Commenti recenti

    CERCA ARTICOLI PER MESE

    Categorie

    LA SENTENZA DEL DELITTO GABRIELLI, bruciò la compagna nel forno e le ceneri si sparsero sui balconi. I genitori di Katia attendevano giustizia da 15 anni


    All’inizio fu denunciato un allontanamento della mamma di due figli dopo una furibonda lite tra coniugi. Poi i dubbi e le contraddizioni con il coinvolgimento di un carabiniere della stazione di Castel Volturno e del padre di Giuseppe Cervice di Massimiliano Ive CASTEL VOLTURNO - Quella di Katiuscia Gabrielli è una storia particolarmente sconvolgente e con […]

    Nelle foto i genitori di Katia, Immacolata Aimone e Ciro Gabrielli, e Katiuscia Gabrielli

    All’inizio fu denunciato un allontanamento della mamma di due figli dopo una furibonda lite tra coniugi. Poi i dubbi e le contraddizioni con il coinvolgimento di un carabiniere della stazione di Castel Volturno e del padre di Giuseppe Cervice

    di Massimiliano Ive

    CASTEL VOLTURNO - Quella di Katiuscia Gabrielli è una storia particolarmente sconvolgente e con una dinamica molto macabra . Si tratta di una di quelle vicende che non si cancellano facilmente dalla memoria di noi cronisti, e possiamo immaginare, poi come la stessa abbia condizionato profondamente la vita di  due genitori che abbiamo imparato (usiamo il noi cronistico in tale caso) a conoscere nel tempo, anche perchè prima nel 1999 e poi nel 2003 (mediante due incontri giornalistici tenuti dal sottoscritto per conto della Nuova Gazzetta di Caserta e per il mensile Informare) riuscimmo ad ottenere due interviste.

    Nella foto, la pizzeria dove è stata uccisa Katia

    Dopo quella tragica notte compresa tra il 7 e l’8 settembre del 1999, in cui venne acclarata la scomparsa di Katia, venne rilanciata subito l’ipotesi dell’allontanamento da casa della mamma di due bambinini da parte del compagno di Katiuscia, Giuseppe Cervice, in quanto i due coniugi la sera prima avevano litigato di brutto. La notizia venne rilanciata su tutti i giornali e anche dalla trasmissione Chi l’ha visto? che inserì nell’elenco degli scomparsi per allontanamento la foto e il nome di Katia.

    Secondo la ricostruzione resa dall’ex compagno dopo la lite, la donna voleva andare via di casa, da quell’abitazione in via Domiziana ubicata (come cita anche la nota di Chi l’ha Visto?) al piano superiore della pizzeria dove entrambi lavoravano insieme.

    I genitori di Katia, soprattutto la mamma Immacolata Aimone, sin dal primo giorno della scomparsa della donna hanno avuto un brutto presentimento, anche per alcune contraddizioni emerse in fase di indagine, nonchè per un’esternazione resa dal padre di Giuseppe per mettere fine alle continue liti.

    Poi la trafila giudiziaria intrisa di eventi correlati, di esternazioni e riscontri che hanno ridefinito il perimetro di una storia che è ripartita da zero a seguito dei racconti riguardo “il fumo nero giudicato intenso e le ceneri fuoriuscite dal forno della pizzeria, che invase la strada e i balconi“, nonchè del coinvolgimento di un carabiniere della stazione di Castel Volturno “amico del compagno” e del padre di Giuseppe Cervice. (CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO DI CHI L’HA VISTO?)

    Un altro dato emerso in fase processuale è stato quello della completa sostituzione del forno a due mesi dalla scomparsa.

    Inoltre per i pm l’imputato principale di questa storia avrebbe “mentito sull’ora in cui ha visto per l’ultima volta Katiuscia e su cosa è successo quella notte”.

    Dopo 15 anni, con la sentenza in Cassazione è stata posta una parola fine a questa terribile storia che certamente non cancellerà il profondo dolore di due genitori che nel contempo hanno ottenuto giustizia.

    CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO PUBBLICATO STAMANE

     

     

    PUBBLICATO IL: 13 febbraio 2014 ALLE ORE 12:07