggi, invece, riportiamo stralci di una telefonata tra Luigi Gallo, proprietario della pompa di benzina di Villa di Briano, cardine dell’indagine, e Gennaro Pinto, titolare dell’impresa individuale napoletana “avente ad oggetto il commercio al dettaglio di carburante per autotrazione”.

    Dalle pagine che pubblichiamo in calce  si percepisce l’esplicita volontà di uno sfogo che Gallo sversa al telefono con Pinto, uno sfiatatoio di considerazione che hanno ad oggetto il fratello dell’ex sottosegretario all’economia

    “Comunque diciamo, – a parlare è Gallo, la telefonata è la numero 3090 del 28 dicembre 2011 – che oltre al fratello, che è morto politicamente, ma pure lui… pure Giovanni, ma Giovanni sta proprio, a livello di Finanza, a livello di questo, a livello di cos.. sta proprio ucciso, ucciso, ucciso, hai capito? Perché poi… o’ Mast è lui… è inutile che ci nascondiamo”

    Le considerazioni che Gallo tesse con Pinto continuano e assumono in crescendo sempre più forti: “Si sono mangiati il sangue della gente, - continua l’imprenditore di Villa di Briano - non hanno avuto pietà di nessuno […] sono passati sopra a tutto e a tutti! Ma su tutti i settori eh! Così l’edilizia, la campagna, cosi con la distribuzione! Ma la cosa più eclatante l’ha fatta il fratello, il fratello l’onorevole, che quello dovrebbe essere… è un parlamentare e dovrebbe stare al di sopra delle parti e invece no! […] Speriamo che la Magistratura mo’… lo distrugge a lui”

    Giuseppe Tallino

     

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    PUBBLICATO IL: 7 aprile 2014 ALLE ORE 14:09