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    LA DOMENICA DI CASERTACE/ Ecco come un’impresa di vigilanza, costituita ad hoc dalla moglie di Scialdone, incassò 600 mila euro dal Consorzio rifiuti


          Continua il nostro viaggio dentro i contenuti della maxi inchiesta della Procura della Repubblica di S, Maria Capua Vetere. In queste circostanze oltre alla Pontillo e a Scialdone, anche il solito Enrico Parente e Alessio Pannone per i reati di peculato e falso ideologico.   CASERTA – Premesse non ne facciamo più […]

     

     

    Nella foto Scialdone, Pontillo e Parente

    Nella foto Scialdone, Pontillo e Parente

     

    Continua il nostro viaggio dentro i contenuti della maxi inchiesta della Procura della Repubblica di S, Maria Capua Vetere. In queste circostanze oltre alla Pontillo e a Scialdone, anche il solito Enrico Parente e Alessio Pannone per i reati di peculato e falso ideologico.

     

    CASERTA – Premesse non ne facciamo più dato che i fatti parlano da soli. Ci limitiamo a informare i lettori dei vari capitoli di questa inchiesta su presunto malaffare del Consorzio dei rifiuti.

    In questa domenica pomeriggio ci dedichiamo alla questione di una società di vigilanza, costituita, in pratica, ad hoc, per beccare i soldi del Consorzio.

    Si da il caso che questa aveva come suoi perni Michela Pontillo, moglie di Antonio Scialdone, che poi sarebbe stata candidata col Nuovo Psi di Caldoro e di Grimaldi alle elezioni regionali del 2010 e Alessio Pannone.

    La Pontillo, Pannone e gli immancabili ospiti dell’inchiesta, in pratica due avvisi di garanzia viventi, Antonio Scialdone ed Enrico Parente, stavolta sono accusati di reati non da poco: peculato e falso ideologico.

    L’impresa di security nel 29 aprile 2009 si chiama Vigilanza & Sicurezza. 3 mesi dopo riceve subito l’incarico di sorvegliare con 9 agenti non armati il deposito di Calvi Risorta e con 2 elementi non armati la sede dell’ex Consorzio Ce4 di Cancello ed Arnone.

    Secondo i giudici si verifica un sistematico frazionamento  del contratto in modo da non creare un importo superiore alla soglia prevista dall’unione europea e per la quale occorre procedere a un bando.

    Fatto sta non menandola troppo per le lunghe che tra l’operazione Clavi Risorta e l’operazione Cancello ed Arnone la società della moglie del direttore generale del Consorzio Scialdone introita più di 600 mila euro, precisamente 604 mila e 800 euro.

    Per di più, la Procura contesta il requisito dell’urgenza, utilizzato per questo affidamento diretto usa e getta che secondo i giudici non ci sarebbe.

    G.G.

    PUBBLICATO IL: 3 marzo 2013 ALLE ORE 17:57