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    LA LETTERA – Il Pdl: “Salzillo non ci appartiene, ma il procedimento è ancora lungo”. Casertace: questa è la formula dell’acqua calda. Ripeto, la politica si caga addosso ed è più ricattabile che a Corleone


    Meglio di niente, quantomeno il partito di opposizione ha scritto qualcosa. Ma questa lettera è un tema fuori traccia, dato che noi non poniamo un problema di ordine giudiziario, ma di tipo politico istituzionale. Facciamo uno sforzo e ve lo spieghiamo ancora Carissimo Direttore, in merito all’ultimo Tuo articolo relativo alle vicende che riguardano il […]

    Nelle foto, da sinistra, Alfonso Salzillo e Salvatore Mastroianni

    Meglio di niente, quantomeno il partito di opposizione ha scritto qualcosa. Ma questa lettera è un tema fuori traccia, dato che noi non poniamo un problema di ordine giudiziario, ma di tipo politico istituzionale. Facciamo uno sforzo e ve lo spieghiamo ancora

    Carissimo Direttore,

    in merito all’ultimo Tuo articolo relativo alle vicende che riguardano il sig. Alfonso Salzillo, nella mia qualità di Coordinatore cittadino del PDL ti preciso quanto segue:

    1. il sig. Alfonso Salzillo non ha mai avuto la tessera del PDL;

    2. all’epoca dei quattro mesi di amministrazione di Centrodestra targata Giudicianni (settembre – dicembre 2010), gli Assessori indicati dal PDL furono altri e non certamente Alfonso Salzillo, e precisamente furono: Luigi Simonelli, Lorenzo Stellato e Francesco Fabozzi;

    3. l’unico rapporto che il sig. Alfonso Salzillo ha avuto con il PDL risale esclusivamente alle ultime elezioni amministrative nelle quali è stato ospitato nella lista per le comunali come Indipendente, salvo poi che il giorno dopo le elezioni non solo il PDL non ne ha avuto più alcuna notizia politica, ma ne ha anche assunto formalmente e pubblicamente le distanze di ordine politico ed amministrativo, visto che il Gruppo consiliare è stato sempre composto dai seguenti Consiglieri: Luigi Simonelli, Giovanni Campochiaro e Federico Simoncelli.

    Il tutto, come Tu ben sai, soprattutto in considerazione della chiarezza della linea politica assunta dal PDL cittadino assolutamente volta alla trasparenza e alla sana, costruttiva e intransigente opposizione rispetto alle innumerevoli incapacità politiche dell’Amministrazione comunale di sinistra Mattucci-Di Muro-Stellato.

     

    Tanto dovrebbe essere sufficiente per chiarire i rapporti politici ed amministrativi tra il PDL di S.Maria C.V. e il sig. Alfonso Salzillo; parimenti, in ogni caso, devo comunque ricordare innanzitutto a me stesso che, come Tu ben sai, notizie di procedimenti penali che si muovono in una fase certamente solo iniziale, sono ben lontane da significare affermazione di responsabilità; ed io sono certo che il sig. Salzillo non avrà difficoltà a chiarire la sua posizione e Tu, carissimo Direttore, a darne notizia.

     

    Tanto per la chiarezza che ha sempre caratterizzato il nostro rapporto e le nostre conversazioni.

     

    Ti saluto con la cordialità di sempre augurandoTi buon lavoro.

    Salvatore Mastroianni – coordinatore cittadino del Pdl

    LA REPLICA – La lettera del coordinatore cittadino del Pdl è già qualcosa, ma non è neanche sufficiente a riempire l’inquietante vuoto di parole, di commenti e di azioni che la politica sammaritana ha scavato nei giorni successivi all’emissione di un severo avviso di garanzia per camorra, nei confronti del consigliere comunale Alfonso Salzillo.

    La lettera somiglia un po’ a quei temi che si facevano alla scuola Media o alla scuola Superiore, scritti bene, ben costruiti lessicalmente, ma completamente fuori traccia. E’ probabile che la responsabilità di questo non sia ascrivibile al coordinatore Mastroianni, ma alla responsabilità di Casertace, che quando scrive non riesce, evidentemente, a farsi comprendere.

    Mastroianni, scusi, Casertace ha detto e ribadito che la dinamica giudiziaria di questa vicenda ha espresso ancora poco o nulla. Anzi, Casertace si è spinta più in là, esprimendo la convinzione che Alfonso Salzillo, stando ai documenti che sono emersi sino ad oggi, sia innocente, anzi innocentissimo.

    Chi sostiene il contrario, se la dovrebbe vedere con noi e sbatterebbe il muso contro le nostre fortificazioni a difesa del pensiero liberale.

    Ore, direbbe Di Pietro, ma che ci azzecca ripetere, come in una cantilena la formula rituale della fiducia nella magistratura, l’accento sul dato che siamo solo alle prime fasi dell’indagine.

    Che ci azzecca esprimere a lungo argomentazioni che tendono a separare la figura di Alfonso Salzillo, dal Pdl sammaritano. Anche se su quest’ultima cosa si potrebbe obiettare, dato che il Pdl quando decise di appoggiare Giudicianni nel ribaltone non mise certo in discussione la presenza di Salzillo in giunta e né il Pdl disdegnò la candidatura dello stesso Salzillo nella lista alle ultime elezioni, seppur come indipendente, così come abbiamo scoperto, proprio oggi, nello scritto di Mastroianni.

    Spostare il ragionamento su questi temi o sull’ovvietà della presunzione di innocenza, all’interno di un procedimento penale significa ciurlare nel manico, significa depistare l’attenzione dalla vera questione che Casertace ha cercato inutilmente, di porre in questi giorni.

    Senza scomodare Montesquieu, perchè altrimenti renderemmo ancor più complicata la comprensione delle nostre tesi, noi abbiamo determinato un discrimine profondo tra la vicenda giudiziaria e quella politico amministrativa.

    Esiste un canale di connessione tra le due, ma questo non riguarda assolutamente la valutazione e il giudizio sull’indagato Salzillo, ma è relativa ad una riflessione che nel campo politico amministrativo bisogna fare su questa vicenda.

    Se da 4 giorni, Alfonso Salzillo che non è un privato cittadino, ma è un consigliere comunale eletto dal popolo sovrano e che al popolo sovrano deve dare conto, non ha avvertito la necessità istituzionale o non ha potuto o non ha voluto dire ai sammaritani una sola parola, dando dei calunniatori ai due pentiti Amodio e Barracano, che lo mettono in mezzo, allora i responsabili delle funzioni istituzionali, di governo e di indirizzo, non possono far finta di niente.

    E se il sindaco Di Muro e se il presidente del Consiglio comunale Mattucci stanno in silenzio, la politica deve, ha il dovere di stimolare un loro intervento. Una missione che deve riguardare i partiti di opposizione, ma anche quelli di maggioranza, a partire dal Pd, sedicente custode della legalità escatologica.

    Il punto non è se Salzillo è colpevole o non colpevole. Ma se uno, pardon, se un consigliere comunale e dico consigliere comunale, così ve lo schiaffate in testa, indagato per camorra, a 5 giorni dall’ordinanza, non dà nessuna spiegazione e non smentisce il suo coinvolgimento davanti al popolo sovrano che lo ha eletto, non può che diventare oggetto di una richiesta di dimissioni.

    Ma vi rendete conto? La Idem è stata fatta dimettere dal presidente del Consiglio, per una piccola questione relativa ad un’irregolarità più amministrativa che penale. Ora, noi che siamo più garantisti di Enrico Letta, arriviamo a dire che non è strettamente necessario che Salzillo si dimetta, ma è cogente che lui si discolpi prima di tutto davanti alla città, dica una sola parola, anzi una sola frase: “Barracano e Amodio sono dei calunniatori“. Davanti a questo silenzio è inutile mettersi a scrivere documenti in cui si scopre l’acqua calda. Qui il problema urgente non è di tipo giudiziario, ma è di tipo politico istituzionale, perchè una città come Santa Maria Capua Vetere, che avrà già il problema, di dover dubitare nei prossimi mesi, quando si arriverà al processo sul fatto di essere stata governata anche dalla camorra, meriterà almeno uno straccio di rassicurazione da Salzillo sul fatto che tutto quello che i pentiti hanno dichiarato è falso?

    Mastroianni, ma non solo Mastroianni, spero di essermi spiegato, e spero che nelle prossime ore la politica sappia dire qualcosa in più rispetto alla formula dell’acqua calda.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 1 luglio 2013 ALLE ORE 17:08