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    LA FOTODENUNCIA CASERTA – Quel palazzo sta crollando, fate presto! Cobianchi suona la sveglia


    A corredo dell’articolo, tutto il materiale fotografico che testimonia la fatiscenza del palazzo di viale Lincoln CASERTA – Un crollo che sembra imminente ed inevitabile, se nessuno, tra chi di dovere, decidesse già nelle prossime ore di dare la priorità assoluta alla messa in sicurezza dell’immobile di viale Lincoln, da tempo fatiscente e potenzialmente pericoloso. Il […]

    A corredo dell’articolo, tutto il materiale fotografico che testimonia la fatiscenza del palazzo di viale Lincoln

    CASERTA – Un crollo che sembra imminente ed inevitabile, se nessuno, tra chi di dovere, decidesse già nelle prossime ore di dare la priorità assoluta alla messa in sicurezza dell’immobile di viale Lincoln, da tempo fatiscente e potenzialmente pericoloso.

    Il capogruppo consiliare Fli, Luigi Cobianchi, ha dettagliatamente e tecnicamente descritto l’attuale stato di incuria in cui versa l’intero stabile, e il rischi conseguente che ne deriva per chi lo pratica, o semplicemente vi transita in prossimità: riportiamo di seguito il testo integrale dell’interrogazione che lo stesso ha rivolto al presidente del Consiglio Comunale di Caserta, al comandante del Corpo di Polizia Municipale e al comandante provinciale dei Vigili del Fuoco per riportare la loro attenzione sull’urgenza.

     

     

     

    IL TESTO DELL’INTERROGAZIONE DI LUIGI COBIANCHI:

     

    “Il sottoscritto Luigi Cobianchi, nella qualità di Capogruppo Consiliare,

     

    premesso che

    -          lo scrivente, dopo aver ricevuto numerose segnalazioni circa le precarie condizioni dell’immobile ubicato in viale Lincoln, avente accesso principale dal civico n°100 (v. foto 1), si è personalmente recato per constatare lo stato dei luoghi;

     

     

     

     

    considerato che

     

    -          effettivamente l’edificio, come documentato dai quadri fotografici allegati, si presenta ictu oculi prossimo al collasso strutturale: estese porzioni della copertura a falde, con finitura “a coppo e controcoppo”, sorretta da capriate lignee, sono crollate (v. foto 2 e 3), lasciando scoperto il solaio di calpestio del sottotetto, realizzato con travi e tavolato in legno;

     

     

     

    -          anche in ragione dell’azione delle intemperie cui è esposto, il predetto orizzontamento è collassato in più punti (v. foto 4 e 5);

    -          la situazione più grave, tuttavia, si presenta nell’ammorsamento d’angolo tra le murature della facciata principale e quelle ad essa perpendicolari: lo spigolo posto ad ovest, in prossimità del civico n°92, reca, invero, i classici segni (lesioni passanti) del fenomeno c.d. del “ribaltamento semplice di parete” (v. foto  6 ed 8), che rappresenta uno dei principali meccanismi di collasso delle strutture in muratura, ascrivibile all’azione spingente delle falde di copertura, in assenza di opportuni sistemi di contrasto, quali elementi di concatenamento delle quinte; a difetto di collegamento dei paramenti, per errata esecuzione; ad inserzioni murarie di qualità scadente. Lo stato attuale può portare rapidamente ad un crollo, qualora, per effetto della rotazione cui è soggetta la facciata, dovessero sfilarsi una o più travi degli orizzontamenti, ovvero, per la maggior spinta da essi esercitata, allorquando dovessero eccessivamente imbibirsi, dilatandosi, all’atto di precipitazioni atmosferiche più abbondanti e continuative;

     

     

     

     

     

    -          ad una più attenta analisi, sia pur meramente visiva, si colgono, sempre sullo spigolo ovest della facciata principale, i segnali – quali spanciamenti e fuori piombo (v. foto 7) – che in letteratura indicano l’attivazione – accanto a quello testé descritto – di un combinato effetto di “flessione verticale di parete”, contraddistinto da un quadro fessurativo composito (orizzontale e verticale) ascrivibile ad eccessiva snellezza della parete medesima, incapace di contrastare eventuali spinte orizzontali localizzate, in presenza di orizzontamenti non correttamente ammorsati alle strutture verticali, ed, eventualmente, di fenomeni degenerativi della malta cementizia che lega i singoli blocchi tufacei di cui è composta la muratura, ovvero, di un’alterazione della struttura microcristallina del tufo, che ne compromette la resistenza a compressione;

    -          altrettanto grave appare la situazione dello spigolo est della facciata principale: anch’esso manifesta i sopradescritti segni del “ribaltamento semplice di parete”, con rischio concreto ed attuale che possa collassare, all’improvviso, in assenza di segnali premonitori, sulla proprietà attigua, abitata, contraddistinta dal civico n°108 (v. foto 9);

    -          un ulteriore elemento di rischio concreto ed attuale è rappresentato dalle finestre della facciata principale, che dà su una strada (viale Lincoln) contraddistinta da elevati flussi di traffico veicolare e da un notevole, continuo transito pedonale: come può chiaramente evincersi dalle foto 3, 5, 6, ma soprattutto, 10 ed 11, gli infissi, con struttura portante in legno, recanti vetri legati a piombo, di spessore ben inferiore rispetto agli standard di sicurezza attuali, sono completamente fatiscenti; i cristalli si presentano frantumati in più punti. L’aspetto che, al riguardo, desta maggiore preoccupazione è dato dal fatto che, in caso di vento anche di lieve entità, possano essere proiettati in strada frammenti di vetro acuminati, anche di dimensioni notevoli ed a distanza considerevole, per lo sbattere delle finestre, i cui sistemi di serraggio sono, oramai, incapaci di assicurare la chiusura;

     

     

     

     

    -          il quadro è completato dalla presenza, sui balconcini, di elementi in ferro, di misure considerevoli, che appaiono meramente appoggiati (v. foto 2) e dalla provvisorietà dei sistemi adottati per assicurare la chiusura degli infissi al piano terreno (v. foto 6 ed 11), che appare inidonea ad impedire accessi indesiderati, soprattutto da parte di bambini, ignari del pericolo che correrebbero entrando nell’immobile;

     

    ritenuto che

     

    -          occorra intervenire ad horas al fine, quantomeno, di mettere in sicurezza l’intera area, per scongiurare i gravissimi pericoli esistenti per la pubblica e privata incolumità, per poi imporre alla Proprietà, una volta individuata, di effettuare tutti i lavori necessari a rispristinare il decoro di una delle principali arterie del Quartiere Acquaviva, sentita la competente Soprintendenza, stante la presumibile sussistenza di un vincolo ope legis, ai sensi del Testo Unico rubricato: “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio” (D. Lgs. n°42/2004 e s.m.i.), in ragione dell’età di fabbricazione dell’edificio,

     

    interpella

     

    il Signor Sindaco, ex art. 28, comma  4, del vigente “Regolamento delle Attività Consiliari”, domandandoGli formalmente, ai sensi di Legge, quali iniziative Egli, congiuntamente alla Giunta Comunale ed ai Dirigenti competenti, intenda assumere, ivi compreso il ricorso ad apposita Ordinanza Sindacale, al fine di:

    1)            imporre alla Proprietà di mettere immediatamente in sicurezza l’immobile, a propria cura e spese, facendo realizzare:

    • un puntellamento di contrasto – anche a mezzo barbacani – di facciata e d’angolo, ove occorra, inclinato (al fine di esplicare un’azione di ritegno selettiva, maggiore in corrispondenza del centro/linea di spinta), dimensionato secondo rigorosi parametri ingegneristici – desumibili da calcoli depositati nelle forme di Legge – eventualmente integrato da apposita tirantatura e cerchiatura globale (con nastri in acciaio, ovvero cinghie in poliestere, o in composito);
    • una centinatura delle volte e degli archi, se presenti;
    • un puntellamento, da terra a cielo, di tutti gli orizzontamenti a travi e tavolato in legno o, comunque, diversamente realizzati;
    • abbattimenti parziali (previa acquisizione del nulla osta della competente Soprintendenza) per alleggerire le strutture portanti, eliminando eventuali effetti di spinta indesiderati;
    • una struttura provvisionale, del tipo in lamiera, ovvero lamina polimerica, grecata, od ondulata, per ripristinare la continuità della copertura dello stabile, impedendo alle acque piovane di continuare ad imbibire gli elementi strutturali lignei, sottostanti;
    • un efficace sistema di sostegno di tutte le finestre e dei vani porta, per apposizione di armature provvisorie (sbadacchiature), opportunamente calcolate per geometria e spessori;

    2)            inibire, sempre con effetto immediato, il passaggio pedonale sul marciapiede antistante la facciata principale dell’edificio de quo, transennandolo, valutando – di concerto con il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Caserta – l’opportunità di estendere le transenne alla porzione della carreggiata di viale Lincoln su cui l’immobile insiste, sulla base della più probabile traiettoria di caduta delle macerie – ricavabile attraverso simulazione al calcolatore – in caso di crollo della facciata, secondo i meccanismi poc’anzi descritti;

    3)            mettere in mora la Proprietà, paventando il ricorso, da parte dell’Ente, all’azione in danno, intimandola a dar corso, nel più breve tempo possibile, a lavori di ristrutturazione/rifunzionalizzazione dello stabile, previo interpello della competente Soprintendenza – al fine di verificare la sussistenza di vincoli (oltre quelli sussistenti ope legis) o, comunque, l’eventuale interesse alla conservazione del manufatto tal quale – e previa acquisizione di ogni altra autorizzazione necessaria.

    La presente viene inviata al Sig. Comandante del Corpo di Polizia Municipale della Città Capoluogo di Caserta ed al Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco di Caserta per opportuna conoscenza, affinché possano adottare ogni provvedimento urgente di propria competenza.

    Caserta, 28/12/2013″

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    PUBBLICATO IL: 29 dicembre 2013 ALLE ORE 10:52