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    L’ANALISI – IL DELITTO TONDI è un omicidio complesso. E anche la messa a fuoco degli elementi criminologici è tutt’altro che agevole


      L’INTERVENTO DEL NOTO AVVOCATO PENALISTA RAFFAELE GAETANO CRISILEO – Si spera che dall’esame autoptico emerga qualche elemento su un eventuale over killing. Su colpi subiti prima o dopo la morte. Tante incognite sul modo in cui l’assassino è entrato. Delitto premeditato o azione di impeto legata al fatto di essere stato scoperto mentre cercava […]

    Nella foto, a sinistra, Katia Tondi

     

    L’INTERVENTO DEL NOTO AVVOCATO PENALISTA RAFFAELE GAETANO CRISILEO – Si spera che dall’esame autoptico emerga qualche elemento su un eventuale over killing. Su colpi subiti prima o dopo la morte. Tante incognite sul modo in cui l’assassino è entrato. Delitto premeditato o azione di impeto legata al fatto di essere stato scoperto mentre cercava qualcosa in quell’appartamento?

    “In questo omicidio e’ importante delineare il profilo logico investigativo del killer di Katia ed il suo modus operandi e quindi stabilire se l’intrusione nella casa della vittima sia stata premeditata o circostanziale; se l’omicidio sia stato premeditato o se sia avvenuto d’impeto, analizzando tutti i fattori della scena del crimine a disposizione degli investigatori.  Considerato che la
    morte della giovane donna e’ direttamente connessa  all’intrusione  del killer nella sua abitazione, bisogna anche verificare se l’intrusione presenti le caratteristiche del blitz organizzato oppure se l’omicidio presenti tutte le caratteristiche d’impeto ovvero del delitto non premeditato e della perdita del controllo da parte del killer. Innanzitutto – da quello che abbiamo letto sui mass media  – pare che l’intrusione nella casa di Katia  sia del tipo organizzatissimo. L’assassino entra con sicurezza e con padronanza( vista la ristrettezza dei tempi, la conoscenza dei tempi di uscita e di ritorno del marito di Katia e,soprattutto – sempre a quanto abbiamo letto sui giornali – la porta d’ingresso non presenta segni di effrazione.Cio’ potrebbe far
    ragionevolmente presumere che la vittima  conoscesse il suo assassino, almeno di vista. Altro elemento determinante e’ stabilire la presenza eventuale di over killing (colpi successivi alla morte sul corpo della vittima); ciò si potrà sapere solo all’ esito dall’esame autoptico autoptico anche se non pare ció sia avvenuto, a quanto si è appreso sempre, con il beneficio d’inventario, dai mass- media. Molto verosimilmente, l’assassino di Katia è entrato nella sua abitazione per uno scopo primario che, forse, non era l’omicidio, ad esempio per prendere qualcosa. In questo contesto, il Killer aveva certamente premeditato l’intrusione, ma non l’omicidio che, probabilmente, è avvenuto solo in seguito alla perdita di controllo da parte dell’assassino ( movente psicologico ).

    In ultima analisi si potrebbe ipotizzare che se l’assassino è un uomo, una volta esclusa l’ipotesi  della rapina, il killer abbia avuto l’intento primario della vendetta, della ritorsione; se, invece, si ipotizza che l’assassino sia una donna ( cosa un pó difficile! ) e se si esclude, anche in questo caso, l’ipotesi della rapina, il suo intento primario è uno sfregio o
    un dispetto che poi è sfociato in un non-previsto omicidio.”

    Avv. Raffaele Gaetano Crisileo, penalista perf. in Criminologia

    PUBBLICATO IL: 22 luglio 2013 ALLE ORE 12:40