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    L’ACCUSA DI TAMMARO DIANA: “Il boss Luigi Guida mi ordinò di portare dei soldi all’avvocato Santonastaso”. La difesa: “E’ un calunniatore”


      Il collaboratore di giustizia è stato chiamato dalla pubblica accusa, rappresentata in aula dal pm della Dda, Antonello Ardituro CASERTA - “Invito tutti ad allontanarsi dai Casalesi, queste persone sono come i carboni: se ti avvicini quando sono spenti ti tingono, se sono accesi ti incendiano”. In una testimonianza-confessione il pentito Tammaro Diana, ex […]

    Nelle foto, da sinistra, l’avvocato Michele Santonastaso e Luigi Guida

     

    Il collaboratore di giustizia è stato chiamato dalla pubblica accusa, rappresentata in aula dal pm della Dda, Antonello Ardituro

    CASERTA - “Invito tutti ad allontanarsi dai Casalesi, queste persone sono come i carboni: se ti avvicini quando sono spenti ti tingono, se sono accesi ti incendiano”. In una testimonianza-confessione il pentito Tammaro Diana, ex affiliato del clan dei Casalesi, gruppo Bidognetti, usa parole forti contro la camorra. Diana e’ stato ascoltato nell’aula al primo piano del tribunale di Santa Maria Capua Vetere e la sua testimonianza e’ stata chiesta dal pm di Napoli Antonello Ardituro nell’ambito del processo a carico dell’avvocato Michele Santonastaso, legale, ma anche portavoce per l’accusa, del boss Francesco Bidognetti, in carcere da venti anni.

    “All’eta’ di 24/25 anni – racconta il collaboratore di giustizia – mi sono fatto prendere dall’arroganza giovanile e sono entrato nel clan. Mio padre gestiva una catena di supermercati a Villa Literno e il clan ha tentato piu’ volte di incendiare i negozi. Il gruppo dei Tavoletta di Villa Literno ci aveva presi di mira perche’, agli inizi del 2000, questo gruppo era in guerra con i Bidognetti. In una occasione ci fu una colluttazione con un esponente dei Tavoletta e mio fratello uccise uno di loro durante una rapina”.

    Tammaro Diana, camorrista-imprenditore, spiega ai giudici della prima sezione penale del tribunale, presidente Orazio Rossi, a latere Francesca Auriemma, come la sua attivita’ si piegava alle richieste estorsive del gruppo dei Casalesi. “All’inizio avevamo anche denunciato le estorsioni – dice – poi ci siamo sentiti abbandonati perche’ avevamo perso la protezione da parte dello Stato, quindi io mi avvicinai ai Bidognetti, anche per questo i Tavoletta mi volevano morto. A un certo punto Luigi Guida, investito dal boss Francesco Bidognetti alla guida del clan, mi disse che tutti gli imprenditori dovevano versare una quota a lui. La mia famiglia stava cercando di aprire un negozio di alimentari a Castel Volturno, e Guida mi disse che gli dovevo dare un negozio da far gestire a un suo parente. Risposi che la richiesta era troppo esosa e a  quel punto preferii versare del denaro. Ricordo che Guida mi disse poi di portare una rata all’avvocato Santonastaso che stava curando la difesa di Massimo Iovine“. I legali di Santonastaso hanno sottolineato come Diana abbia un procedimento in corso per calunnia e, per aver dichiarato falsamente di aver smarrito degli assegni, per truffa alle assicurazioni e corruzione di pubblici ufficiali.

    PUBBLICATO IL: 16 novembre 2012 ALLE ORE 19:01