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    LA DOMENICA DI CASERTACE / AVERSA – Massimo Cacciari e il Momus dell’Alberti: tutto esaurito al Liceo Cirillo per la lezione del filosofo, ex sindaco di Venezia


    I temi dell’Umanesimo, della vita, dell’impronta che l’uomo, ogni uomo, può imprimere su questa, dentro l’avvincente trattazione, cui hanno assistito, con grande interesse, centinaia di persone, alla presenza del Sindaco Sagliocco, nel Vescovo Spinillo e del preside Zarrillo. AVERSA - Grande mattinata all’insegna della filosofia etica e di un pensoso umanesimo, nell’atmosfera architettonica di San […]

    I temi dell’Umanesimo, della vita, dell’impronta che l’uomo, ogni uomo, può imprimere su questa, dentro l’avvincente trattazione, cui hanno assistito, con grande interesse, centinaia di persone, alla presenza del Sindaco Sagliocco, nel Vescovo Spinillo e del preside Zarrillo.

    AVERSA - Grande mattinata all’insegna della filosofia etica e di un pensoso umanesimo, nell’atmosfera architettonica di San Lorenzo Ad Septimum dove un diroccato portone dà accesso al cortile interno su cui si prospetta l’intera facciata della chiesa probabilmente risalente  al 1053, con a lato due leoni di fattura romanica che reggono due belle colonne tortili, sormontate da capitelli forse derivati da monumenti classici. L’evento è stato organizzato dal Liceo Classico Cirillo di Aversa e dall’Associazione italiana di cultura classica. L’ospite d’onore, Cacciari, ex sindaco di Venezia nonché professore universitario di filosofia all’Università “San Raffaele” di Milano; tra  gli altri presenziavano il preside del liceo classico Cirillo di Aversa Tommaso Zarrillo, il vescovo monsignor Angelo Spinillo, il sindaco d’Aversa Giuseppe Sagliocco, il parroco della chiesa ospitante Don Ernesto Rascato, e il presidente dell’Istituto Pasquale Fedele.  Argomento in questione, il”Momus” dell’Alberti, satira allegorica. Introduce il discorso il preside Tommaso Zarrillo. Successivamente parla Sagliocco interviene: “Sono lieto – dice – di ospitare il sindaco di Venezia, oltre che il professore in filosofia Cacciari. Sono fiero di conferire la cittadinanza onoraria a Massimo Cacciari e rivolgo questo messaggio come elemento di grande propulsione di crescita e di sviluppo. Un saluto al vescovo Angelo Spinillo al quale conferisco la mia più grande riconoscenza per l’immenso spirito di abnegazione che rivela per il nostro territorio. Dopo tali riconoscimenti, sarei lieto di citare alcuni stralci dell’Alberti, per avvalorare la mia piena condivisione all’idea di ‘vero stato’. ‘L’Alberti coniuga tradizione e modernità, una insolita condizione in cui lo stato viene paragonato ad una nave. Se si compie il dovuto – ha sottolineato Sagliocco, citando sempre l’Alberti –  si realizza il meglio”.  

    A cosa ricorre l’Alberti, secondo Cacciari, per sopravvivere nel modo più dignitoso possibile? Attraverso il suo aulico dire abbiamo capito il senso: “Viviamo in un’epoca di grande crisi politica ed economica imperversata da continue guerre civili e religiose, epoca in cui si forma ‘la intelligentia europea’. La prima prospettiva di ricerca deve essere l’Umanesimo, l’idea dell’uomo che è in grado di trasformare la natura. Bisogna inquadrare l’umanesimo con la frase “Quid est homo”, cioè, l’uomo è al centro. L’uomo è sicuramente un grande creatore, un grande fabbro, è però tutt’uno con la sua capacità poliedrica. La figura positiva dell’Alberti è ‘il pittare’; bisogna saper dipingere per dire il vero anche quando è orribile. L’uomo è contraddizione, una lotta con se stesso.” L’uomo è il possibile, nulla di determinato e nulla di fisso; c’è in esso la tendenza a farsi del male prima di fare del male al prossimo. Immaginiamo di stare tutti in un immenso fiume; l’uno si distinguerà dall’altro in base al comportamento. La “virtus” è cercare di costruire nel fiume della vita, consapevoli che la propria costruzione non è per l’eterno. Ci sono quelli che nel fiume della loro vita annaspano e quelli che, dignitosamente, si creano il loro recinto”.  La prospettiva religiosa, ha otato ancora Cacciari, è assente nell’Alberti, ma c’è questo aspetto nell’umanesimo –‘ Niuna cosa si trova più faticosa del vivere, occorre affrontarla con le mani e i piedi…..’ “.

    Saluti finali del vescovo, contraddistinti da toni di grande umanità e partecipazione attiva a quanto già stato evocato.

    Ilaria Rita Motti

    PUBBLICATO IL: 7 ottobre 2012 ALLE ORE 11:30