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    La Domenica di Casertace / Camorra nel regno dei Coppola – I vassalli dei Venosa opprimevano “i nuovi servi della gleba” del parco Saraceno. LE INTERCETTAZIONI


      Il giorno dopo l’operazione dei Carabinieri della compagnia di Mondragone, Casertace fa il punto della situazione sul Villaggio Coppola. Clandestini, omertà, sudditanza ai clan, lì dove la città non è più “a misura d’uomo”   Castel Volturno - Le vittime dei fitti pagati agli affiliati della frangia dei Venosa, per soggiornare, anche abusivamente, nel […]

    Nelle foto, da sinistra, Anna Iannone e Marcello D’Angelo

     

    Il giorno dopo l’operazione dei Carabinieri della compagnia di Mondragone, Casertace fa il punto della situazione sul Villaggio Coppola. Clandestini, omertà, sudditanza ai clan, lì dove la città non è più “a misura d’uomo”

     

    Castel Volturno - Le vittime dei fitti pagati agli affiliati della frangia dei Venosa, per soggiornare, anche abusivamente, nel famigerato Parco Saraceno del Villaggio Coppola di Castel Volturno, ubicato a ridosso della Darsena San Bartolomeo, non possono essere descritte o indicate come persone facoltose.

    Da sempre il Villaggio Coppola è conosciuto per i noti complessi turistici, sorti a ridosso di aree demaniali che sono stati anche oggetto, assieme alla struttura urbana, nel suo complesso, di un contenzioso storico tra i Coppola e lo Stato, quest’ultimo parte lesa, che ha rivendicato, mediante una transazione supportata dalla presidenza del Consiglio dei Ministri, la titolarità domenicale dei propri suoli.

    Dagli anni 60, in poi, i fratelli, Vincenzo e Cristoforo Coppola, hanno realizzato un villaggio che veniva definito “A misura d’uomo e dove per 366 giorni l’anno c’era il sole“.

    I palazzi e i villini residenziali in riva al mare, furono acquistati dalla nuova borghesia del dopo- guerra caratterizzata da vip dello spettacolo e  dai  cosiddetti “danarosi possidenti” provenienti dall’agro Aversano e dall’hinterland napoletano, nonchè da professionisti che vedevano in Castel Volturno e nel Villaggio Coppola la nuova Miami o Rimini del Sud.

    Purtroppo negli anni, alcune aree del Villaggio Coppola sono state del tutto abbandonate e deprezzate, vuoi perchè lo Stato ha deciso di mettere un punto fermo ad una spregiudicata e incontrollata attività edilizia, vuoi, perchè il litorale Domizio è stato preso d’assalto dagli interessi criminali del clan dei Casalesi.

    Nel caso del parco Saraceno, come attestano le intercettazioni ambientali espletate dagli inquirenti ed in base all’inchiesta della Dda di Napoli e degli uomini dell’Arma dei Carabinieri della Compagnia di Mondragone, è stato accertato che i due affiliati, Marcello D’Angelo e Anna Iannone, erano coinvolti in un affare criminale che non opprimeva i vip, o gli esercenti di Pinetamare, ma era contestualizzato ai poveri, ai disgraziati abitanti di un quartiere fantasma e degradato. Scene da becero medioevo culturale intriso nella realtà di Pinetamare che non è più a misura d’uomo.

    Il parco Saraceno ha rappresentato una sorta di borsa del clan dei Casalesi, dove i nuovi “servi della gleba” (extracomunitari o persone che hanno precedenti con la giustizia) erano costretti a pagare 300, 400 euro a cranio. Poichè molti residenti erano e sono clandestini, spesso c’era anche il timore di denunciare tale attività alle forze dell’ordine, cosicché i nuovi vassalli, valvassori e valvassini del clan Venosa, approfittando di un muro di omertà, potevano fare quello che un tempo era consentito dai feudatari, che avevano il titolo di “signori”, con conseguente diritto di vita o di morte sui propri sudditi.

    Tornando al caso del Parco Saraceno, pubblichiamo i testi integrali delle intercettazioni ambientali a supporto di quanto esposto sopra.

    Massimiliano Ive

    QUI SOTTO I TESTI DELLE INTERCETTAZIONI

    PUBBLICATO IL: 21 ottobre 2012 ALLE ORE 18:12