Commenti recenti

    CERCA ARTICOLI PER MESE

    Categorie

    La verità di ENRICO PARENTE: "Non c'entro niente con Michele Zagaria"


        Dopo la decisione assunta dal Consiglio dei ministri di sciogliere per la terza volta il comune di Grazzanise, Enrico Parente ritorna a parlare pubblicamente attraverso un manifesto.    GRAZZANISE – Chi conosce il territorio e i politici che hanno amministrato Grazzanise sa perfettamente che Enrico Parente è un uomo abituato a confrontarsi, a […]

    Nella foto Parente, il manifesto e Zagaria

     

     

    Dopo la decisione assunta dal Consiglio dei ministri di sciogliere per la terza volta il comune di Grazzanise, Enrico Parente ritorna a parlare pubblicamente attraverso un manifesto. 

     

    GRAZZANISE – Chi conosce il territorio e i politici che hanno amministrato Grazzanise sa perfettamente che Enrico Parente è un uomo abituato a confrontarsi, a parlare in pubblico senza remore, ad affrontare di petto le situazioni.

    Per chi conosce il territorio, appunto, appariva alquanto strano, insolito, la strategia del silenzio che aveva assunto  il due volte sindaco Parente, durante l’esplodere mediatico di queste vicissitudini, ancora tutte da chiarire, che hanno, di sobbalzo, investito anche il comune mazzonaro.

    Dopo il decreto di scioglimento, notificato lo scorso lunedì a tutti i consiglieri eletti nel 2010, Enrico Parente ha deciso di ritornare a far sentire la sua voce. Il mezzo usato, questa volta, è il manifesto.

    Potremmo intendere quest’azione come un modo, usato da Parente, per controbattere il paragrafo finale del decreto nel quale si legge che ” il ruolo assunto dallo stesso possa rilevare oltreché come fattore di condizionamento, anche in termini di organicità in seno alla consorteria criminale dei casalesi”

    Nella foto la parte finale del decreto di scioglimento

    Il messaggio, affisso questa mattina, in sostanza, è quello che già avevamo sintetizzato nell’articolo del D.P.R.  L’argomento affrontato è la presunta visita che Parente, per i giudici della Dda, avrebbe effettuato al noto latitante.

    Nel manifesto l’ex sindaco informa  i suoi concittadini  circa l’annullamento, da parte della Cassazione, con sentenza 11879/13 della richiesta della custodia cautelare, articolando i motivi di questa decisione (l’Austria è stata solo attraversata, il telefonino non è stato spento e che la visita al latitante non è stata dimostrata) e sostenendo che nessun giornale avesse riportato la notizia.

    La palla adesso sarà ripassata al Tribunale del riesame. Come avevamo già scritto ci troviamo in una fase preliminare, dove si sta decidendo se adoperare o meno la misura della custodia cautelare. Solo dopo la chiusura delle indagini e la successiva richiesta di giudizio o di archiviazione, formulata dalla Dda,  si potrà entrare nel vivo e nel merito del processo.

    Giuseppe Tallino

     

     

     

    PUBBLICATO IL: 23 marzo 2013 ALLE ORE 11:32