Commenti recenti

    CERCA ARTICOLI PER MESE

    Categorie

    Agg. ore 14:00 LA STRAGE DI SETOLA / L’albanese ammazzato davanti al bar Freedom grazie al concorso del titolare del locale: due arresti


    Il Riesame aveva scagionato, per l’omicidio, Salvatore Russo. Ma il pentimento di guerra ha incastrato sia Russo che Bartolucci, proprietario del bar Freedom di San Marcellino. L’operazione portata avanti dai carabinieri del comando provinciale di Caserta; tutto coordinato dalla DDA di Napoli. San Marcellino –  I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Caserta, […]


    Il Riesame aveva scagionato, per l’omicidio, Salvatore Russo. Ma il pentimento di guerra ha incastrato sia Russo che Bartolucci, proprietario del bar Freedom di San Marcellino. L’operazione portata avanti dai carabinieri del comando provinciale di Caserta; tutto coordinato dalla DDA di Napoli.

    San Marcellino –  I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Caserta, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, hanno emesso un’ordinanza di in carcere nei confronti di Salvatore Santoro e Giovanni Bartolucci, affiliati al clan dei casalesi  – gruppo SETOLA, ritenuti responsabili di aver rivestito un ruolo determinante, in concorso con i componenti del commando, nella commissione dell’omicidio del cittadino albanese DODA Ramis commesso in San Marcellino nel 2008 all’esterno del Bar “Freedom”, di cui, Bartolucci, era proprietario. L’omicidio venne commesso nell’ambito della cosiddetta “strategia del terrore” attuata dal gruppo SETOLA, che aveva come obiettivo l’assoggettamento dell’intera collettività della provincia casertana attraverso la sistematica eliminazione di testimoni di giustizia, imprenditori, congiunti di collaboratori di giustizia, ex affiliati e persone straniere.

    Di seguito, il comunicato della DDA di Napoli che ricostruisce tutta la vicenda.

     

     

    PUBBLICATO IL: 3 dicembre 2012 ALLE ORE 14:08