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    LA LETTERA – Gli eredi del sindaco Picazio: “Infangate la sua memoria”. CASERTACE: “Siete voi che infangate ricerche storiche e autorevolissime”


    Dopo il nostro articolo sulla Caserta degli anni 20, ci ha scritto un erede di quel controverso primo cittadino LA LETTERA - Vi scrivo,in nome e per conto degli eredi  dell’ Avv. Tommaso Picazio, in merito al Vs articolo pubblicato il 6/10 u.s. sul vostro quotidiano online denominato” LA STORIA DELLE STORIE Correva l’anno 1926…” […]

    Dopo il nostro articolo sulla Caserta degli anni 20, ci ha scritto un erede di quel controverso primo cittadino

    LA LETTERA - Vi scrivo,in nome e per conto degli eredi  dell’ Avv. Tommaso Picazio, in merito al Vs articolo pubblicato il 6/10 u.s. sul vostro quotidiano online denominato” LA STORIA DELLE STORIE Correva l’anno 1926…”

    Siamo esterrefatti e addolorati per questo articolo scritto da un certo Manero  , che a parere nostro non aveva meglio da fare che infangare il nome di un uomo, un vero casertano,stimato da tutti di quel periodo che ha vissuto quasi cento anni fa.

    Eccellente  Principe del Foro  è stato il Sindaco della  sua città che amava tanto, non a caso la scritta “Caserta ai suoi Eroi” sul Monumento dei Caduti è opera sua. Sepolto nella nostra cappella gentilizia  insieme agli altri cari congiunti , viene omaggiato da sempre, dai vari Sindaci di Caserta che si sono susseguiti negli anni, della tradizionale corona di fiori puntualmente ogni 2 novembre.

    Per non parlare che in questa ” famigerata cappella” descritta in modo malevole dal Manero, è sepolta anche Immacolata Graefer, discendente del famoso J.A. Graefer, il botanico inglese chiamato dalla Regina Maria Carolina per costruire il meraviglioso giardino inglese.

    Pertanto smentiamo a viva voce tutte queste accuse rivolte all’Avv. Tommaso Picazio, , che in questa Italia corrotta , falsa e piena di veleni,è stato chiamato in causa dopo quasi 100 anni dalla sua morte. E’ UNA VERGOGNA !!!!!

     

    Vi prego di pubblicare questa mia, grazie e distinti saluti

                                                                                                                           Antonella Picazio

     

    Risponde Manero

     

    Egregia signora Antonella Picazio, quello che scandalizza  della sua lettera non l’ingenuità e la totale ignoranza  sulla casertanità, ma quello di non aver neanche letto con attenzione l’articolo che scagiona  solo in qualche punto l’operato dell’amministratore Tommaso Picazio.

    Lo scritto  è frutto di analisi e ricerche storiche che hanno comportato anni di fatica e non possiamo permettere  a nessun titolo la conclusione a cui lei giunge    “E’ UNA VERGOGNA”

    Il rapporto Martelli sul sindaco Tommaso Picazio lo si può trovare presso l’archivio di Stato di Caserta e  l’ operato, non certo esaltante di Picazio,  lo si può leggere in pagine e pagine di giornali dell’epoca reperibili presso l’emeroteca del museo di Capua.

    La storia non si fa con l’approssimazione ed il pressapochismo che ha caratterizzato la cultura dei vari amministratori locali che si sono susseguiti al vertice della città dall’unità d’Italia fino ai giorni nostri. Se ne salvano pochissimi.

    Leggendo i chilometri di  piombo  dei settimanali Unione e Terra di Lavoro, nonché il lungo rapporto Martelli caso mai,  Tommaso Picazio lo si può definire il ,precursore di quello che lei definisce “Un’Italia corrotta, falsa e piena di veleni. “

    Il tempo è galantuomo ed alla fine le cose vengono a galla ed è questo il compito della Storia e di chi con certosina pazienza cerca di mettere in ordine i tasselli di un pazzle  disordinato e menzognero.

    Risponderle, con  dati alla mano,   è  come sparare sulla croce rossa.

    Nell’articolo che cita abbiamo  riportato  l’introduzione ed il punto 14, di quello che l’Ispettore Martelli scriveva.  Gli altri punti sono molto più chiarificatori senza temi di smentita

    A suo vantaggio riportiamo il punto 17 dello stesso rapporto  che nella legislazione attuale sarebbe particolarmente grave per il comportamento tenuto da un primo cittadino:

    17° – “Il sindaco Comm. Picazio, consuma il gas, ma non lo paga”.

    Martelli così risponde: Per accertare quanto potesse esservi di vero in questa denuncia ho esaminato il registro dei conti correnti degli utenti gas, dal quale è risultato che il 13 ottobre il Comm. Picazio era in debito verso l’officina per L. 121,28 per gas consumato nelle sue abitazioni in via Corso,192 e nella Villa Marzano nei mesi dal giugno all’agosto. Per il mese di settembre non era stata fatta la ricognizione del gas consumato e denunciata all’ufficio la somma da inscriversi nella contabilità.

    Non vado oltre e  sono contento che finalmente ci sono dei parenti di Tommaso Picazio che forse hanno documentazioni e fotografie tali da   contribuire a meglio chiarire la figura di un personaggio molto controverso.

    Infine,  mi permetto di farle osservare: ma questi parenti sanno almeno le date di nascita e di morte del loro antenato ?  e come possono attribuire azioni a Tommaso Picazio che non avrebbe mai potuto compiere.

    Il monumento ai caduti,  altro triste capitolo della cronaca per come è stato ridotto,  fu realizzato nel 1935 ad opera del podestà Ludovico Ricciardelli per mantenere una promessa che aveva fatto al Duce nella sua  visita a Caserta il 19  gennaio 1935.

    Visto che le casse del comune erano in difficoltà  Ricciardelli decise di vendere due suoi appartamenti e contribuire in proprio. Fu inaugurato il 22 dicembre dello stesso anno con la presenza del principe di Napoli Umberto.

    Tommaso Picazio nel 1935 era morto da otto anni, come poteva essere che la scritta fosse  opera sua ?, la prego di spiegarmi questo mistero.

    Per concludere la “Vergogna”  non è di chi contribuisce a scrivere la storia, ma di chi la ignora.

    PUBBLICATO IL: 14 ottobre 2013 ALLE ORE 9:49