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    La Lettera / Ciambrone: “Sul caso Castel Volturno, i giornali sparano sulla Croce Rossa”. La replica: “Non è colpa dei giornalisti se in loco ci si comporta come dottor Jekyll e mister Hyde”


        Nella cittadina rivierasca, dopo la provocazione di Saviano, viene rilanciato il dibattito sul rapporto tra informazione e immagine territoriale. IN CALCE ALL’ARTICOLO LA LETTERA PUBBLICATA SU DOMIZIA.IT DAL REFERENTE LOCALE DEL CLUB UNESCO Castel Volturno – Sono giorni che a Castel Volturno impazza il dibattito su una questione molto delicata: è giusto che i […]

    Nella foto, Alessandro Ciambrone

     

     

    Nella cittadina rivierasca, dopo la provocazione di Saviano, viene rilanciato il dibattito sul rapporto tra informazione e immagine territoriale. IN CALCE ALL’ARTICOLO LA LETTERA PUBBLICATA SU DOMIZIA.IT DAL REFERENTE LOCALE DEL CLUB UNESCO

    Castel Volturno – Sono giorni che a Castel Volturno impazza il dibattito su una questione molto delicata: è giusto che i giornali, i mezzi di informazioni si accaniscano nel “parlare male o si accaniscono nello scrivere male della realtà cittadina, quando ci sono delle eccellenze a cui non viene concessa visibilità?“.

    Il caso sembra essere divampato dopo l’intervento dello scrittore Roberto Saviano, che ha rilanciato come proposta e come idea, la candidatura a sindaco di un professionista di colore. Non sono mancate reazioni, sia di carattere politico, sia di carattere giornalistico ed infine, il referente locale del Club Unesco, l’architetto Alessandro Ciambrone ha indirizzato una lettera, pubblicata dal sito locale www.domizia.it, in cui ha deciso di dire basta ad un’informazione: “Che spara sulla Croce Rossa“.

    In calce all’articolo pubblichiamo il testo integrale della lettera di Alessandro Ciambrone, ma nel contempo vanno dette alcune cose sul rapporto informazione-realtà cittadina di Castel Volturno.

    Ricordo gli anni del Corriere di Caserta, come quelli della Gazzetta di Caserta, quando scrivendo per questa realtà cittadina (stiamo parlando degli anni che vanno dal 1998 al 2004), incappai in diverse vicende ed episodi che hanno formato la mia attuale opinione su Castel Volturno e buona parte dei suoi residenti.

    Parlare e scrivere male di un territorio non piace certo a nessuno… ma come si può rapportare un giornalista, un “little” corrispondente di provincia, di fronte ad un contesto in cui un primo cittadino con il suo vicesindaco nel 2001 erano intenzionati a fare una marcia contro una testata giornalistica per chiederne la chiusura, o che ti scaraventavano fuori dal Consiglio comunale, in quanto dopo un articolo sulla bonifica delle cave di sabbia, eri additato come un “indegno” che non poteva neanche sedersi nell’aula consiliare…

    Come si fa a rapportarsi con un altro sindaco che da “giustizialista” convinto ti invitava “a non fare il pazzo o ti additava come un lestofante (oggi sono orgoglioso che mi ha definito così ndr)”, quando tentavi con pochi mezzi economici di scrivere semplicemente: alcune verità locali. Col tempo poi ci hanno pensato inchieste ben più “saporite e condite” a tracciare alcuni tratti o episodi del contesto territoriale.

    Ricordo ancora quelle “calde” telefonate ricevute per la pubblicazione di alcuni articoli pubblicati su una famosa cena politica… come mi ricordo quelle ricevute in cui si palesava un concetto “Stai attento che la testa non te la facciamo usare più”…

    E che dire della vicenda del travestito di Ischitella che fu accusato di gestire una casa di appuntamento con ragazze dell’est europeo, il quale arrivò persino a denunciarmi, al fine di farmela pagare in tribunale…

    Spesso ho sentito la frase, rilanciata in feste inaugurali e conviviali di centri commerciali, ecc, rese ad emittenti televisive locali: “I giornali sono pretestuosi, vogliono solo il male di questo territorio. Ci sono dei giornalisti che parlano solo di camorra. Qui la camorra non c’è, non esiste. Sono loro la vera camorra“. Ebbene, disgustato, mi alzai e me ne andai. Feci bene… Tempo dopo le cronache locali hanno delineato un quadro davvero interessante della realtà locale.

    E non parliamo del giorno dei funerali del capozona locale, Pasquale Morrone. In una città blindata, con carabinieri e polizia dislocati ad ogni angolo, la salma non fu portata in chiesa, ma direttamente al cimitero. Ricordo come se fosse ieri, in un clima surreale, numerosi residenti del posto si recarono a salutare la salma e c’era chi si chiedeva se era opportuno o meno andare al funerale per rendere l’ultimo saluto e omaggio. Il tutto venne vissuto come un evento partecipativo.

    E poi ci sono tante altre storie che certamente trasformano la città di Castel Volturno in un luogo ambiguo… dove è difficile giungere a stabilire il bene e il male… Un luogo che potrebbe essere utilizzato quale sfondo per il romanzo dottor Jekyll e mister Hyde. Fa male tinteggiare di nero una realtà, ma sono pochissime, se non rare le occasioni per parlare bene di Castel Volturno,  un contesto che finge di voler  riemergere o che dietro ai tentativi di riqualificarne l’immagine cela gli interessi di qualche fazione.

    Massimiliano Ive

     

    CLICCA QUI PER LEGGERE LA LETTERA DI ALESSANDRO CIAMBRONE PUBBLICATA SU WWW.DOMIZIA.IT

    PUBBLICATO IL: 12 novembre 2012 ALLE ORE 10:41