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    LA NOTA / CASERTA, Campetti Nike: se la difesa del Diritto mi porterà ad andare in carcere per la seconda volta, sarò l’uomo più felice del mondo


    Nella foto, Pio Del Gaudio e il progetto del Centro Mini Basket Prendo spunto da un invito, fatto dalla UISP di Caserta, per ribadire la posizione integralmente liberale che Casertace ha sul progetto di trasformare quest’area della città in una cittadella, in verità più commerciale che sportiva, gestita dalla Juve Caserta COMUNICATO STAMPA Caserta – […]

    Nella foto, Pio Del Gaudio e il progetto del Centro Mini Basket

    Prendo spunto da un invito, fatto dalla UISP di Caserta, per ribadire la posizione integralmente liberale che Casertace ha sul progetto di trasformare quest’area della città in una cittadella, in verità più commerciale che sportiva, gestita dalla Juve Caserta

    COMUNICATO STAMPA

    Caserta – La Uisp di Caserta informa tutta la cittadinanza che Domenica 02/12/2012, alle ore 10,30 si terrà una occupazione simbolica dei Campetti Nike/Gallicola in segno di presenza attiva e civile di tutti gli sportivi amatoriali, in difesa di uno spazio che è e deve restare PUBBLICO! E’ oramai nota a tutti la delibera di Giunta comunale che prevede la costruzione, sui campetti, di una palestra, adducendo a dei motivi assolutamente pretestuosi.
    Per dimostrare che i campetti Nike non sono un’area abbandonata, non sono in disuso, non sono in degrado.
    Per far comprendere a chi ci amministra, che continuare con la politica forzata di dismissione delle aree pubbliche, non è una soluzione ne positiva ne virtuosa, in quanto trasferisce i benefici ad appannaggio di pochi, danneggiando gli interessi di molti. Per l’area in questione basta una semplice pulita mensile e,casomai, un affidamento mirato che garantisca a tutti i ragazzi e gli sportivi di Caserta e non solo, di continuare a giocare sul mitico “asfalto” dei campetti NIKE/MANUELA GALLICOLA.

    LA REPLICA DI CASERTACE: Rispondo volentieri a questa sollecitazione e a questo invito, perchè ciò costituisce un’occasione per precisare ancor meglio la posizione di Casertace sulla vicenda dei campetti Nike di via G.M. Bosco. Non abitando qui, nessuna visione confessionale della vita, né, tantomeno, l’idea di considerare ciò che è bene pubblico necessariamente fonte di bontà, di prosperità, di qualità e di benessere, non considererò certo linea del Piave la conservazione dello status quo dei Campetti Nike. C’è però, un punto, che non può essere aggirato, un punto che per noi liberali è un punto di forma e di sostanza, oltre che di onore etico: il rispetto intransigente, letterale della legge e delle norme. Aver creato le condizioni per fare dei Campetti Nike una cittadella dello sport e dell’indotto commerciale collegato allo sport attraverso una semplice delibera di giunta comunale. rappresenta proprio, a mio avviso, una chiara modalità attraverso cui le istituzioni che governano la città di Caserta, mostrano e dimostrano quanto nella loro sensibilità etica, nella loro scala dei valori che dovrebbero governare la convivenza civile rivestono le leggi e le altre fonti del diritto.

    Il sindaco Del Gaudio ha dichiarato che quella delibera, attraverso cui si faceva dell’area dei Campetti Nike un qualcosa di diametralmente diverso rispetto a quello che per quell’area è previsto dagli strumenti regolatori vigenti, non era un atto amministrativo di certa efficacia, ma collegato a una sorta di verifica di legittimità dell’intervento. Posizione piuttosto singolare dato che la delibera è un atto esecutivo di per sé e mai come in questo caso, il dubbio, del resto avallato anche dalle perplessità del dirigente Sorbo, necessitava di ben altro approccio.

    Ribadisco il concetto già espresso nel mio precedente articolo: se quest’opera serve alla sopravvivenza della JuveCaserta, massima espressione sportiva di questa città, se ne può anche discutere. Ma discuterne non significa impacchettare una delibera di giunta e chiudere lì la partita. Stiamo parlando di una iniezione mastodontica di cemento armato nel cuore di Caserta, nella parte più urbanizzata e problematica della stessa. In un’area già schiacciata dal traffico, dagli ingorghi, che certo non si ridurrebbero con la presenza  di una piccola cittadella dello sport.

    Bene, su queste cose si possono avere opinioni difformi, ma non si può pensare che un argomento del genere possa essere gestito alla chetichella, senza investire il consiglio comunale e la città del diritto e dell’onere di un confronto aperto e non pregiudiziale.

    Il sindaco Del Gaudio, può fare anche 400 querele, come del resto sta facendo e facendo fare, perché se articoli come questi o come quelli che lo hanno indotto a a rivolgersi all’autorità giudiziaria rappresentano una offesa della sua reputazione e della sua onorabilità, il sottoscritto sarà lieto di varcare, per la seconda volta, l’ingresso delle patrie galere. Ma una cosa Del Gaudio e i politici di questa provincia non potranno ottenere: il mio silenzio e la mia resa davanti al loro esercizio strabiliantemente negativo delle funzioni amministrative di cui sono investiti.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 29 novembre 2012 ALLE ORE 11:13